Analisi Tattica: la Roma di Daniele De Rossi 2024-2025

Analisi realizzata da Gianluca Gattuso, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la ROMA di Daniele De Rossi 2024-25: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

SISTEMI DI GIOCO

SISTEMA DI BASE: 1-4-2-3-1

SISTEMA OFFENSIVO: 1-2-4-4, 1-2-4-1-3 

SISTEMA DIFENSIVO: 1-4-3-3, 1-4-4-2, 1-4-1-4-1

 

 

INTRODUZIONE

Il sistema di gioco di base della Roma allenata da Daniele De Rossi è l’1-4-2-3-1. L’estremo difensore tra i pali è Mile Svilar (#99, destro, 189 cm, 25 anni) mentre il pacchetto arretrato è formato dai difensori centrali Gianluca Mancini (#23, destro, 190 cm, 28 anni) ed Evan Ndicka (#5, sinistro, 190 cm, 25 anni) insieme ai terzini Angeliño (#3, sinistro, 171 cm, 27 anni) e Zeki Çelik (#19, destro, 180 cm, 27 anni). La linea mediana è presidiata da Bryan Cristante (#4, destro, 186 cm, 29 anni) e Niccolò Pisilli (#61, destro, 180 cm, 19 anni). A supporto del capitano Lorenzo Pellegrini (#7, ambidestro, 186 cm, 28 anni), che agisce avanzato sulla trequarti, operano sulle catene laterali gli esterni a piede invertito Matias Soulé (#18, sinistro, 182 cm, 21 anni) e Alexis Saelemaekers (#56, destro, 180 cm, 25 anni). Il terminale offensivo centrale è l’ucraino Artem Dovbyk (#11, sinistro, 189 cm, 27 anni). 

Nella partita in esame l’allenatore romano ha optato per le seguenti sostituzioni: al 61’ Paulo Dybala (#21, sinistro, 177 cm, 30 anni) è subentrato al posto del compagno di nazionale Matias Soulé mentre Nicola Zalewski (#59, ambidestro, 175 cm, 22 anni) ha rilevato sulla fascia Saelemaekers. Al 72’ Pisilli ha ceduto il posto a Manu Konè (#17, destro, 186 cm, 23 anni) mentre, al 82’, è stato effettuato il doppio cambio Eldor Shomurodov (#14, destro, 190 cm, 29 anni) per Dovbyk e Tommaso Baldanzi (#35, sinistro, 170 cm, 21 anni) per Pellegrini. Dal punto di vista tecnico-tattico la coppia Dybala – Soulé ha caratteristiche affini: entrambi i giocatori sono mancini, scattanti e con il baricentro basso, prediligono triangolazioni nello stretto e dribbling uno-contro-uno, giocano a piede invertito sulla fascia per tentare l’accentramento dentro l’area o la conclusione da fuori. Dybala, nonostante la condizione fisica talvolta altalenante, riesce a garantire un impatto in gara più decisivo rispetto al giovane connazionale, anche grazie alla maggiore esperienza in Serie A e in campo internazionale. Le sostituzioni Zalewski – Saelemaekers e Shomurodov – Dovbyk, per caratteristiche tecniche e fisiche simili, non introducono variazioni tattiche significative invece il cambio Konè – Pisilli assicura più fisicità e copertura a centrocampo da parte del mediano francese di origini ivoriane. Tommaso Baldanzi, centrocampista di prospetto dalle indubbie qualità, viene chiamato al difficile compito di sostituire il capitano Pellegrini, sicuramente il giocatore più talentuoso e incisivo dell’undici giallorosso.

Il sistema di gioco in fase di possesso è l’1-2-4-4 dove la coppia difensiva Mancini – Ndicka è chiamata ad impostare la manovra dal basso con i terzini, Angeliño e Çelik, che si alzano in spinta a centrocampo all’altezza di Pisilli e Cristante. Dei due mediani, posizionati in maniera scaglionata, Cristante rimane più arretrato davanti alla difesa. Il reparto offensivo prevede uno schieramento a quattro uomini con gli esterni Saelemaekers e Soulé, pronti sia al cross/traversone dal fondo sia all’accentramento dentro l’area di rigore, mentre l’unico centravanti Dovbyk viene supportato da Pellegrini che si alza nel ruolo di secondo attaccante. In alternativa, i giallorossi si dispongono con l’1-2-4-1-3 dove Pellegrini agisce maggiormente sulla trequarti, in rifinitura tra le linee, giocando alle spalle dell’attaccante ucraino.Il sistema di gioco in fase di non possesso varia in funzione della pressione offensiva esercitata dagli avversari e dalla zona di campo in cui viene smistato il pallone. Nello specifico, quando la compagine avversaria rimane nella propria trequarti (come nel caso della Juventus che mantiene un possesso prolungato in costruzione bassa), i giallorossi si organizzano con l’1-4-3-3: Pellegrini (avanzato e largo sulla fascia), Soulé, Dovbyk agiscono davanti alla linea di centrocampo composta da Cristante, Pisilli e Saelemaekers che si abbassa nel ruolo di mezzala. Se gli avversari prendono campo e avanzano oltre la linea di centrocampo, la nuova disposizione è l’1-4-4-2 in cui Dovbyk e Pellegrini si posizionano davanti ai due mediani, Cristante e Pisilli, supportati sia da Saelemaekers sia da Soulé in ripiegamento difensivo sulle fasce. Infine, quando gli avversari raggiungono la trequarti, lo schieramento diventa l’1-4-1-4-1. Dovbyk rimane l’unico terminale offensivo con Soulé, Saelemaekers, Pisilli e Pellegrini che formano una linea piatta alle spalle del centravanti ucraino. Tra questa linea e il quartetto arretrato viene a disporsi Cristante, per agire come filtro di centrocampo e schermo davanti alla difesa.

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FASE DI POSSESSO

COSTRUZIONE

La formazione giallorossa sviluppa la propria manovra costruendo dal basso a partire dai difensori centrali Mancini e Ndicka, con il primo più coinvolto in fase di impostazione (95 tocchi contro 77 del giocatore franco-ivoriano). Il gioco viene sviluppato prevalentemente sulle fasce, con Mancini in scarico su Çelik e Ndicka su Angeliño, quest’ultimo più propositivo in fase offensiva rispetto al terzino turco. Anche Svilar viene chiamato a partecipare alla costruzione bassa (43 tocchi). A causa dell’elevata densità creata dal centrocampo juventino, i due mediani romanisti trovano difficoltà nello smarcamento per essere coinvolti nella manovra (63 tocchi per Cristante, solo 37 per Pisilli).

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SVILUPPO

Quando i mediani romanisti vengono schermati dal centrocampo bianconero, bloccando le potenziali traiettorie di passaggio e non lasciando spazi per lo smarcamento, Pellegrini tende ad abbassarsi in ricezione per supportare lo sviluppo della manovra nella propria metà campo. Nel caso in cui anche il capitano giallorosso è marcato stretto, Matias Soulé arretra e si accentra per ricevere palla. In questa sottofase di gioco Gianluca Mancini fornisce un contributo importante, attraverso incursioni palla al piede nel cuore del centrocampo, mentre Ndicka resta basso in copertura preventiva. 

LATERALITÁ OFFENSIVA

Il gioco sulle catene laterali viene spesso ricercato grazie ai terzini di spinta, in particolare Angeliño, e agli esterni d’attacco Saelemaekers – Soulé. Entrambi possono ricorrere a diverse soluzioni offensive, come cercare il fondo campo per cross/traversoni dentro l’area di rigore, scambiare nello stretto con i terzini (uno-due) o accentrarsi per tentare la conclusione. Gianluca Mancini, anche in questo caso, partecipa alla manovra offensiva allargandosi in aiuto di Çelik per tentare la sovrapposizione sulla fascia destra.

RIFINITURA

Questa sottofase di gioco vede maggiormente coinvolto il capitano giallorosso Pellegrini, chiamato a svariare e a muoversi per non dare riferimenti ai marcatori avversari. Il trequartista può tentare la conclusione da fuori area, allargare il gioco sulle catene laterali o tentare l’imbucata in area per i compagni. Per contro, Dovbyk rimane piuttosto statico isolandosi senza riuscire a liberarsi dalla morsa difensiva avversaria (un solo tiro bloccato e 13 tocchi palla a causa della marcatura a uomo da parte di Gatti). 

FINALIZZAZIONE

I giallorossi provano a finalizzare la manovra offensiva sfruttando i cross/traversoni provenienti dalle catene laterali, tentando inserimenti dentro l’area oppure con conclusioni da fuori. Nella partita esaminata, sono stati effettuati 7 tiri totali, dei quali 3 nei pressi del dischetto (tutti bloccati) e i restanti dal limite dell’area di rigore, tra cui il rasoterra molto pericoloso di Angeliño al 89’. Gli interpreti di gioco più dotati tecnicamente (Soulé, Dybala, Pellegrini) possono provare anche dribbling nello stretto e/o triangolazioni per liberarsi dai difensori e concludere a rete.

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FASE DI NON POSSESSO

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

La Roma risponde alla costruzione di gioco avversaria in pressione, con un approccio attendista senza forzare il recupero palla. Tutto il reparto avanzato, compreso Pellegrini chiamato a svolgere anche compiti difensivi, partecipa alla prima pressione e vuole costringere i difensori allo scarico orizzontale o indietro verso il proprio portiere.

CENTROCAMPO

Il centrocampo giallorosso si dispone a schermo della difesa con una linea piatta in copertura che non aggredisce direttamente il portatore di palla ma si abbassa in ripiegamento. In alcune circostanze, questo atteggiamento ha portato la squadra della capitale a subire imbucate e ripartenze da parte della Juventus, lasciando i difensori in inferiorità numerica rispetto agli attaccanti bianconeri.

LATERALITÁ DIFENSIVA

Il contributo difensivo sulle catene laterali proviene principalmente da Alexis Saelemaekers, giocatore molto duttile e adattabile che si sacrifica in fase di non possesso ripiegando come mezzala sulla fascia sinistra in aiuto di Angeliño. Sul lato destro del campo, prima Soulé e poi Dybala, partecipano meno ai raddoppi difensivi cercando invece smarcamenti preventivi per eventuali ripartenze.

LINEA DI DIFESA

La linea difensiva giallorossa disegna una diagonale lunga con il terzino che esce sull’avversario lungo la catena laterale mentre i compagni di reparto “scappano” in protezione verso la propria porta. L’atteggiamento generale del pacchetto arretrato è quello di ripiegare in copertura, ad eccezione di Mancini che talvolta prova ad anticipare il ricevitore di palla.

FASE DI TRANSIZIONE

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Quando recupera palla, la Roma prova ad avviare la transizione offensiva con ripartenze veloci, tuttavia qui emergono le difficoltà dei giallorossi sia per errori tecnici individuali nello stretto sia perché la manovra non viene sempre accompagnata da smarcamenti e movimenti nello spazio con i giusti tempi.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Quando perde il possesso, la Roma ripiega difensivamente in copertura cercando di riordinarsi il più velocemente possibile per evitare imbucate e capovolgimenti di fronte.

ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

– Giocatori di esperienza internazionale che costituiscono lo “zoccolo duro” della squadra (Cristante, Mancini, Dybala, Pellegrini)

PUNTI DI DEBOLEZZA

– Sterilità in fase di finalizzazione (2 gol in 4 partite senza vittorie)

– Convivenza e dualità conflittuali tra Dybala e Soulé

– Necessità di adattamento al campionato italiano da parte di Dovbyk

– Tanti innesti in rosa e variazioni tattiche con scarso tempo di rodaggio

MINACCE

– Inferiorità numerica della difesa che rimane scoperta sulle ripartenze 

– Schiacciamento del centrocampo che non riesce ad avviare efficacemente la transizione offensiva

OPPORTUNITÁ

– Giocatori giovani con ampi margini di crescita (Soulé, Baldanzi, Pisilli)

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