Analisi Tattica: la Lazio di Marco Baroni

Analisi realizzata da Davide Flore, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca la LAZIO di Marco Baroni: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
In estate il Presidente Lotito ha dovuto scegliere la nuova guida tecnica della Lazio, dopo la quasi triennale gestione Sarri terminata anzitempo con le dimissioni del tecnico toscano e le ultime 10 giornate dello scorso campionato condotte da Igor Tudor, con il quale il rapporto però non è mai decollato.
La scelta è quindi ricaduta su Marco Baroni, allenatore 61enne da diverse stagioni in Serie A, che a Gennaio si è visto stravolgere la rosa a disposizione e centrare comunque l’obiettivo salvezza con l’Hellas Verona.
Proprio questo aspetto sembra essere stato decisivo nella scelta del Presidente Lotito, ovvero un allenatore capace e che sappia lavorare con il materiale umano, tecnico e sportivo messo a disposizione della società.
La Formazione:
Portiere: Ivan Provedel (piede dx) – Christos Mandas (dx)
Sicuramente uno degli uomini copertina di questa Lazio è Ivan Provedel, portiere che ha già difeso due stagioni la porta biancoceleste con prestazioni di assoluto livello.
Bravo con i piedi sia quando deve impostare dal basso che con una verticale diretta.
Difensori Centrali: Mario Gila (dx) e Alessio Romagnoli (sx) – Patric (dx) / Samuel Gigot (dx)
Il reparto centrale sembra aver trovato la coppia titolare, che sarà composta ancora da Alessio Romagnoli che agisce sul centro sinistra e al suo fianco il più quotato sembra essere il ristabilito Mario Gila, spagnolo di piede destro arrivato lo scorso campionato.
L’altro spagnolo Patric e il neo arrivato francese Gigot saranno le prime due alternative.
Terzino Destro: Manuel Lazzari (dx) – Adam Marusic (dx) – Elseid Hysaj (dx)
L’ex Spal sembra essere tornato assoluto protagonista nello scacchiere di Mister Baroni grazie alle sue celebri sgroppate sull’out di destra, nella quale vedremo avvicendarsi anche Adam Marusic e Hysaj.
Terzino Sinistro: Nuno Tavares (sx) – Luca Pellegrini (sx)
Nuno è dotato di un dinamismo e qualità tecniche assolutamente elevate che lo rendono protagonista in tante delle situazioni offensive biancocelesti, mentre in sua assenza potremmo vedere i già citati Marusic e Hysaj e il mancino naturale Luca Pellegrini.
Mediani: Matteo Guendouzi (sx) e Nicolò Rovella (dx) – Matias Vecino (dx)/Dele Bashiru (dx)
La coppia più affiatata e meglio assortita di questo inizio di campionato sono i due calciatori già centrali nelle scelte dello scorso anno, che li vedevano però protagonisti di un centrocampo a 3, mentre la vera novità sarà la cerniera a due in linea mediana.
Guendouzi garantisce corsa, dinamismo e progressione in avanti, mentre Rovella sembra essere più equilibratore ma con la capacità di potersi sempre alternare in palleggio al francese piuttosto che in qualche sortita offensiva.
A completare il reparto, nelle varie rotazioni potremo vedere agire in questa posizione Vecino centrocampista dall’inserimento e dal vizio del goal, il giovane Dele Bashiru e infine Gaetano Castrovilli, già stato schierato come mediano in questo inizio e che sarà utile anche come trequartista o un possibile passaggio al centrocampo a 3 a gara in corso.
Esterno Sinistro: Mattia Zaccagni (dx) – Pedro (dx/sx)
Zaccagni è l’esterno moderno che ama l’uno contro uno, il rientrare per andare a calciare col piede forte e che supporta in fase di non possesso. Protagonista in termini sia di goal che di assist.
In sua assenza lo spagnolo Pedro, che è in grado di giocare in tutti i ruoli dalla trequarti in su o Noslin ed Isaksen.
Esterno destro: Tijjani Noslin (dx) o Gustav Isaksen (sx/dx) – Loum Tchaouna (sx)
Sul binario di destra la concorrenza è ancora apertissima.
Le soluzioni a disposizione di Baroni sono molteplici; Isaksen e Noslin fino a questo momento si sono contesi la titolarità con il primo che garantisce equilibrio e versatilità, mentre il francese arrivato anch’egli dall’Hellas in estate, ha grande considerazione anche come centravanti.
Leggermente più indietro nelle gerarchie il talentuoso ’03 Tchaouna, di piede sinistro.
Trequartista o seconda punta: Boulaye Dia (dx) – Gaetano Castrovilli (dx)
Ci sono pochi dubbi sulla centralità nel progetto biancoceleste, garantisce goal, quantità e qualità, sebbene sia nuovo in questo ruolo e i margini di miglioramento siano ancora moltissimi, ha avuto un ottimo impatto in termini di pericolosità e soprattutto realizzativi.
Attaccante: Valentin “Taty” Castellanos (dx)
Giocatore con un elevato fiuto del goal e tanta corsa a disposizione della squadra.
Ama l’attacco della profondità, dotato anche di una buona tecnica è il finalizzatore sul quale verte l’attacco biancoceleste.
Sistema di gioco:
Nelle primissime uscite della nuova stagione Baroni ha schierato la Lazio ancora con un 4-3-3 già rodato da tempo in quel di Formello dall’esperienza con Maurizio Sarri, salvo però cambiare l’atteggiamento e tramutare in un 4-2-3-1, che sarà a tutti gli effetti lo schieramento della squadra biancoceleste nella nuova stagione.
In fase di possesso (FDP) con la costruzione che parte dal portiere, siamo soliti vedere una disposizione che diventa o 3-1-4-2 o un 3-4-3, con la terza linea che si va a creare con i due centrali difensivi e la rotazione sugli esterni di uno dei due mediani che si abbassa per iniziare il palleggio, lavoro che abbiamo visto fare più spesso a Guendouzi in questo inizio, con Rovella che predilige rimanere a schermo difensivo e a protezione in caso di perdita del pallone per una transizione negativa (3-1-4-2) mentre i due terzini si alzano sulla linea di centrocampo e danno un’alternativa sulle uscite laterali e la possibilità ai trequartisti di svariare e imbeccare la giocata.
In fase di non possesso (FDNP) è possibile che i 4 offensivi lavorino tutti su una stessa linea andando cosi a formare un 4-2-4 piuttosto che un più equilibrato 4-4-2, utile in ogni caso a mascherare la verticale agli avversari e offuscare il passaggio a centrocampo.
SISTEMA DI GIOCO DI BASE: 4-2-3-1
SISTEMA DI GIOCO IN POSSESSO 3-1-4-2 o 3-4-3
SISTEMA DI GIOCO IN NON POSSESSO 4-4-2, 4-4-1-1 o 4-2-4
FASE DI POSSESSO
Costruzione:
La fase di possesso biancoceleste inizia generalmente con una costruzione dal basso e un breve giro palla che interpella i due centrali di difesa Gila e Romagnoli, che Baroni loda per le sue letture e la tranquillità nel palleggio e uno dei due centrocampisti centrali, che scivola a comporre una linea a 3.
Consolidato il possesso palla sulla linea di centrocampo, l’assetto tattico e la figura a rombo che si viene a creare lascia la giocata in verticale ai difensori che possono o avere uno sbocco sulle corsie esterne o un’alternativa in zona centrale con almeno 3 giocatori in quella porzione di campo per un’azione meno diretta.

Sviluppo e Lateralità:
Le catene laterali rimangono lo sbocco preferito della manovra laziale sia per risaltare le doti tecniche degli esterni sia per poter sfondare con i terzini che si sovrappongono.
Nello sviluppo a questo punto, è assolutamente fondamentale nel piano di gioco di Baroni, Nuno Tavares (ma anche lo stesso Lazzari a destra) che o sfonda sull’out mancino oppure si può accentrare per lasciare spazio a Zaccagni di ricevere e dialogare con i compagni, con una triangolazione con lo stesso terzino portoghese, con una sponda o ancora una ricerca della profondità da parte di Castellanos ma anche di Dia, molto abile a muoversi negli spazi.
Rifinitura e Finalizzazione:
Dia è spesso incaricato a venire incontro ai propri compagni per cucire le trame biancocelesti e dare ritmo alla manovra con giocate ad imbeccare gli esterni, cercando di andare a creare superiorità numerica o il più classico degli uno contro uno in cui sia Isaksen ma soprattutto Zaccagni sono molto abili e amano andare a calciare da fuori.
In alternativa si sfrutta il lavoro dei terzini per arrivare sul fondo e cercare di colpire l’avversario con cross dentro l’area, combinazione in cui è molto abile Castellanos ma anche sfruttando gli inserimenti dei centrocampi Rovella e Guendouzi che non disdegnano anche la conclusione da fuori.
FASE DI NON POSSESSO:
In fase di non possesso (FDNP) la Lazio adotta un atteggiamento equilibrato e compatto in cui raramente assistiamo a un pressing feroce da parte della prima linea offensiva, piuttosto si esce sul proprio uomo di riferimento a schermare e si ripiega sotto la linea della palla e ci si ricompatta in un 4-4-2.
Prima azione difensiva:
In fase di non possesso (FDNP) assistiamo a una prima pressione da parte dei calciatori biancocelesti con l’uscita sul proprio uomo di riferimento e con l’obiettivo di non far avanzare il pallone e in particolare a non lasciare la giocata centrale.
A questa fase partecipano i due attaccanti Castellanos e Dia, e un grosso lavoro viene chiesto anche agli esterni di attacco di schermare il centro e lasciare il compito ai terzini di uscire sulle corsie esterne.
Abbiamo visto lavorare i 4 offensivi sia in linea in un 4-2-4 molto compatto e solido, sia scaglionati in un 4-4-1-1 più equilibrato.
Atteggiamento del centrocampo:
Il lavoro dei due centrocampisti centrali è fondamentale.
Per caratteristiche sia Rovella sia Guendouzi hanno anche la qualità per spezzare la linea e alzarsi ad aggredire sulla linea della trequarti sempre per il principio di non lasciare la giocata centrale agli avversari e chiudere tutte le giocate ma quando la squadra difende nella propria metà campo, sono bravi a stare molto vicini alla linea difensiva e togliere spazio in zona di rifinitura ai trequartisti avversari.
Lateralità difensiva:
Quando gli avversari riescono a procedere per corsie esterne, la Lazio si trova raramente in situazioni di inferiorità numerica, quando questo accade in caso di transizione negativa diventa fondamentale il lavoro in ripiegamento di uno dei due centrocampisti centrali rimasto a protezione difensiva che scivola a seconda di dove arriva il pericolo.
Linea di difesa:
Per caratteristiche sia Gila sia Romagnoli sono portati a marcare a uomo e non disdegnano di uscire forte anche sulla linea di centrocampo che può portare molti benefici e ribaltare l’azione con una transizione positiva subito recuperata palla.
In altri casi questo tipo di comportamento può causare ampi spazi se scaglionato male e fatto in maniera non sincronizzata e creare varchi alle loro spalle che possono diventare fatali.
Quando la squadra è ripiegata nella propria metà campo agiscono in linea e diventa importante l’assorbimento di uno dei due centrocampisti centrali in caso di necessità.
Transizione positiva:
Quando si viene a creare una situazione di transizione positiva per la Lazio il primo pensiero è la ricerca della verticale e il ribaltamento dell’azione.
Gli esterni sono abili nel dribbling possono creare pericolosità e cercare l’uno contro uno per andare a calciare, inoltre la velocità dei terzini e la loro predisposizione a spingere rimane un’arma importante e i centrocampisti supportano in zona centrale sia con degli inserimenti che con conclusioni da fuori.
Transizione negativa:
In caso di perdita del possesso palla e il conseguente passaggio a una transizione negativa la Lazio opta per una ricerca del pronto recupero e nel caso non riesca ad avvenire si rimedia con un fallo sistematico per permettere il ripiegamento, sistemarsi ed evitare pericolose situazioni di contropiede.
Analisi SWOT
Punti di forza:
Capacità di sfruttare i propri uomini più pericolosi nelle corsie esterne da dove sono arrivati già preziosi assist e goal
Ricerca della verticale sistematica che può mettere in gravi difficoltà se fatta con i tempi giusti, vista la bravura dei giocatori offensivi in spazi aperti.
Solidità e fase di non possesso collettiva effettuata molto bene che difficilmente trova la squadra scoperta o sbilanciata.
Punti di debolezza:
La gestione e la circolazione del pallone a centrocampo è un aspetto che va attenzionato e che può portare alla perdita del possesso e sanguinose ripartenze.
Linea di difesa che lavora con un baricentro troppo basso e che sostiene poco la manovra, molto spesso piatta, facile da imbucare.
Profondità della rosa in alcuni ruoli.
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