Analisi Tattica: il Monaco di Adolf Hutter

analisi tattica e come gioca il Monaco di Adolf Hutter 2024 2025 con modello e principi e statistiche xG per corso match analyst e corsi match analysis e data analyst nel calcio con modulo in fase offensiva o di possesso palla in fase di non possesso o fase difensiva e in transizione

Analisi realizzata da Edoardo Pace, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

Vedremo di seguito come gioca il MONACO di Adolf Hutter: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.

L’AS Monaco, sotto la guida di Adi Hütter, sta vivendo una stagione di grande solidità e ambizione in Ligue 1, dimostrandosi una rivale ostica per il favorito PSG.

Arrivato nell’estate 2023, l’allenatore austriaco ex Eintracht Frankfurt e Borussia Mönchengladbach, ha plasmato una squadra capace di coniugare bel gioco e concretezza.

Dopo aver concluso lo scorso campionato al 2° posto, in questo inizio di stagione il Monaco ha messo in mostra una difesa affidabile e un attacco prolifico, consolidando la sua posizione ai vertici della classifica con prestazioni di alto livello e una media punti da titolo.

INTERPRETI

Portiere

Majecki (N°1, Destro) – Portiere sicuro e reattivo tra i pali, eccelle nelle uscite alte e nel gioco con i piedi. Garantisce stabilità e leadership al reparto arretrato.

Difesa

  • Vanderson (N°2, Destro) – Terzino destro dinamico, abile nel gioco offensivo e nelle diagonali difensive. Le sue sovrapposizioni creano costanti pericoli per le difese avversarie.
  • Mawissa (N°13, Sinistro) – Terzino sinistro giovane e promettente, unisce velocità e solidità difensiva. Dotato di un mancino educato.
  • Kehrer (N°5, Destro) – Difensore centrale esperto, combina intelligenza tattica e capacità di impostazione. Efficace nei duelli aerei e nelle marcature strette.
  • Salisu (N°22, Sinistro) – Difensore centrale fisico e dominante, eccelle nei contrasti e nella lettura del gioco. Fondamentale per la compattezza della linea difensiva.

 

 

Centrocampo/Trequarti

  • Zakaria (N°6, Destro) – Centrocampista centrale di grande sostanza, è il perno del centrocampo. Recupera palloni e avvia l’azione con passaggi precisi e verticalizzazioni.
  • Magassa (N°88, Destro) – Centrocampista centrale versatile, capace di adattarsi a più ruoli. Offre dinamismo e abilità nell’inserirsi in zona offensiva.
  • Ben Seghir (N°7, Destro ) – Trequartista tecnico e imprevedibile, capace di creare superiorità numerica con dribbling e passaggi filtranti. Ha importanti doti balistiche

Attacco

  • Akliouche (N°11, Sinistro) – Ala sinistra veloce e abile nell’uno contro uno. La sua capacità di accentrarsi e concludere rende il suo gioco particolarmente imprevedibile, giocatore molto promettente.
  • Golovin (N°10, Destro) – Ala destra creativa e raffinata, eccelle nei passaggi chiave e nei movimenti tra le linee. Decisivo nei calci piazzati e nelle conclusioni dalla distanza.
  • Embolo (N°36, Destro) – Punta centrale fisica e potente, capace di proteggere palla e concludere con efficacia. Molto abile nel gioco aereo e nei movimenti in profondità.

 

SISTEMA DI GIOCO

SISTEMA DI GIOCO DI BASE

Sistema di Gioco di Base: 4-2-3-1

Il Monaco si dispone in campo con un 4-2-3-1 come sistema di gioco di base con una linea difensiva a quattro, composta dai due centrali (Kehrer-Salisu) e i due terzini (Mawissa-Vanderson) che in fase di possesso (FDP)  tendono ad alzarsi sulla linea dei centrocampisti (Zakaria-Magassa): quest’ultimi alternano la costruzione giocando sfalsati, quando un centrocampista si abbassa per ricevere l’altro si alza per essere un ulteriore filtro tra il centrocampo e l’attacco. I tre uomini sotto la punta hanno il compito di rifinitura in zona d’attacco con il trequartista (Ben Seghir) che, a differenza dei due esterni offensivi (Golovin-Akliouche), tende ad abbassarsi per ricevere e poter giocare dalla trequarti offensiva. La punta (Embolo) è per caratteristiche molto esplosiva e dinamica e questo consente alla squadra di attaccare sia la profondità, con lanci alle spalle della difesa, sia giocare dei palloni addosso per poter guadagnare metri grazie alla sua fisicità.

 

FASE DI POSSESSO

Sistema di Gioco in Fase di Possesso (FDP): 2-4-3-1

In FDP il Monaco si dispone in un 2-4-3-1, con i terzini che si alzano in linea con i centrocampisti centrali, i due esterni d’attacco e il trequartista supportano direttamente l’azione offensiva, posizionandosi appena dietro la punta per fornire soluzioni di passaggio e sfruttare spazi creati nella trequarti avversaria.

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FASE DI NON POSSESSO

Sistema di Gioco in Fase di Non Possesso (FDNP): 4-4-2

In FDNP il Monaco passa ad un 4-4-2 con i due terzini e i due centrali che formano la linea difensiva a 4. I due centrocampisti centrali sono in linea a 4 con gli esterni che si sono abbassati mentre il trequartista si alza raggiungendo la punta centrale, formando la coppia che ostacolerà per prima l’avanzata avversaria.

FASE DI POSSESSO

COSTRUZIONE E SVILUPPO

Viene adottato un approccio che privilegia la costruzione dal basso: i due centrali di difesa sono i principali protagonisti dell’avvio dell’azione, spesso supportati da uno dei due centrocampisti centrali, che si abbassa per fungere da playmaker. Questo assetto consente di sfruttare il trequartista tra le linee o di servire gli esterni d’attacco, che alternano movimenti verso l’interno del campo ad una posizione molto ampia per allargare il gioco. In particolare, l’esterno destro Akliouche, giocando a piede invertito, sfrutta il dribbling e le sue capacità tecniche per puntare gli avversari in 1 contro 1 per poi crossare in area o andare direttamente a concludere.

Quando la squadra avversaria adotta un pressing alto, il Monaco opta per una soluzione alternativa: il portiere diventa il punto di riferimento per allentare la pressione, con l’opzione di calciare lungo verso la punta. Grazie alle sue doti di protezione del pallone e capacità di strappare in campo aperto, Embolo, riesce a trasformare situazioni difensive difficili in potenziali azioni offensive, permettendo alla squadra di ribaltare rapidamente il fronte di gioco.

LATERALITA’

La lateralità è un elemento chiave del gioco del Monaco, che basa una parte importante della propria strategia sulle qualità degli esterni, considerati la vera forza della squadra. Il sistema concede ai giocatori più talentuosi, come Akliouche e Golovin, una libertà significativa di esprimere il proprio estro attraverso giocate individuali. Questo approccio incoraggia variazioni di gioco, creando situazioni imprevedibili per gli avversari.

Un aspetto rilevante è rappresentato dalle sovrapposizioni dei terzini (Vanderson e Mawissa). Durante le ripartenze, questi ultimi seguono l’azione offensiva, spesso arrivando fino al fondo per effettuare cross in area. La loro partecipazione alle manovre offensive aumenta le opzioni d’attacco e rappresenta una minaccia concreta per le difese avversarie, soprattutto in transizione.

RIFINITURA e FINALIZZAZIONE

In zona di rifinitura, il Monaco mostra grande versatilità, adottando diverse soluzioni per superare la difesa avversaria. Una delle strategie principali è l’utilizzo di uno-due rapidi per vie centrali, sfruttando l’ottima intesa tra il trequartista Ben Seghir e la punta Embolo. Questa combinazione, talvolta supportata dagli esterni quando giocando più dentro il campo, crea spazi per azioni incisive attraverso il centro del campo. Spesso Ben Seghir e Golovin interscambiano la loro posizione per non dare punti di riferimento e sfruttare al meglio le loro capacità tecnico-tattiche andando ad alternare il ruolo di esterno a quello di trequartista.

In aggiunta, la squadra si affida a triangolazioni veloci che, come detto in precedenza, coinvolgono i terzini Vanderson o Mawissa, capaci di sostenere l’azione offensiva e fornire opzioni sulle fasce. Inoltre, il Monaco si affida alle conclusioni dalla distanza, sfruttando le ottime doti balistiche di giocatori come Golovin, Ben Seghir e Akliouche. Quest’ultimo rappresenta una minaccia concreta quando, accentrandosi sul suo piede forte, calcia verso lo specchio della porta.

FASE DI NON POSSESSO

PRIMA AZIONE DIFENSIVA

Il Monaco si organizza in FDNP con un solido 4-4-2: la linea difensiva è composta dai due centrali e dai terzini, mentre i centrocampisti centrali formano un’ulteriore linea a quattro insieme agli esterni che si abbassano. Il trequartista avanza invece in coppia con la punta, formando il primo blocco di pressione.

La prima pressione del Monaco è strategicamente orientata a chiudere le linee di passaggio e impedire agli avversari di avanzare verticalmente. Questo sistema consente alla squadra di mantenere una compattezza ottimale sia al centro del campo che sulle fasce, rendendo difficile per gli avversari trovare spazi utili per sviluppare il gioco.

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DIFESA DEL CENTROCAMPO

A centrocampo, gli esterni offensivi si occupano delle fasce, garantendo copertura e ampiezza in fase difensiva, mentre i due centrocampisti centrali assicurano densità e presenza nel cuore del gioco. Il loro compito principale è oscurare le linee di passaggio verso i giocatori avversari più avanzati, limitandone le opzioni e spezzando le trame di gioco con interventi puntuali.

Questo centrocampo si distingue per una copertura costante e attenta, mostrando grande concentrazione e minimizzando le sbavature. Grazie a un’organizzazione precisa e movimenti coordinati, è in grado di mantenere compattezza e di offrire equilibrio tra difesa e transizione, rendendo difficile per gli avversari trovare spazi utili per progredire.

LATERALITA’ DIFENSIVA

La lateralità difensiva è basata su un’organizzazione che prevede raddoppi tra giocatori di reparti diversi, in particolare, gli esterni di centrocampo collaborano con i terzini per contrastare gli attacchi avversari sulle fasce.

Questi raddoppi consentono di chiudere gli spazi e limitare le possibilità degli avversari di avanzare o di creare pericoli dalle zone laterali. I raddoppi garantiscono una copertura puntuale, che non solo protegge le linee difensive ma spesso indirizza il gioco avversario verso zone meno pericolose, rafforzando l’equilibrio difensivo complessivo della squadra.

LINEA DIFENSIVA

La linea difensiva del Monaco, schierata appunto in un compatto 4-4-2, si distingue per equilibrio e organizzazione: i due centrali, Salisu e Kehrer, sono molto fisici, strutturati ed esperti, qualità che li rendono affidabili nei duelli individuali e nelle situazioni di gioco aereo. Quando si trovano ad affrontare un avversario di pari struttura fisica, tendono a prenderlo come riferimento diretto, marcando stretto e ingaggiando nei duelli anche aerei, garantendo solidità al reparto.

I terzini, Vanderson e Mawissa, hanno caratteristiche complementari: Vanderson, più rapido e agile, è abile nel contenere avversari veloci e nel coprire le fasce con dinamicità mentre Mawissa è più fisico e strutturato il che lo rende particolarmente efficace nel mantenere la posizione e nell’affrontare situazioni di 1 contro 1 lungo la fascia. Entrambi si distinguono per la capacità di leggere le situazioni difensive e affrontare gli avversari lateralmente con intelligenza.

La difesa del Monaco si organizza con una diagonale lunga, una scelta che consente di coprire con maggiore efficacia il primo palo, garantendo protezione e profondità contro i tentativi offensivi avversari.

TRANSIZIONI

TRANSIZIONE OFFENSIVA

Nelle transizioni offensive, il Monaco mostra una notevole capacità di adattamento, alternando due strategie principali in base alle circostanze del gioco. La prima opzione è caratterizzata da una ripartenza rapida: appena riconquistata la palla, la squadra cerca immediatamente di dare ampiezza, sfruttando la larghezza del campo e appoggiandosi agli esterni. Questi ultimi, grazie alla loro velocità e capacità 1 contro 1, diventano i protagonisti delle azioni di contropiede, portando la squadra rapidamente verso la porta avversaria. Un altro elemento chiave nelle ripartenze è la punta, Embolo. Come già evidenziato, il centravanti si distingue per la capacità di attaccare verticalmente, sia ricevendo palla addosso e proteggendola per far salire i compagni, sia cercando la profondità per minacciare direttamente la porta avversaria. Questo mix di opzioni rende il Monaco particolarmente pericoloso in fase di transizione veloce.

Se, però, non si presentano opportunità immediate per un contropiede, la squadra adotta un approccio più paziente e razionale. Dopo la riconquista, il Monaco consolida il possesso e si dispone ordinatamente per avviare una costruzione ragionata. Questo atteggiamento denota una maturità tattica, permettendo al gruppo di preservare energie e mantenere equilibrio nel corso della partita, evitando ripartenze isolate e poco efficaci.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Nelle transizione difensiva, il Monaco adotta un approccio basato su due comportamenti principali, adattandosi al contesto del gioco. Quando perde il possesso, la squadra tende prevalentemente a rientrare rapidamente, con ogni giocatore che si riposiziona per coprire la propria zona di competenza. Questa organizzazione consente di ricompattarsi in maniera efficace, riducendo le possibilità di avanzamento dell’avversario.

Tuttavia, in caso di perdita del possesso in zona offensiva, il Monaco modifica la sua strategia, optando per un’immediata riaggressione del portatore di palla. Questa scelta è motivata dal fatto che, trovandosi con più giocatori vicini alla zona della palla, si possono creare situazioni di superiorità numerica per recuperare rapidamente il possesso.

Un esempio significativo di questo approccio è stato osservato in occasione del gol di Golovin: dopo aver perso il pallone in zona avanzata, i giocatori in zona palla hanno esercitato una pressione immediata, recuperando e consentendo a Golovin di finalizzare l’azione con un tiro dalla distanza, sfruttando le sue eccellenti doti balistiche. Questo episodio evidenzia l’efficacia della riaggressione come strumento tattico del Monaco per trasformare rapidamente una situazione difensiva in un’occasione offensiva.

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ANALISI SWOT

PUNTI DI FORZA

  • Solidità difensiva: La coppia centrale Salisu-Kehrer, grazie all’esperienza accumulata in contesti internazionali, garantisce una difesa robusta e ben organizzata, difficile da superare.
  • Gestione del gioco a centrocampo: La maturità e la capacità di gestire i ritmi del gioco da parte di giocatori come Zakaria consentono alla squadra di affrontare i momenti chiave delle partite con equilibrio e controllo.
  • Forza sugli esterni: La capacità degli esterni di creare superiorità numerica, sia negli 1 contro 1 che in situazioni di contropiede, rende il Monaco una squadra molto pericolosa in fase offensiva e di transizione.
  • Giocatori talentuosi: L’abilità tecnica e creativa di giocatori come Akliouche e Ben Seghir rappresenta una risorsa importante per la squadra. Questi giocatori sono in grado di fare la differenza in situazioni di 1 contro 1 e nella creazione di opportunità offensive.

 

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Disattenzioni difensive: Episodi di calo di concentrazione, come subire gol nei minuti di recupero, evidenziano una vulnerabilità che potrebbe compromettere risultati importanti.
  • Eccesso di creatività: La propensione dei giocatori più talentuosi a cercare giocate spettacolari, a volte, risulta controproducente, soprattutto in situazioni che richiederebbero maggiore concretezza e pragmatismo.
  • Lateralità difensiva: Gli esterni, essendo giocatori principalmente offensivi, per caratteristiche, mancano di un contributo difensivo pienamente efficace. Nonostante effettuino raddoppi andando a sostenere i terzini, questa situazione può creare spazi per gli avversari che sfruttano cross o incursioni laterali. Un esempio evidente di questa criticità si è verificato in occasione del secondo gol subito nella partita analizzata.

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