Analisi Tattica: la Turchia di Vincenzo Montella

Analisi realizzata da Davide Iacopino, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca la TURCHIA di Vincenzo Montella: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Dopo l’esperienza all’Adana Demirspor, il 23 Settembre 2023 Vincenzo Montella è stato scelto come CT della Turchia. Il progetto tecnico è iniziato bene, ottenendo la qualificazione per gli Europei grazie a 2 vittorie e 1 pareggio contro Croazia, Lettonia e Galles, e mostrando, anche nelle amichevoli, alcuni principi di gioco interessanti e una rosa colma di talento (soprattutto tra i più giovani).

Sistema di gioco di base: 1-4-2-3-1

Sistemi di gioco di fase offensiva: 1-3-1-4-2

Sistemi di gioco di fase difensiva: 1-4-4-2 o 1-5-4-1

 

 

Introduzione al sistema di gioco di base e presentazione degli interpreti

Il sistema di gioco di base è un 1-4-2-3-1.

    • Portiere

Per il ruolo di estremo difensore titolare è lotta aperta tra Ugurcan Cakir (191 cm, piede destro), portiere del Trabzonspor, e Altay Bajindir (198 cm, piede destro), portiere di riserva del Manchester United. Quest’ultimo è un buon portiere, molto alto e slanciato, bravo soprattutto nell’1-vs-1 e tra i pali, ma il primo è più abile coi piedi e questo potrebbe far propendere su di lui la scelta dell’allenatore.

    • Terzini

Il terzino destro titolare è il romanista Zeki Celik (180 cm, piede destro), giocatore abbastanza attento in fase difensiva e un po’ meno abile nell’attaccare; qualora volesse un po’ più di qualità offensiva, il ct Vincenzo Montella può contare anche sull’ex Sassuolo Mert Muldur (184 cm, piede destro), che però può giocare anche a piede invertito, quindi sulla fascia sinistra. L’altro terzino sinistro, anch’egli a piede invertito, è Ferdi Kadioglu (174 cm, piede destro), dotato di grande qualità, intraprendenza e spinta offensiva, capace di giocare anche più dentro al campo e di saltare l’uomo e concludere l’azione; pecca un po’ per quanto riguarda le doti fisiche. 

Per i compiti tattici che gli vengono richiesti, entrambi i terzini devono essere bravi nell’associarsi coi compagni e nell’attaccare gli spazi lasciati liberi dai movimenti dei 4 giocatori più offensivi.

    • Difensori centrali

Nonostante l’infortunio di Kabak nell’amichevole contro l’Italia, la nazionale turca ha un buon roster di difensori centrali. Sul centrodestra, il posto lasciato vuoto da Kabak dovrebbe essere coperto da Merih Demiral (190 cm, piede destro), che per caratteristiche difensive si sposa bene con le richieste del ct, che chiede ai difensori centrali di essere aggressivi e marcare il diretto avversario anche rompendo la linea, per far rimanere la linea difensiva alta e non dare spazio fronte alla porta agli avversari. I limiti del difensore ex Juventus nel gioco coi piedi, però, potrebbero portare Montella a fare altre scelte. Con molte probabilità, il difensore ex Sassuolo Kaan Ayhan (185 cm, piede destro) verrà schierato nei 2 mediani, sebbene egli possa essere, come difensore centrale, una soluzione più qualitativa per l’uscita palla da dietro. L’alternativa di piede destro è il difensore del Panathinaikos Samet Akaydin (190 cm), mentre i difensori mancini sono Bardakci (185 cm) e il promettente classe 2003 Kaplan (189 cm).

    • Mediani

Ai mediani, Montella chiede un grande contributo nella prima costruzione della manovra, chiedendogli di abbassarsi anche sulla linea dei difensori centrali per ottenere un’uscita più pulita da dietro, ma anche di fare densità centralmente e accorciare in avanti quando si perde palla, per cercare di recuperarla il prima possibile.

Tra i mediani vi è il leader tecnico e capitano della squadra, ossia Hakan Calhanoglu (178 cm, piede destro), che durante la stagione appena passata ha sviluppato ancora di più le sue doti da centrocampista difensivo e da regista. Al suo fianco, come detto in precedenza, il titolare dovrebbe essere Kaan Ayhan, un calciatore abbastanza pulito tecnicamente e con buone doti difensive (infatti può giocare anche da difensore centrale). Le alternative principali sono il centrocampista del Borussia Dortmund Salih Özcan (183 cm, piede destro) e quello del Fenerbache İsmail Yüksek (183 cm, piede destro), calciatori più dinamici, in grado di dare una mano in costruzione ma anche nel pressing sulla costruzione avversaria.

    • Centrocampisti offensivi

Sulla trequarti, la nazionale turca ha molto talento, con diversi giocatori di qualità in rampa di lancio. Centralmente, il ct Montella può puntare su una seconda punta come Yusuf Yazici (184 cm, piede sinistro), fantasista creativo e capace sia di rifinire che di finalizzare l’azione (può giocare, infatti, anche nel ruolo di punta), oppure su un giocatore meno offensivo come Kökçü (175 cm, ambidestro), centrocampista più di quantità e inserimento (che può giocare anche al posto di uno dei due mediani). Mine vaganti per questa posizione sono anche le due giovani stelline Kenan Yildiz (187 cm, ambidestro) e Arda Guler (175 cm, piede sinistro), trequartisti più abili a fungere da “enganche”, cioè da collegamento tra centrocampo e attacco; infatti, hanno una grande qualità nel trovare la posizione giusta per ricevere dai centrocampisti e orientare l’azione verso la porta avversaria.

Il giocatore di proprietà della Juventus può essere schierato anche nel ruolo di ala, col compito di venire dentro al campo lasciando l’ampiezza al terzino. L’alternativa come ala sinistra è Aktürkoğlu (173 cm, piede destro), che è più rapido e tende a tagliare di più senza palla rispetto allo juventino, ma ha meno qualità palla al piede. Sull’altra fascia, le principali alternative sono due esterni a piede invertito, Kahveci (180 cm, piede sinistro) e Akgün (173 cm, piede sinistro).

    • Punta

Oltre al sopracitato Yazici, nel ruolo di punta il giocatore più avanti nelle gerarchie è Barış Alper Yılmaz (186 cm, piede destro), autore di un’ottima stagione al Galatasaray. Si tratta di una punta molto mobile, essendo lui anche un’ala destra, abile nel giocare con la squadra e nello svariare su tutto il fronte d’attacco e molto utile in fase di pressing. Più indietro i giovani Yildirim (191 cm, piede destro) e Kılıçsoy (178 cm, piede destro) e l’esperto Cenk Tosun (183 cm, piede destro).

Introduzione al sistema di gioco in fase offensiva

Il sistema di gioco della Turchia in fase offensiva è un 1-3-1-4-2. La costruzione della manovra avviene con un 3+1 che coinvolge i due difensori centrali e i due mediani, quindi i terzini si dispongono alti fin dall’inizio dell’azione. Coi terzini che occupano l’ampiezza, le ali si posizionano più internamente nei mezzi spazi, mentre il trequartista e la punta formano la linea più avanzata, pronti ad attaccare la profondità e a riempire l’area sul cross insieme all’ala del lato debole. Talvolta, un’ala e il trequartista si scambiano i compiti, anche a causa delle caratteristiche di alcuni dei trequartisti in rosa, che sono più centrocampisti che attaccanti.

Introduzione al sistema di gioco in fase difensiva

In situazioni di difesa bassa, la squadra si dispone con un 1-4-4-2 ordinato, corto e compatto, con tutti i giocatori coinvolti nella fase difensiva; c’è molta attenzione a mantenere difesa e centrocampo vicini, in modo tale da non lasciare troppo spazio tra le linee. Durante le fasi di pressing, pertanto, la difesa accorcia e cerca di rimanere molto alta, mentre le due punte, i due centrocampisti sul lato forte e il terzino escono in marcatura sui riferimenti avversari e l’altro esterno entra un po’ dentro al campo per aiutare l’altro mediano a coprire la zona centrale.

A volte, per contrastare squadre che attaccano con molti uomini, il sistema di gioco in fase difensiva diventa un 1-5-4-1, col movimento di Ayhan, che, da mediano, si abbassa tra i due difensori formando una linea di difesa a 5, e del trequartista che arretra per aiutare il centrocampo; in questo modo, si riescono ad occupare e difendere bene tutti i corridoi verticali del campo, quindi anche gli half spaces. Pertanto, è fondamentale il duplice ruolo di Ayhan, che in carriera ha giocato molto sia da mediano che da difensore centrale.

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Fase di possesso

Costruzione

La nazionale turca alterna costruzione bassa e costruzione diretta senza esasperare né l’una né l’altra soluzione. La costruzione bassa ha l’obiettivo di superare la prima pressione avversaria sulle corsie laterali, grazie al movimento dei terzini e delle ali. La costruzione diretta, invece, cerca direttamente uno dei giocatori più avanzati alle spalle della linea difensiva avversaria, solitamente i tagli e i passanti in profondità dei giocatori di fascia.

In situazioni di costruzione a partire dal portiere, ad esempio su rimessa dal fondo, la struttura utilizzata dalla squadra di Vincenzo Montella è una struttura 3+2, con il portiere in mezzo ai due centrali e i due mediani, scaglionati, dietro la linea di pressione avversaria. I terzini, invece, si alzano e vengono coinvolti più come ricevitori dei passaggi che superano la prima linea di pressione. La posizione e il compito dei terzini è una costante anche in caso di costruzione in zone più avanzate del campo, quando l’avversario tende ad abbassarsi in un blocco medio o basso: in queste situazioni, la Turchia costruisce con una struttura 3+1 in cui uno dei due mediani si abbassa sulla linea dei difensori e l’altro rimane più alto e in posizione centrale; solitamente, quando si abbassa Calhanoglu lo si può vedere spesso in mezzo ai due centrali, eseguendo quindi la salida lavolpiana, mentre gli altri mediani tendono più a posizionarsi su uno dei due lati.

La struttura 3+1 fa sì che il vertice alto sia spesso marcato e poco coinvolto nel giro palla, ma porta appunto gli avversari a occupare il centro del campo per marcare il mediano, lasciando lo spazio per servire il terzino.

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Sviluppo e lateralità offensiva

Come descritto in precedenza, la costruzione della manovra della Turchia punta a superare la prima pressione avversaria su una delle due fasce, dove i terzini si alzano per occupare l’ampiezza e avvicinarsi alle ali, le quali si accentrano leggermente in modo tale da liberare la fascia al terzino o mantengono l’ampiezza avanzando all’altezza della linea difensiva avversaria. Inoltre, anche il trequartista o la punta aiutano lo sviluppo laterale della manovra: spesso, uno dei due si allarga dal lato in cui la squadra sta sviluppando l’azione e si avvicina quindi alla palla; in questo modo, è possibile sfruttare la densità di giocatori sul lato forte e le combinazioni rapide tra di loro per far avanzare il pallone in modo pulito.

Un’altra soluzione di sviluppo della manovra è quella di, dopo aver sovraccaricato una fascia, appoggiarsi ad un centrocampista (solitamente Calhanoglu) per cambiare gioco sul lato debole, dove l’ala o il terzino sono alti e larghi, pronti a ricevere isolati e puntare il diretto marcatore.

Rifinitura

In accordo a quanto detto finora, la rifinitura non viene molto cercata per vie centrali, ma più con movimenti o passaggi orizzontali partendo da una delle due fasce. Essa viene occupata solitamente dal trequartista o dalla punta che viene incontro e dall’ala che viene dentro al campo, soprattutto Yildiz che per caratteristiche tende a giocare più centralmente.

Finalizzazione

La Turchia tende a superare la linea difensiva avversaria in diversi modi. Solitamente, arriva a puntare la difesa avversaria sulle fasce, quindi sono frequenti cross e traversoni per la punta, il trequartista e l’ala del lato debole, che attaccano l’area. In alternativa, si cercano le triangolazioni tra ala e punta/trequartista per sfondare centralmente o per crearsi lo spazio per il tiro da fuori. Infine, un’altra modalità frequente è quella dell’attacco della profondità partendo dall’esterno, quindi con tagli e soprattutto passanti delle ali o, talvolta, addirittura dei terzini che si sono alzati in ampiezza.

 

Fase di non possesso

Prima azione difensiva

La prima linea di pressione, composta solitamente dai 4 giocatori offensivi, alterna due tipologie di atteggiamenti. L’atteggiamento più frequente è un pressing aggressivo che mira a recuperare palla il prima possibile, mediante un intercetto o un contrasto oppure facendo sì che l’avversario forzi e sbagli la giocata; questo atteggiamento si collega all’importanza che ha, per la nazionale turca, la transizione positiva, che è una delle armi principali con cui fa male all’avversario. Tranne in situazioni in cui l’avversario appare in difficoltà, il portiere viene lasciato libero dal pressing, ma con tutti gli scarichi marcati. Il pressing si fa ancora più forte su palla laterale, dove le scelte per l’avversario sono ridotte. Il centrocampo e la difesa accorciano in avanti per mantenere la squadra corta, il baricentro alto e non creare spazio tra le linee; soprattutto i difensori sono molto aggressivi e non hanno problemi nel rompere la linea per marcare il diretto avversario anche in zone avanzate e/o laterali del campo. In questa situazione, l’esterno del lato debole cerca sempre di rimanere un po’ più dentro al campo, per bilanciare il movimento ad accorciare del mediano del lato forte e aiutare l’altro mediano a coprire il centro del campo. Per l’avversario, quindi, l’uomo libero è spesso quello più lontano e difficile da raggiungere, ossia il terzino del lato debole.

L’altro atteggiamento è una prima pressione con riferimento a zona, con l’obiettivo di non far giocare la palla centralmente e di non farla arrivare ai centrocampisti avversari, bloccando le linee di passaggio; in questo caso, la squadra di Montella vuole indurre l’avversario a giocare verso le zone laterali e accetta anche di abbassarsi, compattarsi e far guadagnare qualche metro alla squadra avversaria.

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Linea di centrocampo in fase difensiva

In fase difensiva, i due centrocampisti centrali formano una linea scaglionata, con il centrocampista del lato debole che rimane più arretrato e copre lo spazio a ridosso della linea difensiva. Talvolta, con Ayhan in questo ruolo, si osserva l’ex Sassuolo abbassarsi tanto da inserirsi tra i due difensori centrali formando una linea a 5, permettendo ai difensori centrali di uscire più forte in marcatura sui giocatori nei corridoi intermedi. In questo caso, il trequartista arretra ricomponendo un centrocampo a 4, ma sempre mantenendo lo scaglionamento.

Lateralità difensiva

La Turchia riesce a difendersi bene anche sulle fasce, dove le ali sono abili a ripiegare e aiutare il terzino, anche raddoppiando quando il terzino avversario non si sovrappone. I mediani rimangono, invece, sempre piuttosto centrali. La fascia sinistra è quella più debole difensivamente perché, per caratteristiche, Muldur e Kadioglu sono terzini più di spinta rispetto a Celik.

Analisi linea di difesa

L’atteggiamento della linea difensiva cambia a seconda della situazione e del sistema di gioco utilizzato. In generale, l’atteggiamento più frequente è una difesa aggressiva, che ha l’obiettivo di non creare spazio tra le linee e, quindi, di rimanere sempre abbastanza alta e vicina alla linea dei mediani. I difensori rompono la linea per marcare l’avversario, non farlo girare e, quindi, evitare di farsi puntare con l’avversario fronte alla porta. Questo atteggiamento è ancora più evidente quando Ayhan si inserisce in mezzo ai centrali formando una linea di difesa a 5, visto l’uomo in più in copertura.

Tuttavia, in situazioni di difesa più bassa l’atteggiamento diventa più conservativo: su palla laterale, quando il terzino esce in marcatura, la linea di difesa effettua una diagonale lunga, preferendo coprire la zona centrale.

Transizioni

Transizioni offensive

Uno dei punti cardine del gioco della Turchia di Montella è la transizione positiva, ossia la sottofase del gioco corrispondente al momento in cui si riconquista la palla. In situazioni di transizione offensiva, la tendenza è quella di ripartire subito in contropiede con rapidità e qualità, per colpire l’avversario quando è ancora scoperto; questa è una delle armi principali con cui la squadra cerca di rendersi pericolosa. Fondamentali in queste situazioni sono il passo in conduzione dei due esterni e la capacità di Yildiz e Yazici di giocare il pallone nonostante la pressione dell’avversario.

Transizioni difensive

Il principale atteggiamento una volta persa palla è un’immediata riaggressione, che cerca di riconquistare la sfera nei primi secondi successivi alla perdita; se ciò non riesce, si ripiega cercando rapidamente di ricomporre il 4-4-2 della fase difensiva. Tuttavia, se la riaggressione non va a buon fine, la nazionale turca sembra soffrire il contropiede avversario.

Analisi SWOT

Punti di forza:

    • occupando il fronte offensivo con ben 6 uomini, può creare situazioni di superiorità numerica sulle fasce e dubbi sulle marcature dei difensori avversari;
    • pericolosi in contropiede.

Punti di debolezza:

    • può soffrire gli attaccanti veloci che sanno muoversi bene in profondità, perché la linea di difesa cerca di rimanere alta ed è molto aggressiva;
    • se si chiude bene il centro, è poco pericolosa offensivamente perché tende ad attaccare lateralmente e arrivare al cross, ma non ha attaccanti eccellenti nel colpo di testa e nei movimenti in area di rigore;
    • soffre il contropiede quando non riesce a riaggredire in transizione negativa.

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