Analisi Tattica: l’Inter di Simone Inzaghi 2024-25

Analisi realizzata da Gianluca Gattuso, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca l’INTER di Simone Inzaghi 2024-25: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

SISTEMI DI GIOCO

SISTEMA DI BASE: 1-3-5-2

SISTEMA FDP: 1-3-3-4, 1-2-1-3-4, 1-2-1-5-2 

SISTEMA FDNP: 1-5-3-2, 1-5-3-1\1

 

 

INTRODUZIONE

Il sistema di gioco di base dell’Inter 2024-2025 allenata da Simone Inzaghi è l’1-3-5-2. La porta viene difesa dal portiere svizzero Yann Sommer (destro, 183 cm, 35 anni, #1), supportato dai tre difensori centrali Alessandro Bastoni (sinistro, 190 cm, 25 anni, #95), Francesco Acerbi (sinistro, 192 cm, 36 anni, #15) e Benjamin Pavard (destro, 186 cm, 28 anni, #28).

La linea di centrocampo è costituita dal mediano Hakan Çalhanoğlu (destro, 178 cm, 30 anni, #20) e dalle due mezzali Henrikh Mkhitaryan (ambidestro, 177 cm, 35 anni, #22) e Nicolò Barella (destro, 175 cm, 27 anni, #23). Sulle catene laterali operano Federico Dimarco (sinistro, 175 cm, 26 anni, #32) e Matteo Darmian (destro, 183 cm, 34 anni, #36). Il reparto avanzato è formato dalla coppia Lautaro Martínez (destro, 174 cm, 27 anni, #10) e Marcus Thuram (destro, 192 cm, 27 anni, #9). 

Nella partita in esame l’allenatore piacentino ha effettuato le seguenti sostituzioni: al 61’ è subentrato al posto di Hakan Çalhanoğlu il centrocampista albanese Kristjan Asllani (destro, 175 cm, 22 anni, #21) mentre Alessandro Bastoni è stato sostituito dall’oriundo Carlos Augusto (sinistro, 184 cm, 25 anni, #30). Al 79’ Nicolò Barella è uscito dal campo concedendo minutaggio a Davide Frattesi (destro, 178 cm, 24 anni, #16) e l’iraniano Mehdi Taremi (destro, 185 cm, 32 anni, #99) ha preso il posto di Marcus Thuram. Infine, al 83’ il capitano Lautaro Martinez è stato sostituito dal compagno di reparto Marko Arnautovic (ambidestro, 190 cm, 35 anni, #8). I cambi non hanno introdotto alcuna novità tattica in campo, anche perché effettuati verso fine partita con l’Inter chiamata ad amministrare l’ampio risultato a favore. L’unica differenza tecnico-tattica da evidenziare riguarda il reparto offensivo dove, con l’uscita della coppia titolare a favore di Taremi e Arnautovic, è venuta meno la tendenza a verticalizzare in profondità date le caratteristiche fisiche dei due giocatori subentrati, quindi più propensi a giocare spalle alla porta.

In fase di possesso il sistema di gioco della compagine nerazzurra è l’1-3-3-4 con i tre difensori centrali Acerbi, Pavard e Bastoni ad impostare in costruzione bassa supportati dalla linea mediana Çalhanoğlu – Mkhitaryan – Barella, mentre gli esterni Dimarco e Darmian offrono spinta offensiva sulle catene laterali giocando avanzati insieme alle due punte, una che viene incontro liberandosi tra le linee e l’altra che ricerca maggiormente la profondità. In alcuni frangenti della partita, in particolare quando l’Atalanta prova a bloccare le traiettorie di passaggio interiste sulla prima costruzione, la squadra si dispone con l’1-2-1-3-4 dove Pavard e Bastoni (Carlos Augusto dal 61’) rimangono leggermente più arretrati rispetto ad Acerbi che si posiziona centralmente quasi a ridosso della linea mediana per garantire un opzione di passaggio in più tra le linee, mentre gli esterni Darmian e Dimarco, specialmente quest’ultimo, giocano avanzati a supporto degli attaccanti. Un’altra soluzione in fase di possesso è l’1-2-1-5-2 con Pavard e Acerbi coppia centrale di difesa, un centrocampista che si abbassa a ricevere palla (Barella o Çalhanoğlu entrambi con eccellenti qualità di impostazione palla al piede) mentre Bastoni si porta in posizione avanzata sul lato del campo occupato da Dimarco diventando il quinto di centrocampo per tentare sovrapposizioni e triangolazioni con il compagno o con gli attaccanti.In fase di non possesso il sistema di gioco nerazzurro è l’1-5-3-2 in cui gli esterni Dimarco e Darmian si abbassano a supporto dei tre difensori centrali per formare uno schieramento a cinque uomini. Quest’ultimo viene schermata dai tre centrocampisti Çalhanoğlu – Mkhitaryan – Barella, pronti al raddoppio di marcatura e al recupero palla veloce, mentre gli attaccanti si abbassano dietro la linea del pallone nella propria trequarti. In alternativa la squadra può disporsi con l’1-5-3-1\1 dove Thuram scende dietro la linea della palla pronto ad avviare la transizione offensiva mentre Lautaro rimane più avanzato in smarcamento preventivo tenendo impegnati i difensori avversari.

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FASE DI POSSESSO

COSTRUZIONE

La formazione nerazzurra predilige la costruzione dal basso con un possesso palla ordinato e ragionato dei tre difensori centrali che non forzano la giocata. Possono allargare il gioco sulle catene laterali, in particolare verso Dimarco con spiccate qualità di progressione palla al piede, oppure fraseggiare con i tre centrocampisti in smarcamento tra le linee i quali, a turno, si abbassano per ricevere palla. Qui emergono l’importanza tattica e la generosità in campo di Barella, motore instancabile del centrocampo nerazzurro, in quanto la mezzala frequentemente arretra a ridosso dei difensori quando uno tra Pavard e Darmian rimane avanzato sulla fascia o quando Bastoni (talvolta anche Acerbi) si spinge in avanti verso la trequarti avversaria. L’estremo difensore Sommer, dotato di buone capacità di impostazione, viene coinvolto nella manovra quando la prima pressione avversaria è forte per ricominciare la manovra.

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SVILUPPO

La linea di centrocampo è scaglionata con posizioni intercambiabili tra Çalhanoğlu, Mkhitaryan e Barella, tutti dotati di eccellenti qualità di fraseggio nello stretto ma anche capaci di lanci lunghi e verticalizzazioni verso le punte per superare la difesa. I tre centrocampisti si muovono molto per eludere le marcature avversarie e per sfruttare gli spazi lasciati liberi sia centralmente sia sulle catene laterali. 

LATERALITÁ OFFENSIVA

Il gioco in ampiezza sulle catene laterali costituisce uno dei punti di forza della formazione nerazzurra, grazie alle coppie Pavard-Darmian e Bastoni-Dimarco in grado di garantire un’importante spinta sulle fasce. Dimarco risulta certamente il più pericoloso dei quattro, grazie a notevoli doti balistiche dalla distanza, capacità di incursione in area di rigore nonché precisione dei cross e traversoni indirizzati verso gli attaccanti. In questa sottofase di gioco risultano molto efficaci gli smarcamenti preventivi degli esterni quando la circolazione di palla si concentra sulla fascia opposta alla propria di competenza, in modo da farsi trovare pronti per sfruttare gli spazi e attaccare la profondità. Le mezzali Barella e Mkhitaryan contribuiscono al gioco laterale allargandosi per scambiare con gli esterni e dare quindi respiro alla manovra.

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RIFINITURA

Nella zona compresa tra il centrocampo e la linea difensiva avversaria sono fondamentali i movimenti con e senza palla di Lautaro Martinez e Marcus Thuram. L’attaccante argentino spesso si abbassa venendo incontro al pallone per poi riallargare il gioco sulle catene laterali, imbucare un compagno tra le linee o ancora avanzare in progressione palla al piede. La punta francese, invece, tende ad attaccare la profondità sui tentativi di verticalizzazione, grazie allo strapotere fisico e alla rapidità che lo contraddistinguono. I due centravanti svariano molto in questa sottofase di gioco e spesso si scambiano per non dare riferimenti ai difensori avversari.

FINALIZZAZIONE

I nerazzurri tendono a creare molta densità nella trequarti avversaria, portando spesso quattro/cinque uomini in area di rigore. Pertanto, le soluzioni offensive che la squadra di Inzaghi può adottare sono svariate. Innanzitutto, grazie allo sviluppo di gioco sulle catene laterali, risultano frequenti le sovrapposizioni degli esterni tutta fascia, in particolare Dimarco, per rifornire le punte con cross e traversoni tesi ma anche i tagli/passanti a scavalcare la difesa avversaria. Le qualità tecniche dei giocatori interisti emergono poi con triangolazioni, dribbling e giocate nello stretto. Infine, quando l’Inter trova difficoltà nello sfondare o aggirare la linea difensiva, un’ulteriore soluzione sono i tiri da fuori. Fra tutti Lautaro, Dimarco, Çalhanoğlu e Barella (autore del secondo gol con una voleè da limite dell’area) possiedono doti balistiche di prim’ordine.

FASE DI NON POSSESSO

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

L’Inter risponde alla prima costruzione di gioco avversaria con un pressing forte finalizzato al recupero palla veloce e alla transizione offensiva. Oltre agli attaccanti, vengono coinvolti anche i centrocampisti nella prima azione difensiva. Barella, ad esempio, si porta all’altezza delle due punte per supportarle nel pressing e intercettare i palloni giocati verso le catene laterali.

CENTROCAMPO

In fase difensiva il centrocampo nerazzurro si dispone a schermo della difesa con una linea scaglionata in marcatura per bloccare le linee di passaggio avversarie e recuperare velocemente il controllo del gioco. In fase di interdizione risulta come sempre fondamentale Barella, coadiuvato dai compagni di reparto altrettanto attenti ed incisivi nell’attaccare l’uomo.

LATERALITÁ DIFENSIVA

Dimarco e Darmian, oltre a garantire notevole spinta offensiva, sono reattivi nel ripiegare in fase difensiva per dare supporto ai difensori quando gli avversari attaccano sulle catene laterali. Le mezzali, Barella e Mkhitaryan, raddoppiano in marcatura per aiutare gli esterni nel recupero palla. Dei due attaccanti, Thuram è quello che più frequentemente si dedica alla fase difensiva scalando in raddoppio dal lato di Barella e Darmian.

LINEA DI DIFESA

La linea di difesa interista, in fase di non possesso, si dispone a cinque uomini (tre centrali e due esterni) con una diagonale lunga dove il quinto della linea esce in pressing sull’avversario lungo la catena laterale mentre i compagni di reparto “scappano” in protezione verso la propria porta. In occasione di lanci lunghi e/o verticalizzazioni avversarie, l’atteggiamento è quello di marcatura con uno dei difensori centrali, in primis Bastoni, che prova l’anticipo forte sul ricevitore di palla. Nella partita esaminata, va sottolineata la marcatura stretta a uomo di Acerbi su Retegui, specialmente quando la punta atalantina viene cercata dai compagni con lanci lunghi e palloni alti.

FASE DI TRANSIZIONE

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Quando recupera palla, l’Inter non forza la giocata ma consolida il possesso con un giropalla ragionato ricominciando la manovra dalla linea di difesa o dal centrocampista più arretrato, tipicamente Çalhanoğlu. I nerazzurri sono comunque abili nello sfruttare gli spazi lasciati liberi dagli avversari ripartendo in velocità con diversi uomini, soprattutto Thuram che viene a ricevere palla per poi ripartire in progressione. Lautaro, invece, rimane più avanzato e sfrutta gli smarcamenti preventivi per farsi trovare libero tra le linee.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Quando perde il possesso, l’Inter cerca di aggredire i portatori di palla avversari il più rapidamente possibile per riottenere il controllo del gioco. Qui emerge l’importanza del centrocampo nerazzurro, molto reattivo e attento, nel provare il recupero palla veloce senza lasciare la linea difensiva scoperta.

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

– Elevato potenziale offensivo lungo le catene laterali

– Capacità di svariare in attacco, con centravanti molto tecnici e veloci

– Ordine e compattezza in fase difensiva e di non possesso

– Intelligenza tattica collettiva e spiccate qualità tecniche dei singoli 

PUNTI DI DEBOLEZZA

– Nessun punto di debolezza da evidenziare per la formazione nerazzurra

MINACCE

– Conclusioni dal limite dell’area di rigore con le quali l’Atalanta in diverse occasioni si è dimostrata pericolosa

OPPORTUNITÁ

– Possibilità di far subentrare dalla panchina giocatori di notevole valore

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