SPECIALE DATI – ITALIA di SPALLETTI: quanto siamo distanti dalle migliori Nazionali

analisi tattica e dati come gioca l'Italia di Spalletti e quanto è distante dalle altre migliori nazionali e analisi problemi e fallimento con modello e principi e statistiche xG per corso data analyst e corsi data scientist nel calcio

Analisi realizzata da Mattia Neri, Football Data Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Data Analyst

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Introduzione

L’europeo dell’Italia guidata dal nuovo CT Luciano Spalletti si è concluso agli ottavi, con dei risultati ma soprattutto delle prestazioni, che lasciano più timori che speranze per il futuro. Per quanto quattro partite siano un campione davvero insignificante per un’analisi statistica rigorosa, proviamo ad analizzare le performance azzurre da un punto di vista puramente numerico, imparziale, lasciando da parte tifo ed emozioni, per cercare di capire quali sono le prospettive per il futuro. Specifico subito, per non doverlo ripetere ogni volta, che tutte le statistiche trattate saranno intese non in numero assoluto ma normalizzate per partita, in modo da rendere equo il confronto tra squadre che hanno giocato un numero diverso di gare. Preciso inoltre che il confronto verrà fatto con le sole ventiquattro squadre presenti ai gironi, ignorando quelle uscite nelle fasi precedenti (qualificazioni e play-off).

 

 

Analisi debolezze

Partiamo dagli aspetti negativi relativi alla fase difensiva. Nonostante la linea a quattro formata da Dimarco, Bastoni, Calafiori e Di Lorenzo sia, almeno sulla carta, di tutto rispetto e nonostante uno dei migliori portieri del mondo, l’Italia si è posizionata ultima per numero di clean sheet (0 in 4 partite) alla pari di Scozia, Croazia, Albania, Turchia, Austria, Repubblica Ceca e Polonia. Con il rigore concesso alla Croazia, poi parato da Donnarumma, si è classificata quarta nella classifica dei rigori concessi a partita (0.25), alla pari di Slovenia, Danimarca e Slovacchia. Male anche nel numero di palle recuperate (19ª con 34.25), nel numero di tackle vinti (17ª con 4.75) e nei tiri concessi nello specchio (9ª con 4.5). Male anche il numero di falli commessi nel primo terzo del campo (5ª con 2.75): questo significa tante punizioni da posizioni favorevoli per la squadra avversaria con conseguente aumento del numero di occasioni da gol. Nonostante, come già detto, il campione statistico di quattro partite sia troppo piccolo per trarre conclusioni certe, questi dati indicano probabilmente un livello di attenzione e di organizzazione difensiva migliorabili (clean sheet, rigori concessi e tiri concessi nello specchio) e una certa mancanza di aggressività (palle recuperate e tackle vinti).

Rimanendo sugli aspetti negativi, viriamo su quelli riguardanti il reparto offensivo, dove la situazione è forse addirittura peggiore. È molto negativa la classifica dei gol di sinistro: l’Italia è, insieme a Serbia, Ungheria, Slovacchia, Danimarca, Belgio, Repubblica Ceca, Francia e Polonia, tra le squadre a non aver realizzato nemmeno un gol con piede mancino. Questo dato è spiegato, oltre che dal solito campione statistico ridotto, anche dalla carenza di giocatori offensivi mancini. Gli unici giocatori di movimento mancini in rosa sono infatti Dimarco, Buongiorno, Calafiori e Bastoni, tutti difensori. Da un lato si è sentita probabilmente la mancanza di Berardi, assente per la recente rottura del tendine di Achille; dall’altro probabilmente avrebbe meritato la convocazione Orsolini, che negli ultimi due anni a Bologna ha messo a referto 21 gol e 6 assist, giocando oltretutto nel 4-3-3 di Thiago Motta, non totalmente dissimile nei principi di gioco da quello di Spalletti.

Molto preoccupante anche il dato sui dribbling (23ª con 8.25), solo la Scozia ha fatto peggio. Per dare un’idea della distanza dalle prime della classe, Portogallo, Francia e Spagna hanno concluso rispettivamente con 29, 21.5 e 20.4 dribbling a partita. Molto negativo anche il dato sugli inserimenti in area, che vede la squadra azzurra solo 21ª. Piuttosto negativi anche i dati sui gol e sugli assist a partita: in queste due classifiche l’Italia si posiziona rispettivamente 16ª e 15ª rispettivamente con 0.75 gol/partita e 0.5 gol/partita.

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Analisi punti di forza

Passiamo ora agli aspetti positivi, cercando di capire se possano rappresentare almeno una base su cui costruire una squadra competitiva. Partiamo dalla porta: Donnarumma ha mostrato uno stato di forma impressionante e le statistiche sembrano confermare quello che si è visto in campo. Con il rigore parato a Modric è infatti 1° nella classifica dei rigori parati per match (0.25); con 3.5 è 3° nella classifica delle uscite a partita (4° in quelle alte con 1.75 e 7° in quelle bassesempre con 1.75) e 6° in quella delle parate con 3.5. In realtà quest’ultimo dato sulle parate mostra due facce: da un lato certifica la forza del numero 1 azzurro, dall’altro indica che la fase difensiva della squadra è, come abbiamo già visto nel paragrafo precedente, tutt’altro che registrata. Squadre come Francia, Spagna, Inghilterra, Portogallo e Germania, ad esempio, sono tutte in fondo a questa classifica.

Sono abbastanza buone tutte le statistiche sui passaggi, la qualità del palleggio si conferma uno dei punti di forza delle squadre di Spalletti. L’Italia è 7ª per percentuale di passaggi completati (89.3%), 3ª per passaggi completati verso sinistra (93.7%), 4ª passaggi completati verso destra (94.1%), 6ª per percentuale di cross completati (28.4%), 8ª per passaggi nell’ultimo terzo di campo (40.25), 7ª per passaggi nell’area avversaria (12.5). Questi ultimi due dati sono in contrapposizione con quello degli inserimenti in area analizzato nella sezione precedente: semplificando ed estremizzando il concetto, sembra che gli azzurri siano abbastanza puntuali a servire i compagni dentro l’area ma non altrettanto ad inserirsi per raccogliere tali passaggi, una sorta di disarmonia tattica nella zona d’attacco. Un dato sorprendentemente positivo, in relazione alle altre statistiche offensive, riguarda le chiare occasioni da gol: l’Italia si è classificata 4ª con una media di poco meno di 0.8 chiare occasioni da gol per partita. Anche i dati sui calci d’angolo guadagnati per partita sono incoraggianti, con l’Italia al 6° posto con una media di 6 calci d’angolo a partita. Inoltre, gli Azzurri si posizionano al 4° posto per falli subiti (12.25 per partita) e all’8° posto per inserimenti nelle zone chiave (17 per partita). Queste statistiche indicano che, se coltivate e migliorate, potrebbero portare a un aumento delle occasioni da gol. Particolarmente rilevante è la possibilità di concentrare i falli subiti nelle porzioni offensive del campo, poiché questo potrebbe tradursi in un maggior numero di opportunità su calci piazzati. Tuttavia, affinché ciò accada, è fondamentale migliorare sia la quantità che la qualità dei dribbling, cosa che permetterebbe di guadagnare più falli in posizioni pericolose e creare maggiore superiorità numerica.

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Riassumendo, le principali debolezze attuali della squadra sembrano essere:

    • difesa – clean sheet
    • difesa – rigori concessi
    • difesa – palle recuperate
    • difesa – tackle vinti
    • difesa – tiri concessi nello specchio
    • difesa – falli commessi nel primo terzo di campo
    • attacco – gol di sinistro
    • attacco – dribbling
    • attacco – inserimenti in area
    • attacco – gol
    • attacco – assist

I principali punti di forza invece:

    • porta – parate
    • porta – uscite portiere
    • generale – accuratezza passaggi
    • attacco – numero di corner guadagnati

Analisi con PCA

La principal component analysis (PCA) è un algoritmo statistico che, partendo da un set di dati, genera un nuovo set di dimensioni artificiali, le componenti principali. Queste vengono create in modo tale da non essere correlate l’una all’altra e da mantenere la maggior quantità possibile di informazione dei dati originali ma con meno dimensioni. In questo spazio troveremo vicine le squadre con caratteristiche simili e distanti quelle che hanno performato in modo molto diverso.

La figura sotto cerca, tramite questa tecnica, di visualizzare globalmente tutti i dati considerati nelle sezioni precedenti (ed anche altri non citati) per dare una panoramica della posizione e della vicinanza delle varie squadre nello spazio delle performance. Per consentire la visualizzazione 2D vengono usate solo le prime due componenti, che portano rispettivamente il 28.9% e il 10.2% della varianza (informazione) dei dati originali.

La prima cosa che salta all’occhio è che Spagna, Germania e Portogallo, nonostante le eliminazioni in fasi diverse del torneo e nonostante la visualizzazione tramite PCA non rappresenti la qualità del gioco, sembrano fare un altro sport. Leggermente più umane sembrano essere Francia, Inghilterra, Olanda e Croazia. L’Italia, secondo questa particolare visualizzazione, sembra essere vicina al gruppetto di Svizzera, Turchia, Danimarca e Serbia. La speranza è che, col passare del tempo, Spalletti riesca plasmare la squadra in modo che le performance si avvicinino a quelle delle squadre più a destra, prima a Croazia, Olanda, Inghilterra e Francia e poi, perché no, a Spagna, Germania e Portogallo.

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Nello spazio della PCA possiamo anche introdurre il concetto matematico di distanza, per vedere quali sono le squadre che hanno performato in modo più simile all’Italia. Mentre nella visualizzazione precedente abbiamo isolato le prime due componenti, ora proviamo a calcolare le distanze nello spazio completo. I risultati sono mostrati nella figura sotto: considerando solo le big, quantomeno quelle sulla carta, possiamo vedere come l’Italia sia tutto sommato non troppo distante da Olanda, Inghilterra, Francia e anche Spagna. Molto più distanti sono invece Germania e Portogallo.

Sottolineo nuovamente come nello spazio della PCA, e quindi in questa analisi basata sulla distanza, non ci siano riferimenti espliciti a concetti di bontà delle performance e di bravura. Si può notare, ad esempio, come in questo spazio, la distanza dell’Italia dalla Spagna, miglior squadra del torneo a mani basse, sia esattamente uguale a quella dalla Danimarca, che non ha esattamente brillato.

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Analisi qualitativa e conclusioni

Analizzando questi dati, è evidente che il tempo a disposizione di Spalletti non sia stato ancora sufficiente per imprimere la sua impronta sulla squadra. Il CT si trova chiaramente in una fase di transizione, durante la quale sta cercando di plasmare la squadra per adottare il suo tipico gioco corale. Tuttavia, in attesa che questa visione tattica prenda pienamente forma, sarebbe opportuno che Spalletti si focalizzasse maggiormente sugli aspetti individuali dei giocatori. Un approccio più gasperiniano, che sfrutti al massimo le caratteristiche uniche e i punti di forza dei singoli, potrebbe esaltare le qualità individuali e adattare il sistema di gioco per mettere in risalto le loro competenze specifiche. Un’analisi più dettagliata delle capacità dei calciatori permetterebbe di ottimizzare il rendimento della squadra nel breve periodo, costruendo una base solida su cui sviluppare successivamente un’identità di squadra più unitaria e coesa. Questo equilibrio tra valorizzazione delle abilità individuali e costruzione di un sistema collettivo potrebbe essere la chiave per il successo futuro della Nazionale. Nelle sezioni successive ci concentreremo su quattro aspetti, due negativi da migliorare e due positivi da esaltare.

Dribbling

La prima debolezza da migliorare è quella relativa ai dribbling. Come già detto l’Italia in questa particolare classifica è risultata 23ª con 8.25 dribbling a partita, con solo la Scozia messa peggio. Su questo dato incidono sicuramente le prestazioni sottotono di Chiesa e Politano (24° e 30° rispettivamente nella classifica dei dribbling riusciti in Serie A nella stagione 2023/24). A posteriori l’analisi è chiaramente più facile ma alla luce di questo dato sono abbastanza inspiegabili i pochi minuti concessi a Zaccagni (5° per dribbling riusciti in Serie A quest’anno): 81 minuti in quattro partite. Stesso discorso per Bellanova (11° in Serie A): 0 minuti. Anche Orsolini (28° in Serie A), addirittura non convocato, avrebbe fornito qualche possibilità in più di creare superiorità numerica. La chiave potrebbe essere semplicemente quella di convocare e concedere più minuti agli specialisti. Come già accennato in precedenza, oltre alla conseguenza diretta di creare situazioni di superiorità numerica durante il gioco, l’aumento della quantità e della qualità dei dribbling porta anche ad un aumento di falli subiti in zone avanzate del campo: questo determina più occasioni su calcio piazzato e quindi indirettamente un aumento delle potenziali occasioni da gol. Come vedremo in seguito l’Italia può contare su diversi specialisti del colpo di testa.

Inserimenti in area

Un’altra debolezza sicuramente da migliorare è quella relativa agli inserimenti in area, che come abbiamo visto vede la squadra azzurra solo 21ª. Qui Spalletti potrebbe, ad esempio, sfruttare di più le doti di Frattesi che negli ultimi anni si è dimostrato letale in questo fondamentale, sia col Sassuolo che con l’Inter (0.89 NPxG per 90 minuti quest’anno in campionato). In quest’ottica un’altra pedina da tenere potenzialmente in considerazione durante le convocazioni potrebbe essere Fabbian (0.41 NPxG per 90 minuti quest’anno). Anche in questo caso i profili giusti per provare a migliorare sembrano esserci: l’obiettivo è trovare il modo di inserirli nelle rotazioni dei titolari, magari in base alle caratteristiche della squadra che si affronta.

Cross e corner

In questo caso parliamo di dati già buoni, che andrebbero però sfruttati meglio, quelli relativi a cross e corner. Come abbiamo visto l’Italia è 6ª sia per percentuale di cross completati (28.4%) che di calci d’angolo guadagnati per match (6). Anche in questo caso, analizzando le statistiche relative alla Serie A 2023/24, il materiale per esaltare queste caratteristiche già abbastanza positive sembra esserci. Ci sono infatti diversi specialisti del colpo di testa. Per citarne alcuni: Lucca (2.95 xG e 3 gol), Retegui (2.61 xG e 2 gol), Scamacca (2.21 xG e 2 gol), Pinamonti (1.69 xG, 4 gol), Cristante (1.67 xG e 1 gol), Gatti (1.37 xG e 1 gol), Mancini (1.3 xG e 4 gol), Acerbi (1 xG e 3 gol). Storicamente gli schemi sui calci piazzati sono uno dei marchi di fabbrica di Spalletti: la speranza è che possano aiutare nel breve termine la squadra ad ottenere risultati in match bloccati in cui l’attuale qualità del gioco non è ancora sufficiente a sbloccare il risultato.

Riferimenti

https://it.uefa.com/euro2024/

https://www.transfermarkt.com/

https://understat.com/

https://one-versus-one.com/

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