Analisi Tattica: il Torino di Ivan Juric 2023-24

Analisi realizzata da Pietro Padiglioni, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

La prima qualità che saltano all’occhio del Torino di Ivan Juric sono l’aggressività, il ritmo e la fiducia che il mister ha nei propri giocatori.

 

 

La squadra risulta aggressiva, ma non fallosa, tutti gli uomo difensivi granata sono abili ad usare il fisico e sono abbastanza veloci, marcano bene ed escono forte sull’avversario, l’obiettivo, quando si perde il possesso è quello di non dare all’avversario, ne tempo per ragionare, ne soluzioni di passaggio semplici. 

Oltre al questa aggressività, dopo praticamente ogni recupero, la squadra riparte in contropiede, per lo più sugli esterni e sulla punta. Nella fase offensiva vengono coinvolti quasi tutti gli uomini in campo, facendo salire gli esterni della difesa a tre sulla linea dei centrocampisti e alzando, nella posizione di ala, gli esterni di centrocampo. 

Il centrale che rimane più arretrato è sempre in marcatura preventiva sulla punta avversaria: nella partita contro il Genoa, Buongiorno è stato l’ombra di Retegui, che, qiando riusciva a liberarsi dalla strettissima marcatura del centrale granata, trovava quella di Schuurs, altrettanto stretta.

I trequartisti, insieme alla punta, vanno a fare densità in area per dare più soluzioni, con un centrocampista che rimane al limite per intervenire sulle seconde palle o per fermare sul nascere le ripartenze avversarie.

Infine, la precedentemente citata fiducia, si percepisce dal modo di difendere della squadra, uomo a uomo, con qualche rarissimo raddoppio a centrocampo o sull’esterno. Spesso con questo tipo di marcatura la disposizione in campo dei giocatori viene meno, si pensa solo all’uomo da marcare, come si può vedere dall’immagine seguente presa da un rilancio del portiere del Genoa.

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La formazione del Torino contro il Genoa, si presenta con:

    • In porta: Milinkovic-Savic, portiere di piede destro, bravo nel passare la palla e che spesso si affida ai suoi lanci lunghi, potenti e abbastanza precisi. Difficilmente lo si vede uscire dalla porta per chiudere la visuale dell’avversario che sta per calciare, preferisce rimanere tra i pali, dove risulta molto abile anche a causa dalla sua imponente statura.
    • In difesa Juric schiera una difesa a tre, come nelle precedenti partite, gli interpreti sono stati: a destra dei tre, Schuurs, difensore di piede destro, veloce e che preferisce giocare corto. Sulla sinistra, troviamo Ricardo Rodriguez, di piede mancino, addetto ai lanci lunghi per lo più sull’esterno opposto; non molto forte fisicamente, risulta il più offensivo ed il più cercato del reparto, a volte lo si trova ad occupare il posto di uno dei due centrocampisti centrali oppure in scalata al posto dell’esterno sinistro. Al centro della difesa, Alessandro Buongiorno, che come già evidenziato, è stato l’ombra di Retegui durante tutta la partita, abilissimo a non permettere all’avversario di girarsi o di fare sponde precise usando molto bene la sua prestanza fisica per sbilanciare l’avversario commettendo un solo fallo nei 90 minuti.
    • A centrocampo la squadra si schiera con due esterni, Bellanova sulla destra e Vojvoda sulla sinistra, sulla linea dei centrocampisti più arretrati, Linetty e Tameze. Bellanova è più offensivo del compagno di reparto, va spesso sul fondo senza palla per poi riceverla e crossare oppure lo si vede accentrarsi per andare a colpire in area; esterno di piede destro, veloce ma ancora acerbo nell’uno contro uno. Vojvoda invece risulta più cercato in fase di sviluppo, anche lui avanza molto ma lascia i cross a Ricardo Rodriguez, accompagna l’azione offensiva con triangolazioni con centrocampisti e trequartisti.

I due centrocampisti centrali, come detto, sono Linetty e Tameze, il primo, è più difensivo, occupa la parte del centro sinistra, a volte scalando al posto di Ricardo Rodriguez, ereditando il compito dei lanci lunghi sull’esterno opposto; il secondo invece si può definire box to box, molto presente in fase difensiva e di pressione, sfrutta la sua fisicità per andare spesso a contrasto con il portatore di palla avversario, abile negli inserimenti offensivi, a volte lo si trova in zona di rifinitura o al limite dell’area quando la manovra si sviluppa sugli esterni.

Nel reparto di centrocampo si può inserire anche Ricci, tecnico e abile con entrambi i piedi, viene schierato inizialmente come trequartista di destra. In fase di non possesso scende sul centro destra per andare in marcatura o creare densità difensiva, mentre in fase offensiva va ad occupare l’area di rigore avversaria.

    • In attacco troviamo Duvan Zapata, neo acquisto granata. Giocatore molto fisico, dotato di un’importante fisicità, principalmente ha il compito di occupare l’area di rigore centralmente cercando di sfruttare la sua abilità nei colpi di testa e di effettuare tagli sulla destra della zona offensiva per ricevere palla sul piede forte. Insieme a lui, come seconda punta più che trequartista c’è Nikola Vlasic, giocatore tecnico, che gioca defilato sulla sinistra, di piede destro ma in grado di utilizzare anche il sinistro, attacca spesso l’area di rigore entrando o facendosi trovare libero per ricevere tra le linee.

SISTEMI DI GIOCO

Sistema di gioco di base: 3-4-2-1

Sistema di gioco in fase offensiva: 3-2-5 

Sistema di gioco in fase difensiva: 5-3-1/1 , 3-5-1/1

FASE DI POSSESSO

Costruzione: 

In fase di costruzione il Torino ha due soluzioni che i giocatori sfruttano in base alla disposizione e alla pressione avversaria.

La prima, è quella della costruzione diretta su Bellanova. Questa avviene dopo un giro palla tra i tre centrali di difesa, il portiere e a volte Linetty, che danno il tempo all’esterno granata di smarcarsi per farsi trovare libero ai limiti della trequarti avversaria, così da poter ricevere ed andare sul fondo. A fare i passaggi lunghi sono per lo più Rodriguez e Linetty che dalla zona sinistra della linea di difesa, con il destro, vanno a pescare il compagno libero.

Altra soluzione è quella della costruzione bassa: quando la squadra avversaria attua una prima pressione con i giocatori offensivi, gli esterni si mettono in linea con i centrocampisti, offrendo ai difensori centrali più possibilità di uscita con palla bassa. Spesso la squadra si appoggia su Linetty che scarica su Vojvoda o direttamente su Bellanova che o la ridà al compagno o cerca la verticalizzazione.

La costruzione del Torino si basa comunque sul far ricevere palla agli esterni di centrocampo liberi, così da far salire gli altri giocatori e poter alzare il baricentro della squadra. 

Lateralità: 

Come evidenziato, Juric vuole che la squadra esca sulle corsie laterali del campo. La fascia di destra è affidata quasi totalmente a Bellanova, con l’aggiunta di qualche taglio di Zapata. 

Quella di sinistra invece è più utilizzata il fase di sviluppo ed è anche più popolata, a far parte delle uscite da sinistra della squadra sono Ricardo Rodriguez, Vojvoda e Linetty, questi si dispongono formando un triangolo, dove il primo dei tre va a giocare o da vertice basso o lungo la linea laterale, effettuando rotazioni e scivolamenti in queste posizioni con il centrocampista mentre l’esterno va ad occupare la posizione di ala.  

Sviluppo:

Quando la squadra esce da sinistra porta molti uomini nella zona del pallone ed inevitabilmente anche gi avversari sono portati ad andare a fare densità in quella zona, questo lascia libera la possibilità del cambio gioco, spesso effettuato sull’esterno opposto, o a delle triangolazioni sulla catena di sinistra che, quando hanno successo permettono alla squadra di Mister Juric di trovarsi con molti uomini nella trequarti offensiva e altrettanti avversari superati.

Il centrocampo risulta sempre scaglionato con Tameze e Ricci si alternano il compito di attaccare la profondità partendo dalla linea di centrocampo e Linetty che rimane più basso ruotando con Ricardo Rodriguez.

Rifinitura:

Anche in zona di rifinitura si passa per lo più per vie laterali, infatti quando gli esterni ricevono palla alti si trovano spesso tra le ultime due linee avversarie.

Ad occupare questa zona, ma centralmente, è la seconda punta, contro il Genoa, fino al 64’ Vlasic, poi Radonjic, insieme al trequartista Ricci. 

I giocatori che agiscono per vie centrali difficilmente vengono serviti tra li linee, ma, spostandosi più sul centro-sinistra, creano densità e dato che tutti e tre sono abili nel calciare da lontano, i difensori avversari sono costretti ad evitare che ricevano palla, rompendo la linea di difesa o traslando su quel lato il baricentro della difesa per dare maggiore copertura. In questo modo viene lasciata più libertà alla punta granata in area e a Bellanova sull’esterno, così che entrambi abbiano la possibilità di ricevere i cross sfruttando le capacità di salto e inserimento più liberamente.

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Finalizzazione: 

Il Torino è una squadra che ha diverse opzioni per superare l’ultima linea di difesa dell’avversario, sia grazie alla dinamicità del gioco, sia grazie ai suoi interpreti. 

La più soluzione più gettonata è il cross, come detto, la manovra offensiva della squadra di Juric si sviluppa molto sugli esterni che, la maggior parte delle volte, cercano il fondo per arrivare al cross in area avversaria dove sono presenti molti uomini, generalmente l’esterno opposto, la punta e due tra la seconda punta, il trequartista e uno dei due centrocampisti. Di questi elencati, uno rimane al limite dell’area pronto alla conclusione sulla seconda palla o ad uscire forte sull’avversario che recupera e controlla palla così da non permettere agli avversari di ripartire velocemente.

Altra soluzione è quella del taglio di Zapata davanti al difensore centrale di destra, contro il Genoa, il taglio è sempre servito da Bellanova che poi rimane largo per offrire una soluzione di scarico alla punta.

Ultima, ma non per importanza, la soluzione del tiro da fuori. I trequartisti ed i centrocampisti del Torino, infatti, sono dotati di ottime capacità balistiche e non è raro vedere uno tra Vlasic, Ricci, Tameze e Radonjic tentare la conclusione dalla distanza.

FASE DI NON POSSESSO

Prima Azione Difensiva: 

La prima azione difensiva della squadra di Ivan Juric è quella di andare a fare pressione, uomo su uomo sulla costruzione bassa degli avversari, senza paura di scoprirsi e con l’intento di non lasciare all’avversario la possibilità di girare palle nemmeno con il portiere. 

Così facendo si costringe l’avversario al lancio lungo per non perdere palla, ma anche in questo caso i giocatori si trovano a uomo sui possibili destinatari, anche a costo di far saltare le linee in cui sono disposti in campo.

La marcatura a uomo a tutto campo la si ritrova anche sui rilanci del portiere dove i giocatori sono disposti in campo solo in base all’uomo che devono marcare.

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Centrocampo in fase Difensiva: 

In fase difensiva, come evidenziato nel paragrafo precedente, i giocatori si dispongono tutti a uomo. I centrocampisti centrali sono quelli più liberi, entro i limiti del pensiero del loro mister, infatti sembra non abbiano un uomo preciso da marcare ma vadano in marcatura a uomo in zona, seguendo però le rotazioni dei compagni. Spesso Linetty è infatti costretto a scendere a coprire gli inserimenti dei centrocampisti del Genoa quando l’avversario porta fuori Ricardo Rodriguez o Buongiorno, che seguono l’avversario anche fino alla linea di centrocampo. 

Il centrocampo risulta sempre scaglionato a causa di questo stile di pressione.

Lateralità Difensiva: 

Rarissimo è vedere un raddoppio di marcatura sulle corsie laterali del campo.

Se si vedono due uomini del Torino vicini in campo in fase difensiva, è perché li sono presenti altrettanti uomini avversari.

Nelle corsie laterali, che sia con gli esterni o con i difensori centrali, Juric si fida molto dei suoi uomini e accetta l’uno contro uno.

Linea di Difesa: 

Il Torino non ha una vera e propria linea di difesa, ha, più che altro, addetti alla marcatura, ad esempio, nella partita contro il Genoa, Buongiorno ha tenuto praticamente solo Retegui tutta la partita, imponendosi con la sua fisicità. 

La linea di difesa è costantemente spezzata dalle uscite di tutti e tre i difensori. Per ogni inserimento sul “buco” lasciato dai centrali, o un esterno o un centrocampista centrale granata segue l’incursore per pressarlo aggressivamente.

Questo stile di difesa risulta efficace se l’avversario ha un attacco leggero, con giocatori veloci ma non molto fisici, in quanto i giocatori del Torino sanno usare bene il fisico per sbilanciare l’avversario commettendo pochi falli.

FASE DI TRANSIZIONE

Transizione Positiva (Offensiva): 

La pressione a tutto campo con la marcatura a uomo può essere rischiosa ma permette alla squadra di Juric di ripartire in contropiede con maggiore prontezza.

Quando infatti il Torino recupera palla la prima cosa che i giocatori fanno è guardare in avanti, o agli esterni o alla punta, per cercare una verticalizzazione veloce e efficace. 

Spesso il primo a ricevere palla dopo il recupero è Bellanova, che può dare una veloce transizione palla al piede, altre volte, si assiste ad un lancio diretto sulla punta Zapata, che risulta una soluzione perfetta per questo tipo di transizione offensiva. Grazie alle sue caratteristiche l’attaccante colombiano riesce: per fisicità, a tener palla permettendo ai compagni, che grazie alla marcatura a uomo sono già alti, di attaccare la profondità; per velocità a offrire una soluzione diretta per puntare la porta avversaria. 

Transizione Negativa (Difensiva): 

Quando la squadra perde palla l’idea è una sola: la riaggressione.

Appena la palla viene persa, a prescindere dalla zona di campo, il Torino riaggredisce immediatamente, l’uomo più vicino esce in pressing sull’avversario, gli altri vanno a marcare a uomo tutte le possibili soluzioni di passaggio corto, mentre i lanci lunghi sono coperti dalle marcature a uomo dei difensori.

Analisi SWOT:

Punti di Forza: 

    • • Molti uomini in zona offensiva 
    • • Lanci lunghi precisi e efficaci
    • • Abilità nelle ripartenze 
    • • Giocatori forti nel tirare da fuori

Punti di Debolezza:

    • • Uno contro uno difensivo
    • • Uscite del portiere
    • • Cambi obbligatori a causa del grande dispendio energetico dello stile di gioco

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