Analisi Tattica: il Parma di Fabio Pecchia

Analisi realizzata da Matteo Lorenzini, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il PARMA di Fabio Pecchia: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
Dopo aver mancato per poco la finale play off la scorsa stagione, il Parma inizia il suo
campionato tra le principali favorite, raggiungendo finalmente la promozione in serie A dopo 3 anni di assenza, concretizzando finalmente gli importanti
investimenti economici compiuti dal presidente Krause negli ultimi anni. La scelta
compiuta sul mercato estivo sembra confermare l’idea di un tentativo di
consolidamento della rosa già presente, andando ad inserire solo Partipilo, Colak,
Begic e Di Chiara (più il ritorno di Hernani), quattro giocatori mirati e utili per dare
continuità ai meccanismi già preimpostati dall’allenatore Fabio Pecchia. Anche al
fronte di qualche addio importante, vedi Buffon e Vazquez, la squadra di quest’anno
appare come un giusto insieme tra giovani in ascesa e giocatori esperti della
categoria, mix ideale in un campionato difficile come la serie B, dove non sempre la
qualità e la tecnica sono sufficienti per vincere. Analizzando, infatti, i dati relativi alla
realizzazione rispetto allo scorso campionato, il Parma quest’anno sembra aver
finalmente trovato il giusto equilibrio, associando al bel gioco e alla qualità anche
una maggiore concretezza sotto porta, condizione fondamentale per una squadra a
carattere principalmente offensivo che per naturali conseguenze concede diverse
occasioni anche agli avversari. A questo aspetto, pur senza discuterne le indubbie
qualità per la categoria, sembra aver contribuito la partenza di Vazquez, il “Mudo”
infatti, lo scorso campionato rappresentava il fulcro della manovra del Parma,
attirando a sé la maggior parte dei palloni giocabili nelle zone offensive, dove le sue
giocate, nonostante fossero di elevatissimo tasso tecnico, spesso portavano a un
rallentamento della manovra, togliendo quindi fluidità e dinamicità all’azione. Soprattutto grazie alla velocità di Bonny
unita alle caratteristiche degli altri compagni, il reparto offensivo sembra aver
trovato la capacità di sfruttare al meglio gli spazi con rapidi fraseggi e imbucate in
profondità, trovando chissà, forse la chiave per diventare finalmente la squadra
“regina” del campionato cadetto.
SISTEMI DI GIOCO
Sistema di gioco di base: 1-4-2-3-1
Nella partita utilizzata per le lavagne tattiche (Ascoli-Parma 1-3, 28/10/2023) il
Parma ha schierato:
Chichizola (POR), Ansaldi (TS), Circati (DCS), Osorio (DCD), Del Prato (TD), Estevez
(MED-D), Bernabé (MED-S), Sohm (TRQ), Benedyczak (AS), Bonny (PC), Man (AD).
Sistema di gioco in fase di possesso: 1-2/4-4
Sistema di gioco in fase di non possesso: 1-4-4/2
In fase di possesso il Parma alza molto la posizione dei due terzini che vanno a
giocare larghi sulla linea dei due mediani avanzati a loro volta formando una linea a
quattro a supporto degli attaccanti, gli unici giocatori a non partecipare alla fase
offensiva sono i due centrali di difesa che svolgono la marcatura preventiva.
In fase di non possesso i due esterni di attacco abbassano la loro posizione ai lati dei
mediani posizionati davanti alla difesa formando due basse linee difensive composte
da quattro giocatori, in avanti restano in smarcamento preventivo il trequartista e la
punta centrale che si posizionano larghi parallelamente in modo da coprire meglio
l’ampiezza in caso di ripartenza.
FASE DI POSSESSO
Costruzione
Alla prima costruzione del Parma partecipano oltre al portiere, quattro giocatori di
movimento (2+2) che sono i due centrali e i due mediani. Come si può vedere anche
dall’immagine, Pecchia chiede sempre con insistenza che i due centrali si allarghino
molto svuotando l’area di rigore, facendo abbassare in maniera alternata i due
mediani, più stretti fra loro. Il Parma cerca sempre come prima soluzione di uscita
dalla pressione avversaria la costruzione dal basso potendo contare su una buona
qualità tecnica del reparto difensivo, cercando triangolazioni tra centrale e mediano
oppure passaggi in verticale diretti verso i terzini in posizione larga e più avanzata.
L’alternanza continuativa tra l’ampiezza dei centrali di difesa, la vicinanza dei due
mediani e di nuovo l’ampiezza dei terzini, porta gli avversari a dover scegliere se
coprire maggiormente la zona centrale o laterale del campo, il Parma di conseguenza
si adatta alternando le soluzioni d’uscita riuscendo agevolmente a continuare la
manovra. Da evidenziare, in caso di difficoltà durante la prima costruzione,
l’abbassamento dei terzini sulla linea dei mediani (diventando un 2+4) offrendo
ulteriori soluzioni di passaggio. Nei soli casi in cui la pressione avversaria sia
particolarmente aggressiva ed efficacie, il Parma ricorre alla costruzione alta con il
rinvio da parte del portiere o di uno dei centrali di difesa indirizzato verso uno dei
due esterni d’attacco, con i due mediani e il terzino di lato palla che accorciano verso
di esso nel tentativo di raccogliere la sponda o l’eventuale seconda palla.

Sviluppo e rifinitura
Una volta superata la prima linea di pressione avversaria soltanto i due centrali
restano arretrati e non partecipano allo sviluppo offensivo, al quale invece
partecipano attivamente entrambi i terzini ed entrambi i mediani. Lo sviluppo del
Parma si svolge maggiormente in ampiezza e consiste nel muovere la palla
continuamente da una parte all’altra del campo aspettando di trovare il varco tra le
linee avversarie, Bernabé in particolar modo rappresenta il vero e proprio regista
della squadra, attraverso il quale passano la maggior parte dei palloni che si
spostano da un lato al l’altro del campo. Entrambi i mediani, comunque, si muovono
nella zona centrale fuori dall’area di rigore avversaria raccogliendo anche i palloni
ribattuti e offrendo continue soluzioni di appoggio ai terzini o agli esterni che vanno
ad agire lateralmente.
Da sottolineare i posizionamenti in zona di rifinitura di alcuni giocatori. Il più
evidente, come si può vedere dall’immagine è quello di Benedyczak, che svolge il
ruolo di un “falso” esterno, poiché la posizione che va a ricoprire durante la gara è
quasi sempre quella centrale di trequartista aggiuntivo insieme a Sohm, il quale
invece, svaria su tutto il fronte d’attacco, al suo posto largo sulla fascia si va a
posizionare il terzino sinistro, in questo caso Ansaldi, che garantisce ampiezza alla
squadra e offre una soluzione da cross dove l’esterno che prima si trovava nella sua
posizione può diventare un saltatore aggiuntivo all’interno dell’area. All’interno di
quest’ultima troviamo anche Del Prato, che sganciatosi dalla sua posizione va ad
occupare l’area come saltatore facendo arretrare il suo compagno Man, meno abile
nel gioco aereo, in copertura. Questi posizionamenti vanno ad evidenziare uno degli
obiettivi del Parma in zona di rifinitura, ovvero quello di riempire l’area con più
giocatori possibili, che con i loro movimenti e scambi di ruolo possono far perdere le
marcature e i riferimenti agli avversari, che in molti casi si trovano in difficoltà nel
seguire tutti i giocatori all’interno dell’area e riuscire allo stesso tempo ad uscire per
ostacolare il cross del terzino o il tiro dalla distanza dei mediani.

Lateralità
Come si può facilmente intuire da quanto detto finora, i “ducali” hanno nella
lateralità e nell’ampiezza del proprio gioco le principali soluzioni offensive, non a
caso, in questa prima parte della stagione i miglior realizzatori del Parma sono i due
esterni d’attacco. Come accennato anche nell’introduzione i rapidi scambi nelle zone
offensive del campo sembrano aver portato finalmente quella concretezza che
mancava al bel gioco della squadra di Pecchia, puntando più a un fraseggio fatto di
soluzioni veloci ed efficaci, che alla spettacolarità delle giocate. A questo sta
contribuendo anche la possibilità di poter contare sulle caratteristiche di Bonny,
giocatore meno tecnico rispetto a Vazquez, ma dotato di una grande dinamicità e
mobilità che gli permettono di dare alla squadra maggiori soluzioni in profondità con
i suoi inserimenti che spesso avvengono verso le zone laterali del campo nelle quali
poi poter dialogare con gli esterni d’attacco, liberando così lo spazio centrale a Sohm
e all’accentramento di Benedyczak. Nei movimenti laterali più consolidati troviamo
spesso la formazione di un triangolo formato da tre giocatori spostati verso il lato
palla, dove uno, solitamente quello più interno al campo, fornisce gli appoggi agli
altri due che effettuano inserimenti alle spalle e rapidi 1-2 fra loro nel tentativo di
liberarsi per la conclusione o per arrivare sul fondo e mettere dei palloni in mezzo
alle spalle della difesa per i giocatori posizionati in area. L’efficacia di questi
movimenti è data dal fatto che in ogni azione avvengono tra giocatori diversi,
possiamo trovare infatti, triangolazioni tra terzino, trequartista ed esterno d’attacco,
oppure tra punta, esterno d’attacco e trequartista e così altre combinazioni, grazie
alla grande libertà e mobilità di tutto il reparto offensivo che garantisce al Parma di
poter ricercare tantissime soluzioni offensive e al tempo stesso di rendere
difficoltose le letture per gli avversari che non possono mai contare su punti di
riferimento fissi. Altra soluzione più ricercata rispetto allo scorso anno risulta essere
quella relativa agli inserimenti in profondità, oltre che della punta Bonny, anche degli
esterni d’attacco, in particolare da parte di Man, che nelle prime fasi della manovra,
se la difesa avversaria lo permette, cerca il taglio alle spalle del terzino.
Finalizzazione
Per quanto riguarda la finalizzazione, il Parma arriva alla conclusione nella maggior
parte dei casi con la punta e gli esterni d’attacco, che in seguito a delle triangolazioni
e dei tagli alle spalle dei difensori riescono a liberarsi spesso da buone posizioni
all’interno dell’area per il tiro in porta. Altra soluzione per cercare la rete è quella da
cross, dove nonostante la scarsa realizzazione del Parma nei colpi di testa, resta
comunque una valida soluzione vista la grande presenza di giocatori in area per
colpire. Buone soluzioni arrivano anche dalla distanza, dove i due mediani, in
particolar modo Bernabé, sono dotati di un buon tiro da fuori, il quale spesso poco
contrastato vista la tendenza delle avversarie del Parma a schiacciarsi molto
all’interno dell’aera di rigore. Da sottolineare tra le soluzioni di finalizzazione i calci
piazzati, dove lo specialista Bernabé, ha già trovato più volte la rete in queste ultime
stagioni.
FASE DI NON POSSESSO
Prima azione difensiva
Il Parma porta una prima pressione con un atteggiamento variabile in base al
momento e al risultato della gara. Nelle prime fasi di gioco, infatti, la pressione
appare più alta e aggressiva volta al recupero immediato del pallone già nelle zone
avanzate del campo, mentre in caso di risultato di vantaggio o con una minor
freschezza atletica nelle ultime fasi della partita la pressione diventa più bassa e
meno aggressiva con l’obiettivo di non concedere profondità e spazi alla manovra
avversaria. Quando è alta la prima pressione viene portata con il 4-2-3-1, dove la
punta esce a disturbare il portatore di palla e gli esterni d’attacco vanno a coprire gli
appoggi più vicini ad esso, solitamente i terzini avversari. Alle loro spalle il
trequartista va a schermare il mediano basso avversario, se presente, o in alternativa
supporta gli esterni nella copertura degli appoggi, mentre i mediani seguono a uomo
e cercano l’anticipo sulle mezze ali avversarie. Una volta superata la metà campo il
Parma passa ad un 4-4/2, dove la punta e il trequartista restano gli unici giocatori
sopra la linea della palla, con gli esterni che, invece, si abbassano in copertura sulla
linea dei mediani formando due linee da quattro.
Atteggiamento difensivo del centrocampo
In fase difensiva il centrocampo diventa una linea composta da quattro giocatori
scaglionati tra loro, con i due mediani posti più bassi davanti alla difesa e gli esterni
d’attacco inizialmente più avanzati limitando l’avanzata dei terzini avversari. Con
l’avanzamento della squadra avversaria anche gli esterni si abbassano sulla linea dei
mediani formando una linea piatta in questo caso, che spesso viene rotta da uscite
dei mediani sui giocatori avversari in possesso nelle zone centrali o dalle uscite in
raddoppio al terzino sugli esterni avversari in possesso lateralmente.
Lateralità difensiva
Per quanto riguarda la difesa laterale del Parma si può notare dall’immagine
l’importante lavoro di aiuto degli esterni di lato palla che vanno sempre a
raddoppiare la marcatura del terzino sugli esterni avversari, alle spalle di questi due
fondamentale il movimento del mediano di lato palla a seguire l’inserimento nello
spazio della mezz’ala avversaria, che se non ben eseguito mette in seria difficoltà la
retroguardia “crociata”.

Linea di difesa
La linea dei quattro difensori del Parma, come da immagine, presenta una diagonale
molto lunga, con il terzino che esce sempre in marcatura sugli esterni avversari già
nella zona del centrocampo, mentre gli altri tre giocatori restano più bassi e stretti.
Quando ciò avviene molto vicino alla propria area di porta i tre centrali si stringono e
si abbassano al limite dell’area piccola, sul lato opposto alla palla l’esterno d’attacco
si abbassa fino alle spalle del terzino andando a ricreare una linea a quattro. Davanti
a loro entrano in area anche i mediani, ma con quello di lato palla spesso costretto
ad uscire sul movimento avversario alle spalle del terzino, in questo caso si va ad
abbassare l’esterno di lato palla all’interno dell’area, precedentemente uscito in
raddoppio con il terzino, per sostituire l’assenza del mediano. Da sottolineare come il
Parma dovendo portare diversi giocatori non del reparto difensivo, all’interno
dell’area, non disponendo inoltre nessuno di una grande fisicità, vada spesso in
difficoltà nel gioco areo e negli 1vs1.
FASE DI TRANSIZIONE
Transizione positiva
Quest’anno il Parma si mostra particolarmente temibile nelle transizioni positive,
potendo contare su giocatori rapidi e abili nell’attaccare lo spazio. Una volta
recuperata palla, la squadra di Pecchia cerca molto di più l’immediata giocata in
verticale sugli inserimenti degli attaccanti, in particolare Bonny, rispetto alla
tendenza dello scorso campionato di giocare spesso all’indietro e ricominciare dal
basso la manovra. Anche in questo caso l’atteggiamento in questa fase varia in base
al risultato della partita, che se è di vantaggio punta più a un consolidamento del
possesso.
Transizione negativa
Portando molti giocatori in avanti, in particolare i terzini molto alti, nelle transizioni
negative il Parma spesso concede buone ripartenze agli avversari. Per la squadra di
Pecchia, infatti, in caso di palla persa risulta difficile la rincorsa degli avversari in
contropiede, che spesso riescono ad attaccare i due centrali di difesa in superiorità
numerica. Proprio per questo il primo obiettivo in seguito a una palla persa è quello
di correre immediatamente verso la propria area, con i giocatori più vicini al
portatore che cercano di rallentarne quanto possibile l’avanzata, se necessario anche
commettendo fallo.
ANALISI SWOT
Punti di forza
1.Grande mobilità dei giocatori offensivi;
2.Rapidità nelle transizioni positive;
3.Buona qualità tecnica del reparto difensivo;
4.Grande supporto offensivo dei terzini.
Punti di debolezza
1.Difficoltà nel gioco aereo;
2.Molti giocatori difendenti con caratteristiche più offensive che difensive;
3.Sbilanciamento offensivo in caso di palla persa;
4.Facilità nel superare la prima linea di pressione se non particolarmente aggressiva.
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