SPECIALE DATI – Esiste ancora l’Attaccante nel Calcio? L’evoluzione (o involuzione) del numero 9 in Serie A

Analisi realizzata da Mirko Gabriel Briglia, Football Data Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Data Analyst
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
In questa analisi proveremo a capire se in Serie A esiste ancora l’attaccante, il vecchio numero 9 così come veniva inteso nel nostro Calcio o se la globalizzazione e l’evoluzione storica ha cancellato dai radar questa figura trasformandola in qualcosa di diverso.
La stagione 2025/2026 pare aver rappresentato un momento di svolta per il centravanti, uno dei ruoli storici emersi dal nostro campionato.
Basta dare uno sguardo rapido alla classifica dei marcatori per rendersi subito conto che, c’è una carenza fondamentale di gol dei “numeri 9” (prima della 13esima giornata in testa alla classifica dei marcatori con sole 5 reti c’erano Orsolini, Calhanoglu, Pulisic e Nico Paz, giocatori che coprono ruoli sostanzialmente diversi).
L’obiettivo di questa analisi non è semplicemente quella di contare i gol, ma capire come i nostri attaccanti vivono la partita rispetto alla stagione passata (2024/2025), ponendosi domande specifiche quali: i numeri 9 toccano palla più lontano dall’area di rigore? Sono meno coinvolti nella finalizzazione pura? È cambiato il loro contributo alla costruzione del gioco?
Per farlo, abbiamo messo a confronto le performance di tutti gli attaccanti titolari dello scorso e dell’attuale campionato, analizzando migliaia di eventi tra passaggi, tiri e movimenti senza palla, cercando di tracciare l’identikit tattico degli stessi.
Struttura e raccolta dati
I dati sono stati raccolti mediante scraping (ovvero l’estrapolazione in maniera automatizzata dei dati da un sito web) dal sito WhoScored, che permette di raccogliere per ogni partita un dataset dove ogni riga corrisponde a un evento della partita, mettendoli anche a confronto con i dati raccolti da Fbref, sito che utilizza i dati forniti dal provider Opta.
| id | Min | Sec | h_a | x | y | Player Name | Team Name | Type | Outcome Type | … |
| 2709864275 | 0 | 16 | a | 57.80 | 48.70 | Nicolò Barella | Inter | Foul | Successful | … |
| 2709864279 | 0 | 16 | h | 42.20 | 51.30 | Morten Frendup | Genoa | Foul | Unsuccessful | … |
| 2709864405 | 0 | 22 | a | 57.40 | 46.70 | Hakan Çalhanoğlu | Inter | Pass | Successful | … |
Sono stati raccolti tutti i dati della stagione 2024-2025, e le prime 13 giornate della stagione 2025-2026, per un totale di 510 partite (ogni partita era un dataset composto mediamente da 1500 righe e 262 colonne).
All’interno del dataset di ogni partita sono presenti due righe (una relativa alla squadra che gioca in casa e l’altra alla squadra in trasferta), tipicamente poste alla fine, dove la colonna type ha valore “FormationSet” contenente una lista di informazioni generali, come l’id del capitano, la formazione, la posizione dei giocatori nello schema iniziale e i numeri di maglia.
Per l’analisi, le posizioni sono state categorizzate come segue:
- Portiere (1)
- Difensore (2)
- Centrocampista (3)
- Attaccante (4).
I giocatori identificati come “numeri 9” sono quelli che hanno giocato almeno 20 partite nella stagione precedente e almeno 6 partite nella stagione attuale ricoprendo la posizione (4).
Questo criterio di selezione comporta sia vantaggi che svantaggi.
Se da un lato fornisce una regola generale, dall’altro include tutti gli “attaccanti”, anche quelli con ruoli diversi dalla prima punta, ed esclude i giocatori con un basso numero di presenze dovuto, ad esempio, a infortuni.
L’applicazione automatica di questa regola ha portato all’identificazione di 28 attaccanti l’anno scorso e 45 quest’anno.
Il passo successivo è quello di andare a definire degli indicatori che possano misurare la presenza offensiva dei giocatori e in questa analisi vengono proposti i seguenti:
- Presenza in area (% Touches in box)
Rappresenta la percentuale di tocchi in area di rigore sul totale dei palloni giocati.
- Gioco di scarico (% Back passes)
Misura la propensione dell’attaccante a giocare spalle alla porta per far risalire la squadra. Si calcola come la percentuale di passaggi riusciti all’indietro (nella trequarti offensiva) rispetto ai passaggi totali.
- Sponde decisive (% Lay-offs)
A differenza dello scarico semplice, la “sponda” (Lay-off) è un passaggio corto (inferiore ai 15 metri), progressivo (nel senso che percorre almeno 10 metri in direzione della porta avversaria) e che viene eseguito nel terzo offensivo.
- Aggressività al tiro
Rappresenta la frequenza con cui un attaccante cerca la conclusione rispetto alle volte nelle quali tocca la palla.
- Baricentro medio
La media della coordinata X (lunghezza del campo) di tutti gli eventi in cui il giocatore tocca palla, normalizzata su scala 0-100 come tutti in dati del dataset.
- Precisione al tiro
Indica la capacità tecnica di centrare lo specchio della porta. Si calcola come la percentuale di tiri che finiscono nello specchio (goal o parate del portiere) sul totale dei tentativi.
- Tasso di conversione
Indica il cinismo e la freddezza di un attaccante a convertire in gol i tiri che esegui, in altre parole mostra quanti gol vengono segnati ogni 100 tiri?
Confronto indicatori possesso e posizione

Questa prima immagine rappresenta una fotografia nitida delle diverse interpretazioni del ruolo dell’attaccante nel campionato attuale. Incrociando la presenza in area (Asse X) con la capacità di eseguire delle sponde (Asse Y), emergono tre chiavi di lettura fondamentali:
- L’anomalia di Marcus Thuram
Nonostante il numero ridotto di minuti giocati, l’attaccante dell’Inter in questa stagione si distingue in modo netto, posizionandosi in alto a destra nel grafico, con una freccia che ne testimonia l’impressionante crescita. Rispetto alla stagione precedente, Thuram non solo ha aumentato significativamente la sua presenza in area di rigore (dove effettua ora oltre il 24% dei suoi tocchi totali), ma ha anche parallelamente intensificato il suo contributo in fase di rifinitura, come dimostra il 10% di sponde completate, un dato raddoppiato rispetto all’anno scorso.
- Vlahovic e Kean
La loro posizione ci racconta un compito tattico preciso, ovvero quello di occupare l’area. Rispetto alla scorsa stagione, entrambi i giocatori hanno incrementato la loro presenza in area (Vlahovic da 20,9% a 22,2%, mentre Kean da 15,9% a 21,6%), restando sempre sugli stessi livelli in quanto a % di sponde decisive.
Anche il baricentro di questi giocatori è aumentato, con l’attaccante bianconero che è passato da una media di 65,7 metri nella scorsa stagione a 66,7 in questa, e l’attaccante della Fiorentina che, nonostante i risultati negativi della squadra, ha registrato un aumento del suo baricentro di 4,16 metri.
- L’evoluzione di Colombo, Esposito S. e Pinamonti
I dati isolano tre casi dove il cambio di maglia ha imposto una mutazione tattica evidente.
Lorenzo Colombo è stato la vittima statistica di un sistema del gioco sterile di Vieira. Il crollo dei suoi numeri non indica un’involuzione tecnica, ma un isolamento strutturale: tocca meno palloni in generale (almeno 2 tocchi di media in meno a partita) e quindi crollano sia i tocchi in area che le possibilità di legare la manovra.
Per Sebastiano Esposito il calo è figlio del sacrificio. Da accentratore offensivo a Empoli, a Cagliari si è trasformato in uomo di raccordo basso: il baricentro arretrato di oltre 5 metri (da 60.9 a 55.6) certifica il cambio di mansioni e la minor lucidità negli ultimi metri.
Infine, Andrea Pinamonti conferma la sua specializzazione. Sgravato dai compiti di regia – delegati alla qualità degli esterni Laurientè e Berardi – si è evoluto in un terminale puro: meno sponde, zero fronzoli e massima occupazione dell’area per finalizzare.
Al fine di vedere questa differenza da un punto di vista di inferenza statistica si è applicato un test di confronto (t-test per campioni non appaiati) su tutti i giocatori, utile per distinguere le semplici fluttuazioni casuali dai cambiamenti strutturali veri e propri.
| Metrica | Media 2024-2025 | Media 2025-2026 | Δ | p-value |
| % Tocchi in area | 13.76 | 11.61 | -2.16 | 0.0797 |
| % Scarichi | 19.35 | 18.49 | -0.86 | 0.5220 |
| % Sponde | 4.64 | 3.92 | -0.71 | 0.0754 |
I dati ci mostrano un calo netto delle nostre metriche: le punte toccano meno palloni in area (-2.16%) e fanno meno sponde (-0.71%). Quel valore statistico (p ~ 0.07) ci dice che al 93% non si tratta di coincidenze o sfortuna, sebbene quando si fa inferenza si considera significativa sotto lo 0.05.
Ma il dato che chiude il cerchio è quello che non è cambiato: la percentuale di Scarichi (Back Passes) è rimasta statisticamente identica (p ~ 0.52).
Cosa significa? Che gli attaccanti della Serie A continuano a svolgere il “lavoro sporco” di protezione palla esattamente come l’anno scorso, ma questo sforzo è diventato sterile.
Confronto indicatori tiro

Questo grafico mostra 3 mappe diverse, costruite sulla combinazione di 3 metriche, l’aggressività (quanto spesso tirano gli attaccanti), la precisione (quanto centrano la porta) e conversione (quanto segnano).
Analizziamole una alla volta:
- Il bivio tra quantità e qualità
Vlahovic e Kean si posizionano all’estrema destra dell’asse dell’aggressività: tirano spessissimo rispetto ai palloni toccati (unici due giocatori a superare i 10 tiri ogni 100 palloni toccati), ma pagano dazio sulla precisione, che per Vlahovic passa da 55,8% della scorsa stagione al 60% in questa stagione (un miglioramento!), mentre per Kean cala drasticamente passando da 62.7% a 47.9% (un calo di 14.8 punti percentuali), che rispecchia la tragica situazione della squadra Viola che ha perso i gol del centravanti italiano
Dall’altro lato c’è l’efficienza di Ademola Lookman: l’atalantino tira con meno frequenza degli altri (è più a sinistra), ma quando lo fa è una sentenza, con una precisione che passa dal 69,5% della scorsa stagione al 84,2% di questa stagione (dato anche condizionato dalle sole 13 partite giocate finora)
- Chi è preciso e chi spreca?
Il grafico in alto a destra evidenzia chi, una volta centrata la porta, fa gol.
La vera sorpresa in questo caso è Santiago Castro. L’attaccante del Bologna è il giocatore che ha la conversione più alta della stagione (è passato da 14.06% a 20%) E’ discretamente preciso (60% questa stagione), e ha pure un tasso di conversione altissimo, il che lo rende l’archetipo dell’attaccante moderno che massimizza le occasioni che crea.
Come evidenziato anche nel paragrafo precedente il fanalino di coda è Moise Kean, trovandosi in basso a destra, non solo è poco preciso, ma ha un tasso di conversione bassissimo (4.2%), calato di circa 4 volte rispetto alla scorsa stagione (16,7%).
Questo problema di “cinismo” non è riconducibile alle capacità tecniche del giocatore, ma piuttosto al contesto di gioco attuale che sta influenzando negativamente la Fiorentina.
- La Sintesi Finale (Aggressività vs Conversione)
Il grafico in basso chiude il cerchio. La freccia viola del Trend Medio punta leggermente verso il basso a destra. Cosa significa? Che rispetto all’anno scorso, il campionato sta spingendo le punte a essere leggermente più aggressive (cercare di più il tiro personale), ma l’efficacia realizzativa media sta calando.
Aggregando gli attaccanti infatti abbiamo che la precisione è calata di -2.18%, mentre la conversione di -2.55%
Analisi delle squadre
Come ultima parte dell’analisi non ci si focalizza più sui singoli giocatori ma si vedono le 20 squadre di serie A (17 se si prendono solo quelle in comune fra i due campionati) se hanno fatto registrare differenze significative.

Mentre i grafici precedenti ci hanno raccontato i singoli attaccanti, questa mappa ci svela le intenzioni degli allenatori.
Incrociando la variazione del baricentro delle punte (asse orizzontale) con la variazione della presenza in area (asse verticale), possiamo dividere la Serie A in quattro filosofie ben distinte:
- Evoluzione totale
In questo quadrante troviamo le squadre che sono riuscite nel doppio salto di qualità: hanno alzato il baricentro e aumentato i tocchi in area.
Troviamo l’Udinese e il Verona che hanno aumentato notevolmente tutti i numeri offensivi (già alla 13 giornata gli attaccanti hanno fatto più tiri di quanti non ne abbiano fatti gli attaccanti nella scorsa stagione) grazie a Giovane e Gift Orban.
Difatti tutte le metriche di tiro del Verona sono positive quest’anno eccetto il conversion rate, che è calato drasticamente passando da 17,4% l’anno scorso a 5,79% quest’anno.
L’Inter si conferma dominante ma con una sfumatura diversa: ha alzato notevolmente il baricentro (è la più a destra di tutte), segno di una squadra che schiaccia l’avversario nella propria metà campo, mantenendo alta la presenza in area.
Il Milan segue a ruota, con un miglioramento netto in entrambi i parametri, segno di un calcio più ordinato e verticale rispetto all’anno scorso.
- “Vorrei ma non posso”
Qui troviamo le squadre che provano a giocare alto, ma faticano a concretizzare questa supremazia territoriale entrando in area.
Il Genoa è l’esempio perfetto: il baricentro si è alzato (è a destra dell’asse centrale), ma la presenza in area è crollata (è sotto lo zero).
Questo suggerisce un possesso palla sterile o una difficoltà cronica nell’ultimo passaggio: la squadra sale, ma le punte restano fuori a fare sponde senza mai concludere, e ovviamente i dati sono influenzati dalla prima parte di stagione condotta da Vieira.
- Trincea e contropiede
Emblematico è il caso della Lazio, un crollo verticale rispetto allo stile di gioco di Baroni, con un baricentro arretrato di 8,9 metri e una presenza in area ridotta di 12 punti percentuali rispetto allo scorso anno.
Anche la Roma ha una presenza in area inferiore di 14 punti percentuali rispetto alla scorsa stagione, e un baricentro inferiore dei numeri 9 (da 66.14% a 63.50%).
Mentre nella Lazio il problema della prima punta è l’assenza sistemica (Taty Castellanos non è una vera prima punta di peso e Bouladie Dia non sta performando secondo le attese), dove i principali attaccanti sono gli esterni (Zaccagni, Isaksen e Cancellieri), nella Roma le prime punte ci sono (Dovbyk e Ferguson, con Dybala adattato), ma stanno performando ben al di sotto delle aspettative, complici anche svariati infortuni.
Come nel primo confronto andiamo a vedere per quali metriche possiamo dire che c’è significatività statistica del cambiamento fra le due stagioni
| Metrica | Media 2024-2025 | Media 2025-2026 | Δ | p-value |
| Baricentro X | 63.42 | 61.87 | -1.55 | 0.0605 |
| Presenza in area | 14.34 | 11.44 | -2.90 | 0.0531 |
| % Sponde | 2.43 | 2.38 | -0.06 | 0.8882 |
| % Scarico | 19.72 | 18.82 | -0.90 | 0.4835 |
| Aggressività tiro | 6.65 | 5.04 | -1.61 | 0.0368 |
| Precisione Tiro | 62.59 | 64.13 | 1.54 | 0.5433 |
| Conversione Gol | 13.95 | 13.26 | -0.69 | 0.6800 |
La tabella precedente ci certifica l’unico dato statisticamente”significativo” (p-value < 0.05): in Serie A è crollata l’Aggressività al Tiro (-1.61%). Gli attaccanti calciano verso la porta molto più raramente rispetto al volume di palloni che toccano.
Ma perché? È colpa loro? I dati ci dicono di no.
La Precisione (+1.54%) e il Tasso di Conversione (stabile) dimostrano che i centravanti non hanno disimparato a mirare, quando calciano, sono letali come prima. Il problema è che non arrivano a calciare.
I valori di presenza in area e baricentro, pur sfiorando appena la soglia della certezza statistica (p ~ 0.05), dipingono uno scenario tattico chiaro: le punte giocano un metro e mezzo più indietro e toccano quasi il 3% di palloni in meno negli ultimi 16 metri.
Il giudizio espresso dalle statistiche assolve la tecnica individuale, ma condanna l’approccio tattico: gli attaccanti in Serie A non hanno perso la loro abilità, sono invece rimasti isolati.
Articoli recenti







