Analisi Tattica: il Palermo di Eugenio Corini

Analisi realizzata da Alessandro Biondo, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il PALERMO di Eugenio Corini: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

Dopo la stagione 2022/2023 che ha visto il Palermo, allenato da Eugenio Corini, arrivare in 9^posizione, sfiorando l’accesso ai playoff, il club riparte dando fiducia allo stesso allenatore e con la convinzione di poter fare meglio rispetto all’anno precedente.

Sin dai primi mesi di mercato la società si è mobilitata per rendere competitiva  la rosa, realizzando delle uscite con le quali sono stati venduti alcuni esuberi, e inserendo giocatori di categoria (un mix di giovani promettenti e di veterani che conoscono molto bene il campionato) per aumentare la qualità della squadra avendo come obiettivo minimo la partecipazione ai playoff per salire nella serie maggiore.

Infatti il mercato del Palermo è stato uno dei migliori e costosi della serie B con l’ingresso in squadra di giocatori esperti come Lucioni (dc), Coulibaly (cc) , Henderson (cc), Di Francesco (as), Mancuso Leonardo (att),che hanno portato un’esperienza importante essendo tutti reduci dal campionato della serie A; ma anche di giovani promesse come Vasic (tq), Lund (ts) e Desplanches per cercare una crescita esponenziale con l’obiettivo di trovare l’equilibrio più adatto per far rendere al meglio i calciatori, facendoli entrare nell’ideologia di calcio di mister Corini.

Il primo cambiamento per la stagione in corso è il sistema di gioco, che passa dal 3-5-2 dove l’azione si sviluppava principalmente sulle corsie lateraliali cercando di sfruttare il più possibile l’ampiezza, al 4-3-3,sistema adottato per trovare un efficace equilibrio tra difesa e attacco.

L’inizio del campionato dei rosanero risulta essere positivo, avendo conquistato nelle prime 6 giornate 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta (una giornata di “riposo”) che li porta nelle posizioni alte della serie B.

Il copione vede il Palermo cercare di avere il pallino del gioco, creando molta intensità ed tenendo alta l’aggressività, sfruttando le sovrapposizioni sulle corsie esterne creando pericoli per la difesa avversaria; mantenendo la linea di difesa e centrocampo molto compatta per non rischiare di subire azioni pericolose della squadra avversaria.

 

 

SISTEMI DI GIOCO

Il sistema di gioco adottato da Eugenio Corini è il 4-3-3,uno dei suoi moduli più proposti in carriera,che diventa in fase di non possesso un 4-2-3-1 o un 4-3-2-1,dove la linea difensiva è costituita da Mateju(td),Lucioni(dcd),Ceccaroni(dcs) e Lund(ts),il reparto di centrocampo nella linea a 2 da Gomes(cdc) e Coulibaly (ccd),mentre in quella a 3 si aggiunge Vasic(ccs) che nel 4-2-3-1 occupa invece  una posizione più centrale, con compiti di avviare insieme agli attaccanti una prima pressione; infine abbiamo Di Francesco(as)che agisce sulla corsia sinistra, Insigne(ad)sulla corsia di destra e il ruolo di punta occupato da Brunori(att).

In fase di possesso si trasforma soprattutto in 2-3-2-3,ma anche talvolta in 2-4-3-1(con coulibaly accanto al cdc Gomes) quando ne necessita la fase di costruzione dal basso e in un paio di occasioni con il 3-2-2-3;i due centrali(lucioni e ceccaroni) iniziano la costruzione,aiutati da Gomez che si abbassa centralmente per poter fare allargare i due dc e far partire la manovra della squadra che vede i due terzini salire occupando le corsie esterne, cosi cercando di creare degli spazi per poter imbucare la difesa avversaria.

La manovra si sviluppa principalmente sulle corsie laterali aumentando l’ampiezza della squadra per poter sfruttare i tagli centrali sia delle mezz’ali,dei terzini ed degli esterni d’attacco,favoriti dall’ottimo lavoro svolto dalla punta Brunori,giocatore molto valido tecnicamente, il quale si fa trovare pronto sia venendo incontro centralmente realizzando delle sponde, sia attaccando lo spazio in profondita per stanare la difesa avversaria.

FASE DI POSSESSO

Costruzione 

Il Palermo di Corini attua quasi sempre una costruzione dal basso, partendo sin da subito dal portiere Pigliacelli che con le sue doti tecniche agevola la fluidità di essa;la quale prosegue scaricando il pallone ai due dc lucioni e ceccaroni (che fraseggiano fra di loro e con il cdc per fare uscire gli avversari dalla loro posizione), che hanno la responsabilita di far partire l’azione dando palla principalmente ai terzini o attuando una costruzione diretta per gli esterni o per la punta,o raramente al cdc (nonostante si abbassi) che cerca successivamente gli esterni.

I terzini, si alzano sempre rispetto ai centrali, ricevendo palla o direttamente dai difensori o dai centrocampisti che allargano il gioco verso essi per realizzare dei tagli in mezzo al campo in modo tale da liberare le corsie esterne; una volta arrivata la palla sull’esterno i terzini o gli esterni tendono a duettare o con i centrocampisti, o centralmente con la punta per poi riattaccare sempre sulle corsie.

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Sviluppo e lateralità

La fase di sviluppo è il gioco a centrocampo,rappresentata dal mediano(gomes) e le due mezzali (Coulibaly e Vasic).Il centrocampo durante questa fase risulta essere scaglionato, ovvero i giocatori giocano con una linea spezzata, per poter coprire la profondità in caso di ripartenza avversaria, però si ha difficolta a giocare tra le linee, difatti il palermo cerca sempre di sviluppare il suo gioco sfruttando al massimo le corsie esterne attraverso i terzini, le ali e le mezzali.

Le mezzali ricorrono un ruolo fondamentale in quanto esse si allargano per permettere ai terzini di salire e per permettere il fraseggio in mezzo al campo.

Lo sviluppo della lateralita è estremamente seguito dal mister corini,per cui risulta essere il fulcro della manovra della squadra che cerca principalmente di sviluppare l’azione sulla catena di sinistra con il terzetto Lund,Coulibaly,Di Francesco con triangolazioni,sovrapposizioni ma anche inserimenti verso l’interno del campo;tuttavia la ricerca della manovra avviene in maniera minore sul lato destro con Mateju,Vasic e Insigne.

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Rifinitura 

La zona di rifinitura è affidata ale due ali e e alla punta:le due ali che scattano in profondità cercando l’inserimento in area di rigore di un compagno o facendo triangolazioni con la punta; mentre la punta cerca di attaccare la linea difensiva quasi sempre centralmente sfruttando il suo senso della posizione e mandando a vuoto i difensori centrali avversari, ma anche proponendosi per una sponda verso l’esterno del campo o allargandosi cosi facendo accentrare l’esterno della fascia occupata in questo caso dalla punta.

Finalizzazione 

In zona offensiva la squadra attacca la linea di difesa avversaria lungo le corsie laterali con sovrapposizioni e passanti dei terzini, con le ali(as,ad)che molto spesso puntano il fondo per poter mettere una palla al centro dell’area di rigore occupata dalle mezzali e dalla punta o sul secondo palo sfruttando l’inserimento dell’ala/mezz’ala opposta,o cercando l’inserimento centrale della punta Brunori,punto di riferimento della squadra e maggior finalizzatore,con uno spiccato fiuto del gol.

FASE DI NON POSSESSO

Linea difensiva e atteggiamento difensivo del centrocampo

I rosanero in fase di non possesso si dispongono nella maggior parte dei casi con il 4-2-3-1(o 4-3-2-1).La linea difensiva formata da Mateju,Ceccaroni, Lucioni e Lundu(Lucioni e Ceccaroni difensori abili nel duello aereo, molto fisici, il primo dotato di un buon lancio per la costruzione diretta mentre il secondo cerca spesso dei passaggi corti per fraseggiare con i compagni in fase di costruzione),agisce cercando un pressing sul portatore di palla avversario in maniera molto evidente per recuperare il pallone il prima possibile e mettere in difficolta l’avversario.Nello specifico i due terzini iniziano questo tipo di lavoro non appena gli esterni avversari varcano la soglia del centrocampo portando la palla con se(lavoro che risulta essere di intercettazione e copertura di passaggi); quindi in parole povere spesso escono dalla linea difensiva per tentare un recupero palla immediato o contrastare il giocatore interessato.Questo pressing quando viene evitato lascia degli spazi significativi, ed è qui che entrano in gioco le due mezzali e il mediano,coprendo le zone scoperte dai propri compagni:le due mezzali vanno a coprire i terzini sostituendoli nella porzione di campo di competenza non loro; mentre il mediano va a coprire l’uscita di uno dei due difensori centrali.

La linea di centrocampo risulta essere piatta poiché i due centrocampisti che coprono il centro del campo si schiacciano molto davanti la difesa con l’obiettivo di non far giocare l’avversario in zona di rifinitura e aumentare la proprio copertura negli ultimi 25 metri di campo.

I due centrali quando il giocatore avversario si trova alle spalle dell’esterno scappano verso la porta(sul primo palo),realizzando una diagonale lunga, concedendo profondità.

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Prima azione difensiva

La prima linea di pressione formata da Brunori,Di Francesco,Vasic e Insigne risulta essere spesso non aggressiva ma in posizione abbastanza alta,coprendo il più possibile il centro del campo per non far avanzare con la palla l’avversario, rendendo difficili le verticalizzazioni per i centrocampisti.

In casi particolari, ovvero quando i difensori avversari mostrano un tentennamento e delle difficolta a costruire l’azione in maniera fluida,i 4 del reparto offensivo dei rosanero applicano un pressing deciso, uscendo forte sul portatore, bloccando le giocate e recuperando rapidamente  il pallone.

Lateralità difensiva

Nella zona di campo esterna la mezz’ala o il dc cerca spesso di aiutare il terzino andando a infastidire l’avversario coprendo delle giocate verso il centro del campo; mentre l’esterno da una mano in copertura sulla fascia(quindi il giocatore avversario in condizioni ottimali viene raddoppiato o triplicato andando a formare un triangolo con i vertici rappresentati dai giocatori)

TRANSIZIONI

Transizione difensiva:

Nel momento in cui si perde la palla si cerca di riconquistare il possesso attraverso un’aggressione del portatore di palla attuata dal compagno più vicino ad esso, mentre il resto della squadra tende a bloccare le linee di passaggio.

Transizione offensiva:

Nella fase di transizione offensiva si ha il recupero della palla spesso grazie al lavoro dei centrocampisti che se vedono lo spazio necessario, tendono a liberarsi immediatamente del pallone, scaricandolo, o all’esterno che a sua volta verticalizza per l’attaccante, o direttamente alla punta che detta attraverso il suo movimento la ricerca della profondita;oppure consolidando il possesso palla quando la zona interessata è invasa di avversari.

ANALISI SWOT

Punti di forza:

-ottimo comparto difensivo dove il vero punto di forza sono i due centrali che si impongono fisicamente vincendo quasi tutti i duelli aerei e mantenendo alta la concentrazione in fase di pressing

-i due centrocampisti mediani in fase di non possesso coprono in maniera significativa il campo

-la punta brunori è la vera perla della squadra ,attaccante moderno dotato di grande qualità tecnica, di un eccellente senso della posizione e di una più che buona finalizzazione

Punti di debolezza:

-pochissime verticalizzazioni nella zona centrale del campo, che rendono prevedibile un attacco all’esterno del campo

-la zona di rifinitura è poco cercata e praticata

-pressing significativo dei terzini che spesso non si trovano in posizione lasciando degli spazi che se non vengono occupati dalle mezzali fanno male alla retroguardia rosanero

 

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