Analisi Tattica: il Pisa di Alberto Aquilani

Analisi realizzata da Giovanni Perale, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il PISA di Alberto Aquilani: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Il Pisa è una squadra che rispecchia molto il suo allenatore, Alberto Aquilani. Annoverato tra i più interessanti giovani tecnici italiani, grazie a quanto di buono dimostrato con le giovanili della Fiorentina, Aquilani alla prima esperienza come tecnico di una prima squadra ha sperimentato molto, per capire pregi e difetti della sua squadra e plasmarne l’identità.

Gli esiti di questo percorso sono ancora da definire, ma dopo una prima parte di stagione contrassegnata da tanti esperimenti e cambi di sistema e uomini, nell’ultimo periodo i nerazzurri sono apparsi una squadra più matura, che ha allontanato la zona pericolosa e iniziato a guardare alla zona playoff, obiettivo non scontato da raggiungere all’avvio di un nuovo percorso tecnico seguente all’era D’Angelo. 

Le tante varianti tattiche sperimentate, inoltre, alla lunga potrebbero rivelarsi un’arma in più, permettendo di cambiare in corsa sistemi e uomini a seconda dell’avversario e dei momenti della partita, con giocatori in grado di interpretare e riconoscere principi e situazioni di gioco.

L’altro lato della medaglia è un’organizzazione difensiva perfettibile, in cui le spiccate doti propositive dei giocatori impiegati dal tecnico romano ancora troppo spesso portano ad errori in transizione difensiva e nella difesa della porta, in particolare per errori nelle scalate sugli esterni.

I nerazzurri possono considerarsi la classica mina vagante, in grado di far male a chiunque quando applicazione e attenzione sono al massimo e non aprono crepe nell’organizzazione data dal tecnico.

 

 

  SISTEMI DI GIOCO UTILIZZATI 
    • SISTEMA BASE 1-3-4-2-1  
    • FASE DI POSSESSO 1-3-2-4-1 
    • FASE DI NON POSSESSO 1-4-4-2

ANALISI DEI SINGOLI 

PORTIERI:  

NICOLAS Portiere molto esperto, esplosivo tra i pali ma non sicuro in uscita.

Coinvolto dalla squadra in particolare nelle giocate dirette verso i giocatori offensivi, spesso precise. Piede destro.

LORIA Portiere giovane, di maggiore struttura fisica rispetto a Nicolas ma personalità ancora da formare. Maggiore abitudine nella costruzione rispetto al compagno ma tecnicamente impreciso. Piede destro.

DIFENSORI:  

BERUATTO Giocatore schierato centrale di sinistra, ma terzino di ruolo naturale. Propenso alla spinta e all’accompagnare l’azione centralmente, ma anche con buoni tempi nelle scalate laterali. Tecnicamente non eccelle, perdendo qualche pallone di troppo in fase di costruzione e sviluppo. Piede sinistro.

HERMANNSSON Difensore centrale esperto, uno dei rincalzi della linea difensiva. Molto abile nel gioco aereo, non veloce ma attento nei posizionamenti. Poco coinvolto in fase di costruzione non essendo particolarmente dotato tecnicamente. Piede destro.

CALABRESI Schierato difensore di destra, ha anche lui buone uscite esterne e propensione offenisva grazie al passato da terzino. Abile nel gioco aereo pur non essendo particolarmente strutturato, non sempre preciso nella lettura delle palle lunghe e alle spalle. Piede destro.

CANESTRELLI Difensore centrale, struttura fisica imponente, arma sia difensiva che offensiva grazie ad ottime capacità nel gioco aereo. Nessun timore nel gioco corto e nell’impostazione, tecnicamente discreto. Piede destro. 

CARACCIOLO Leader difensivo per esperienza e carisma, abile in marcatura e nel gioco aereo. Buoni tempi di uscita lateralmente ed esperienza nel ruolo gli permettono di superare i limiti di velocità. Piede destro.

LEVERBE Difensore esperto, abile in marcatura e nel gioco aereo, con discrete capacità nell’impostazione del gioco. Anche lui rincalzo della coppia titolare Canestrelli-Caracciolo. Piede destro.

ESTERNI: 

BARBIERI Esterno a tutta fascia, capacità aerobiche superiori alla media, grande facilità di corsa e inserimento e buoni piedi. Più portato alla fase difensiva rispetto a D’Alessandro, è essenziale nel dare equilibrio in transizione e in fase di non possesso. Piede destro.

D’ALESSANDRO Esterno tecnicamente sopra la media, abile nell’uno contro uno e nell’ultimo passaggio. Grande esperienza nel prendere falli e nel far salire la squadra, si applica nella fse difensiva quando viene schierato da quinto ma non sempre con precisione nei posizionamenti in fase di non possesso. Piede destro.

M.TRAMONI Esterno sinistro di grande qualità, è tra i giocatori più in vista della squadra ma in stagione ha subito un grave infortunio che ne ha permesso solo da poche settimane il rientro. Schierato a piede invertito, è abile sia dal punto di vista balistico che negli inserimenti. Piede destro.

L.TRAMONI Esterno offensivo mancino, abbiano grande corsa a buone doti tecniche. Spesso schierato a piede invertito come il fratello Matteo, in questa stagione è uno dei rincalzi sulle corsie laterali e sulla trequarti. Piede sinistro.

CENTROCAMPISTI:  

MARIN Classico centrocampista centrale col compito di dare equilibrio alla squadra, sia in fase di non possesso con coperture e aggressione dei portatori di palla, sia in fase offensiva dando soluzioni in scarico e coprendo le zone di campo lasciate scoperte dai compagni in proiezione offensiva. Poco vistoso ma imprescindibile. Piede destro.

ESTEVES Giocatore di grande dinamismo e abilità tattica, che gli ha permesso di essere proposto in questa stagione con grande continuità come centrocampista centrale nonostante nasca terzino. Tecnicamente molto valido, abbina ottime capacità di recupero palla a  inserimenti senza palla e tiri dalla distanza. Piede destro.

VALOTI Giocatore centrale nello scacchiere di Aquiliani, per la sua grande capacità tattica nell’alternare presenza in fase offensiva e supporto alla squadra in costruzione, permettendo alla squadra di cambiare sistema in corso d’opera. Struttura fisica imponente che lo rende destinatario di gran parte delle giocate dirette dalle retrovie, ha capacità di balistiche importanti e sa far male in fase realizzativa. Piede destro.

TOURE Giocatore prorompente fisicamente, utilizzato come cambio in corsa quando la squadra necessità di forza fisica e corsa. Tecnica non di prim’ordine ma buona capacità di inserimento. Piede destro.

VELOSO Giocatore di esperienza internazionale e dalla tecnica sopraffina, viene utilizzato principalmente come ricambio quando i ritmi della partita si abbassano e come titolare quando la squadra necessita di qualità e lucidità nel possesso palla, vista la sua scarsa dinamicità ma la sua grande visione di gioco. Piede sinistro.

DE VITIS Giocatore esperto, nasce mediano ma viene spesso adattato come centrocampista centrale vista la sua fisicità e abilità nel giocare il pallone.

BARBERIS Centrocampista dinamico e dai buoni inserimenti, buone capacità realizzativa ma frequenti problemi fisici. Piede destro.

PICCININI Centrocampista centrale, abile in particolare dal punto di vista della dinamicità e del recupero palla. Anche lui un rincalzo in questa squadra. Piede destro.

ATTACCANTI: 

ARENA Trequartista mancino di grande tecnica e velocità, pur non avendo struttura fisica sa reggere i contrasti e giocare con personalità. Preferisce partire dal centrodestra per giocare a piede invertito, ma ama sviare in cerca di pallone e posizione per fare male. Piede sinistro.

BONFANTI Punta centrale non particolarmente strutturata ma abile nel sacrificarsi per la squadra e nel lavoro sporco. Buoni i movimenti in profondità per allungare la difesa avversaria. Piede destro.

MOREO Attaccante che nonostante un’altezza imponente, che lo rende temibile nel gioco aereo, ha anche discrete capacità di corsa e grande falcata, tanto da poter essere schierato anche come esterno. Non un grande realizzatore ma prezioso negli equilibri di squadra. Piede destro.

TORREGROSSA Attaccante molto esperto in categoria, abile in area di rigore ma anche nel guadagnare falli e far salire la squadra, grazie a qualità tecniche ed esperienza. Piede sinistro.

MASUCCI Bandiera e capitano della squadra, alla soglia dei quarant’anni il suo ruolo è prevalentemente quello di uomo squadra, ma quando impiegato si distingue per le sue abilità nel sacrificarsi per la squadra. Piede destro. 

MLAKAR Punta centrale, veloce e rapido nell’esecuzione, anche lui è spesso disponibile al sacrificio della squadra, fattore che ne fa calare la lucidità sotto porta. Piede destro.

FASE DI POSSESSO 

COSTRUZIONE 

In fase di costruzione bassa la squadra si dispone con un 3-4- 4, in cui due difensori centrali (nella partita in oggetto Calabresi e Hermannsson) si posizionano ai lati di Nicolas a formare la prima linea, Barbieri largo a destra e Beruatto largo a sinistra in posizione di terzino danno ampiezza sulla linea dei due centrocampisti centrali, D’Alessandro si alza sulla linea offensiva a sinistra dando appoggio a Valoti e Bonfanti, Con Arena largo a destra. Tale posizionamento è però quasi sempre solo funzionale ad attirare ed alzare le linee di pressione avversarie, per poi superarla con una soluzione diretta solitamente affidata a Nicolas, incaricato di servire Valoti e Bonfanti e avviare l’azione offensiva alle spalle della mediana avversaria (come nel caso del secondo goal siglato da Arena dopo un lancio di Nicolas e la sponda di Valoti).La squadra, quindi, preferisce non correre rischi nella propria trequarti difensiva quando gli avversari sono ben posizionati.

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SVILUPPO 

In caso di consolidamento del possesso e sviluppo di gioco, la squadra opta per un atteggiamento più propositivo, schierandosi con un 1-3-2-4-1: Hermannsson funge da vertice basso, con giocate corte o sui due centrocampisti, o sui difensori laterali, Beruatto e Calabresi, entrambe decisamente scaglionati e propensi a condurre palla, accompagnare l’azione e anche a rischiare passaggi verticali tra le linee verso Arena e Valoti (come nel caso del primo gol, arrivato con una palla verticale di Calabresi per Valoti). I due esterni D’Alessandro e Barbieri agiscono in questo caso sulla stessa linea entrambi molto alti e larghi, con  Bonfanti a fare da riferimento offensivo in zona centrale.

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Nel caso non ci sia la possibilità i trovare subito la giocata diretta sui giocatori offensivi si osservano delle rotazioni: sul lato destro Esteves si apre in ampiezza, con Arena che si abbassa al suo posto e Valoti ad accentrarsi sulla trequarti, con Barbieri che si alza ulteriormente in isolamento sulla destra; sul lato sinistro è invece Valoti ad aprirsi sulla sinistra con Marin come appoggio interno, Arena a venire dentro al campo sulla trequarti e D’Alessandro a garantire ampiezza. In entrambi casi Bonfanti funge da riferimento offensivo, col compito di allungare la difesa avversaria dando una soluzione profonda o aprendo spazio per ricevere ai compagni sulla trequarti.

RIFINITURA 
Come deducibile da quanto appena descritto, la zona di rifinitura non viene sfruttata particolarmente, perché si cercano sempre soluzioni il più rapide e dirette possibili per arrivare a creare pericoli alla difesa avversaria, in particolare quando questa non è perfettamente schierata a difesa della propria trequarti difensiva. In zona di rifinitura avvengono quindi soprattutto le rotazioni e movimenti esca da parte della punta, o per attirare in avanti la difesa e aprire spazi da attaccare per gli esterni, o ad allungare la linea per far trovare campo libero ai trequartisti.
LATERALITA’ OFFENSIVA 
La lateralità ha un ruolo fondamentale, in primi perché nelle due fasce viene interpretata in modo diverso dai due interpreti. D’Alessandro è un giocatore più tecnico, cercato soprattutto sui piedi per poter puntare l’avversario in 1vs1, combinare coi due trequartisti e creare superiorità, Barbieri invece sfrutta soprattutto velocità e falcata per arrivare in corsa, che sia per andare a crossare (come nel caso del terzo gol in Pisa-Feralpisalo’) o per andare a concludere un’azione iniziata sul alto opposto. Questa varietà di soluzioni sugli esterni è di difficile lettura per gli avversari, che faticano a trovare riferimenti simmetrici e a leggere in anticipo le giocate offensive del Pisa.
FINALIZZAZIONE 
La squadra ha un vasto ventaglio di soluzioni per finalizzare il gioco: detto nel capoverso precedente del lavoro per arrivare al cross/traversone o alle triangolazioni per superare la linea difensiva, il Pisa prova molto anche il tiro da fuori, potendo contare su giocatori come Valoti, Esteves, D’Alessandro e Arena in grado di essere molto pericolosi anche dalla distanza.
FASE DI NON POSSESSO 
PRIMA AZIONE DIFENSIVA 
La prima azione difensiva è una pressione a difesa della porta, con la squadra che cerca di creare densità in zona palla per non far ripartire l’azione mentre il resto della squadra ripiega a difesa della porta.La squadra in fase difensiva si schiera con un 1-4-4-2, con il quinto lato palla alto sulla linea dei centrocampisti e l’altro a ripiegare in linea coi tre difensori. I tre giocatori offensivi si dispongono scaglionati su tre linee: la punta rimane a fare da riferimento offensivo occupandosi dei centrali difensivi avversari, il trequarti lato palla aiuta il quinto nei raddoppi chiudendo in particolare gli scarichi all’indietro e il trequarti opposto invece funge da quarto centrocampista, posizionandosi però in smarcamento preventivo per poter essere un veloce riferimento in caso di transizione offensiva.
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DISPOSIZIONE DELLA LINEA MEDIANA 
La linea mediana lavora prevalentemente in modo scaglioanto durante la fase difensiva, con Marin e Esteves che rimangono vicini a difesa dei centrali difensivi, col compito di intercettare le giocate dirette, ma spezzano sovente la linea per accorciare aggressivamente in avanti sui centrocampisti centrali avversari o assorbire gli inserimenti di questi ultimi, aiutati dal lavoro di ripiegamento dei due trequartisti e dall’avanzamento di un esterno in zona palla per poter coprire tutta l’ampiezza del campo. Nel caso uno dei due si trovi in zona palla al momento della perdita del possesso, rimane in aggressione e il suo posto centralmente viene preso dal trequartista, con gli esterni che invece hanno il compito di ripiegare il più velocemente possibile.
DISPOSIZIONE DELLA LINEA DIFENSIVA 
La linea difensiva in fase difensiva cerca sempre di mantenersi stretta e in linea,  col supporto del quinto opposto.Ciò avviene con una discreta efficacia quando a scalare sulla linea difensiva è Barbieri, mentre quando è D’Alessandro a doversi allineare ai tre difensori si possono vedere posizionamenti sbagliati o ritardi nelle coperture. La linea inoltre si mantiene quasi sempre molto alta, fidandosi evidentemente dell’abilità dei propri difendenti nel correre all’indietro e nel mettere in fuorigioco coi giusti tempi gli avversari. La costante partecipazione dei due centrali laterali all’azione, però, può essere un pericolo in caso di perdita del possesso, con molto campo da coprire per i difendenti rimasti e spazio da attaccare per gli attaccanti avversari.
LATERALITA’ DIFENSIVA 
Anche in caso di sviluppo laterale da parte degli avversari, la linea cerca di mantenersi alta, con diagonali corte, lasciando però pericolosi spazi tra difesa e portiere nel caso di attacco dello spazio coi tempi giusti da parte dell’attaccante avversario. Nel caso di cross e traversoni non sempre le letture sono corrette, in particolare sulla zona del secondo palo.
TRANSIZIONI
OFFENSIVA 
In caso di riconquista della palla, la soluzione più cercata è la giocata diretta sui tre giocatori offensivi: Bonfanti ha il compito di allungare la difesa e aprire spazio alle corse degli esterni, entrambi rapidi nel proporsi in ampiezza, mentre i due trequartisti cercando sempre di farsi trovare liberi tra linee per ribaltare l’azione o servire di prima i compagni che attaccano la profondità.
DIFENSIVA 
In transizione difensiva la squadra ha mostrato più di qualche difficoltà, con la linea difensiva spesso molto scaglionata e quindi in difficoltà nel chiudere le linee. Si cerca sempre una riconquista aggressiva nei primi istanti dopo la perdita del pallone, altrimenti la squadra si prodiga in ampie corse all’indietro, con Marin in zona centrale incaricato di chiudere le linee coprendo le zone scoperte e Barbieri sugli esterni a garantire rapidi recuperi con continuità, aspetti fondamentali per evitare pericoli ma che non sempre impediscono di subire pericolose ripartenze avversarie.
ANALISI SWOT 
PUNTI DI FORZA
– Imprevedibilità offensiva
– Esterni di grande valore per la categoria
– Gioco offensivo che porta tanti uomini in zona d’attacco
PUNTI DI DEBOLEZZA
– Mancanza di terminale offensivo
– Tendenza a sbilanciarsi in avanti senza adeguate coperture
– Problemi nelle letture difensive, in particolare in zona secondo palo

 

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