Analisi Tattica: il Milan di Sergio Conceicao

Analisi realizzata da Nicholas Scaccuto, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il MILAN di Sergio Conceicao: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
SISTEMA DI GIOCO
Il sistema di gioco adottato da Sérgio Conceição si basa su un modulo di partenza 1-4-3-3, caratterizzato da un centrocampo estremamente dinamico e fluido. Durante la fase di costruzione e sviluppo del gioco, la squadra si dispone in un 1-2-3-2-3: i terzini avanzano sulla linea del regista, mentre le mezzali si spingono in avanti, posizionandosi a supporto del centravanti. In situazioni di difficoltà nella costruzione, una delle due mezzali si abbassa per creare superiorità numerica, trasformando lo schieramento in un 1-2-4-4, mentre l’altra mezzala si alza per affiancare la linea degli attaccanti.
Nella fase di rifinitura, il sistema evolve in un 1-2-3-5. Un difensore si dedica alla marcatura, mentre l’altro copre lo spazio. Le due linee più avanzate sono organizzate attorno al regista, che funge da perno della linea a tre. In questa fase, gli esterni bassi, le mezzali e gli esterni d’attacco effettuano continui interscambi di posizione, mantenendo però una rigorosa attenzione a non compromettere l’equilibrio delle due linee.
In fase di non possesso, la squadra si dispone in un 1-4-5-1 o in un 1-4-1-4-1, con il regista posizionato davanti alla difesa per schermare eventuali passaggi verso la profondità e l’attaccante avversario. Per caratteristiche individuali, la squadra tende ad avere una maggiore spinta sulla fascia sinistra, che si posiziona più alta rispetto al resto del reparto.
SISTEMA DI GIOCO: 1-4-3-3
SISTEMA DI GIOCO FDP: 1-2-3-2-3, 1-2-4-4, 1-2-3-5
SISTEMA DI GIOCO FDNP: 1-4-5-1, 1-4-1-4-1
ROSA:
PORTIERI:
16 – Mike Maignan, piede destro, vice capitano e leader, partecipa molto alle azioni in fase di costruzione.
57 – Marco Sportiello, piede destro, portiere di Coppa.
96 – Lorenzo Torriani, piede destro, terzo portiere di prospettiva, ottima personalità.
DIFENSORI CENTRALI:
28 – Malick Thiaw, piede destro, 194cm, forte fisicamente.
23 – Fikayo Tomori, piede destro, 185cm, difensore di copertura.
46 – Matteo Gabbia, piede destro, 185cm.
31 – Strahinja Pavlovic, piede sinistro,195 cm, bravo nei duelli aerei.
Compiti principali:
FDP:
1- Ruolo attivo dei centrali sia nella costruzione che nello sviluppo del gioco,:
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- Ricercare uno dei due centrocampisti costruttori se in grado di ricevere:
- Indirizzare lo sviluppo del gioco verso i due corridoi laterali
2- Marcature preventive: in genere Gabbia e Thiaw in marcatura, e Tomori in copertura.
FDNP:
Il compito principale è sicuramente quello di tenere una linea difensiva alta e restare stretti.
ESTERNI BASSI
Destri:
22 – Emerson Royal: piede destro, esterno di spinta.
2 – Davide Calabria: piede destro, capitano, esterno basso più completo, partecipa alla fase offensiva, più attento in fase difensiva.
Sinistri:
19 – Theo Hernandez, piede sinistro, veloce, esterno di spinta, battitore calci da fermo.
20 – Alex Jimenez, piede destro.
Compiti principali:
FDP:
1- Restare larghi per offrire soluzione in fase di costruzione.
2- In fase di sviluppo avanzare per creare superiorità numerica nelle corsie esterne
FDNP:
Restano stretti concedendo spazio in fascia soprattutto su lato debole del campo.
CENTROCAMPISTI:
80 – Yunus Musah, piede destro, centrocampista box to box.
29 – Youssouf Fofana, piede destro, costruttore di gioco, abile nei contrasti.
8 – Ruben Loftus-Cheek, piede destro, ottima struttura fisica, molto duttile, usato come invasore.
14 – Tijjani Reijnders, piede destro, ottima tecnica, usato principalmente come invasore, abile anche come costruttore
4 – Ismael Bennacer, piede sinistro, costruttore di gioco, bravo nelle verticalizzazioni.
Compiti Principali:
FDP:
1- In transizione offensiva, cercare immediatamente la verticalizzazione per le vie esterne del campo.
2- In costruzione un costruttore si abbassa per ricevere:
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- ricezione spalla alla porta, ricerca dell’esterno basso libero.
- ricezione pulita del pallone, ricerca dell’esterno alto o di uno dei due centrocampisti invasori.
3- Creare superiorità in zona laterale per dialogare e cercare spazio alle spalle dei difensori
4- Densità in area per andare a concludere l’azione
FDNP:
1- In transizione negativa, pressione immediata sul portatore di palla per cercare di rallentare l’azione avversaria.
2- Creare densità in zona palla per tagliare linee di passaggio verticali, quindi restare molto compatti e corti.
ESTERNI DI ATTACCO:
21 – Samuel Chukwueze, piede sinistro, veloce e abile nell’1vs1.
17 – Noah Okafor, piede destro, bravo negli inserimenti alle spalle dei difensori.
10 – Rafael Leao, piede destro, agile e veloce, leader tecnico della squadra.
11 – Cristian Pulisic, piede destro, bravo nello stretto, forte tecnicamente.
Compiti principali:
FDP:
1- In fase di transizione attaccare la profondità per offrire soluzione in verticale.
2- In fase di sviluppo entrare in corridoio laterale per lasciare spazio agli esterni bassi di invadere
3- Esterno del lato debole crea densità in area di rigore pronto a ricevere un cross.
FDNP:
Insieme all’attaccante effettuare una prima pressione per non far costruire velocemente la squadra avversaria, in modo da ricompattarsi e tenere la squadra corta e alta.
ATTACCANTI:
9 – Luka Jovic, piede destro, forte fisicamente.
7 – Alvaro Morata, piede destro, bravo a legare il gioco e a cercare la profondità.
90 – Tammy Abraham, piede destro, bravo nei duelli aerei, forte fisicamente, bravo nel far salire la squadra.
73 – Francesco Camarda, piede destro, abile nei colpi di testa.
Compiti Principali:
FDP:
1- Offrire soluzione ai compagni
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- se densità in mezzo al campo cercare la profondità oltre i difensori
- soluzione incontro per far salire la squadra e cercare l’inserimento di un compagno di squadra
2- Farsi trovare pronto in area di rigore per ricevere un cross
FASE DI POSSESSO
L’obiettivo principale è quello di attaccare l’avversario cercando di sfruttare gli spazi oltre la linea difensiva, attraverso movimenti coordinati e incisivi. Le soluzioni offensive prevedono tagli o inserimenti, che possono essere effettuati sia dagli esterni d’attacco che dai terzini, privilegiando le corsie laterali, oppure centralmente, grazie ai movimenti della punta o alle incursioni delle mezzali. Queste dinamiche permettono di variare le opzioni d’attacco, mantenendo costante la pressione sulla linea difensiva avversaria.
COSTRUZIONE
Il sistema di gioco di Sérgio Conceição prevede una partecipazione attiva del portiere nella costruzione dal basso, con i difensori centrali posizionati sulla linea dell’area di rigore laterale. Il play si posiziona pronto a ricevere palla, mentre i terzini si allineano con il regista per fornire ulteriori opzioni di passaggio e facilitare la manovra. L’obiettivo primario è quello di avanzare rapidamente guadagnando campo.
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- In blocco basso, la squadra cerca di liberare uno dei due terzini per ampliare il campo e costringere l’avversario ad allargarsi, creando così spazi utili per la costruzione.
- In blocco alto, l’idea è di trovare uno dei due costruttori liberi, con spazio a disposizione, per consentire una verticalizzazione immediata o un attacco diretto agli spazi.
Un elemento distintivo del gioco di Conceição è la dinamicità del centrocampo, caratterizzato da giocatori con ottime capacità di lettura del gioco. In caso di difficoltà nella costruzione, una delle mezzali si abbassa, invertendo il triangolo del centrocampo, per offrire una soluzione aggiuntiva e garantire maggiore fluidità nella manovra.
SVILUPPO
In fase di sviluppo dell’azione, il Milan utilizza in modo marcato l’ampiezza per cercare di disorganizzare la difesa avversaria, spostando il gioco rapidamente da una zona laterale all’altra con pochi tocchi. Questo approccio mira a creare spazi utili per avanzare e mettere in difficoltà il blocco difensivo avversario.
Il centrocampo è strutturato con un regista che si abbassa per impostare il gioco, supportato da due mezzali con compiti sia di costruzione che di inserimento, a seconda delle necessità del momento. Tuttavia, questa dinamicità non compromette la struttura di gioco, che rimane sempre ben equilibrata.
Un elemento chiave nello sviluppo delle azioni del Milan è rappresentato dagli interscambi tra i giocatori, mantenendo la configurazione del 2-3-5. Se una mezzala si abbassa per contribuire alla costruzione, entrando nella linea a tre del centrocampo insieme al play e ai due esterni bassi, uno dei terzini avanza nella linea dei cinque offensivi per occupare lo spazio lasciato dalla mezzala. Questo movimento sincronizzato consente alla squadra di garantire copertura, ampiezza e presenza offensiva, senza perdere compattezza tattica.

RIFINITURA
La zona di rifinitura viene occupata da 5 giocatori disposti in modo asimmetrico, che si muovono verticalmente per adattarsi alle esigenze del gioco. Questi movimenti sono strettamente coordinati: un giocatore si abbassa per legare il gioco, mentre un altro attacca la profondità per allungare la linea difensiva avversaria, creando spazi utili. Questo approccio si basa su movimenti contrari rispetto a quelli del compagno più vicino, garantendo costante imprevedibilità.
La squadra non offre riferimenti fissi, mantenendo una linea offensiva estremamente dinamica, caratterizzata da frequenti interscambi di posizione. Questa fluidità è particolarmente evidente quando il ruolo di punta centrale è occupato da Morata, il quale si muove molto per partecipare alla manovra. Al contrario, con Abraham o Jovic come centravanti, la squadra utilizza un riferimento più stabile in zona centrale, adattando la struttura offensiva per sfruttare le loro caratteristiche.
FINALIZZAZIONE
La squadra sfrutta un’ampiezza ben organizzata per attaccare la linea difensiva avversaria, utilizzando tagli e inserimenti in profondità per rompere le marcature. Sulle corsie laterali, l’obiettivo è raggiungere la linea di fondo attraverso la creazione di superiorità numerica, facilitata da triangolazioni veloci o combinazioni uno-due. Questi movimenti sono finalizzati a produrre cross o scarichi mirati verso la zona del dischetto del rigore, una soluzione offensiva costantemente provata anche durante la sessione di riscaldamento pre-match come esercizio di finalizzazione.
Centralmente, la squadra dialoga con scambi rapidi, mantenendo sempre l’intenzione di ricercare la profondità per mettere in difficoltà la linea difensiva. In fase conclusiva, creano una forte densità in area, con almeno quattro giocatori pronti a finalizzare l’azione, mentre un elemento si posiziona al limite dell’area per schermare eventuali ripartenze avversarie o raccogliere seconde palle, garantendo così un’efficace copertura.
LATERALITA’ OFFENSIVA
In catena laterale, la squadra crea superiorità numerica coinvolgendo più giocatori nella manovra: il difensore della linea a due, l’esterno basso, il play e uno tra la mezzala e l’esterno alto. Questa combinazione consente di aumentare le opzioni di passaggio e di superare la pressione avversaria attraverso combinazioni rapide e movimenti sincronizzati.
Gli esterni opposti all’azione si posizionano strategicamente vicino all’area, creando densità per attaccare il pallone in caso di cross. In alternativa, restano pronti a ricevere uno scarico fuori area per concludere direttamente a rete, garantendo così una doppia minaccia offensiva e una maggiore efficacia nella fase di finalizzazione.

TRANSIZIONE DIFENSIVA
In fase di transizione difensiva, il giocatore più vicino al pallone applica immediatamente pressione sul portatore, con l’obiettivo di rallentare l’azione avversaria e guadagnare tempo affinché la squadra possa ricompattarsi. Questo approccio mira a impedire agli avversari di avanzare rapidamente, riducendo gli spazi disponibili e ristabilendo l’organizzazione difensiva.
FASE DI NON POSSESSO
PRIMA LINEA DI PRESSIONE
In fase di pressing, la squadra mantiene riferimenti chiari nella prima linea di pressione, con la punta centrale che guida e indirizza la costruzione avversaria. L’obiettivo è impedire l’avanzamento della manovra, inducendo l’avversario all’errore o a soluzioni forzate.
Schierati in un 1-4-1-4-1, la prima linea di pressione coinvolge la punta centrale, gli esterni alti e le due mezzali, che si coordinano per chiudere le linee di passaggio e recuperare il pallone il più alto possibile. Questo assetto consente di mantenere compattezza e copertura, pur esercitando un pressing aggressivo e ben organizzato.

ANALISI DIFENSIVA IN BLOCCO MEDIO
In fase di non possesso, la squadra si ricompatta in un 1-4-5-1, utilizzando la zona come riferimento difensivo. I giocatori pressano l’avversario appena questo entra nella propria area di competenza, mentre il resto della squadra si concentra sul taglio delle linee di passaggio verticali, con particolare attenzione alla punta centrale. In questo contesto, Fofana svolge un ruolo chiave come schermo davanti alla difesa, bloccando le traiettorie pericolose.
La linea difensiva si mantiene alta, con un difensore in marcatura diretta e uno in copertura, garantendo equilibrio e protezione degli spazi. Inoltre, la squadra rimane molto corta, creando densità intorno alla zona palla per limitare le opzioni avversarie e favorire il recupero immediato del possesso.
ANALISI DIFESA
La squadra mantiene una solida struttura difensiva con un difensore centrale in marcatura e uno in copertura. Quando necessario, Thiaw, Gabbia e Pavlovic si occupano della marcatura diretta sugli attaccanti avversari, mentre Tomori è responsabile della copertura, intervenendo se richiesto.
L’obiettivo principale è mantenere la difesa alta e compatta, riducendo gli spazi tra i reparti. I difensori centrali, in particolare, stringono vicino al terzino in zona palla per creare densità e limitare le opzioni offensive avversarie, aumentando così la pressione sulla manovra avversaria e favorendo il recupero del pallone.
LATERALITA’ DIFENSIVA
Portando molti giocatori in zona palla, la squadra lascia inevitabilmente più vulnerabile il lato debole, creando spazi che possono essere sfruttati dagli avversari in caso di cambi di gioco rapidi o transizioni da un lato all’altro. Questo approccio difensivo, pur efficace nel creare densità e recuperare il possesso, espone la squadra a potenziali rischi in situazioni di gioco veloce.
Un esempio di come questo stile difensivo possa essere sfruttato dagli avversari si è visto nella partita contro la Juventus allo Stadium, terminata 2-0 in favore dei bianconeri. La Juventus ha capitalizzato su questa vulnerabilità, con Locatelli che effettuava cambi di gioco verso McKennie, il quale, supportato da Yildiz, riusciva a creare superiorità numerica contro Theo Hernández. Il primo gol della Juventus è nato proprio da una rapida transizione, con un cambio di gioco da corridoio laterale destro a sinistro in soli due passaggi veloci, sfruttando la difficoltà della difesa rossonera a coprire rapidamente il lato opposto.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Sérgio Conceição richiede che, una volta recuperato il pallone, la squadra attacchi immediatamente in verticale, cercando di sfruttare il momento di instabilità dell’avversario, quando quest’ultimo è più vulnerabile a causa del cambio di fase. Questo approccio mira a colpire rapidamente, approfittando della disorganizzazione difensiva.
Un aspetto chiave di questa transizione offensiva è che, al momento del recupero, un giocatore offre un sostegno immediato, mentre gli altri si spingono in avanti, attaccando la profondità per allungare la difesa avversaria. Questo movimento coordinato crea spazi e opzioni di passaggio per finalizzare l’azione in modo rapido ed efficace.
ANALISI SWAT
Punti di forza:
-
- TRANSIZIONE OFFENSIVA
- ATTACCO PROFONDITÀ
- LATERALITÀ OFFENSIVA
Punti Deboli:
-
- TRANSIZIONE DIFENSIVA
- CONCENTRAZIONE
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