Analisi Tattica: il Bologna di Vincenzo Italiano 2025-26

Analisi realizzata da Giannina Lattanzio, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification
Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET
Vedremo di seguito come gioca il BOLOGNA di Vincenzo Italiano 2025-26: il suo modello di gioco, i suoi principi di gioco, le tattiche utilizzate e i moduli o sistemi di gioco nelle varie fasi.
L’allenatore Vincenzo Italiano, ex calciatore, è alla guida del Bologna da poco più di un anno. L’allenatore richiede un gioco dinamico e verticale, sia in fase di possesso – per la costruzione – sia nelle transizioni offensive. Allo stesso tempo pretende grande qualità tecnica dagli esterni offensivi e dalle punte.
SISTEMA DI GIOCO:
SISTEMA DI BASE: 1-4-2-3-1
SISTEMA DI GIOCO OFFENSIVO: 1-2-3-2-3. 1-2-2-3-3
SISTEMA DI GIOCO ULTRA OFFENSIVO: 1-2-1-4-3
SISTEMA DI GIOCO DIFENSIVO: 1-4-3-3, 1-3-1-4-2, 1-4-1-3-2
INTERPRETI:
PORTIERI
N.1 Skorupski (piede destro)
Compiti tattici:
Il portiere ha come compito principale quello di verticalizzare con lanci aerei verso lo spazio, cercando gli esterni alti o la punta centrale. Nella costruzione bassa, invece, deve servire palla rasoterra a uno dei due difensori centrali per avviare il gioco.
Caratteristiche tecnico-tattiche:
È abile con entrambi i piedi e dimostra buona lettura nella scelta del difensore centrale a cui affidare il primo passaggio.
Caratteristiche fisiche:
Fisicato, alto e strutturato.
DIFENSORI CENTRALI
N.41 Vitik (piede destro), N.14 Heggem (piede sinistro), N.26 Lucumi (piede sinistro)
Compiti tattici:
In fase di possesso i centrali hanno il compito di allargarsi per dare ampiezza, permettendo così ai terzini di alzarsi e creare superiorità numerica in attacco. Quando ricevono palla dal portiere, se pressati, cercano un centrocampista o si scambiano il pallone tra loro per mantenere il possesso. In alternativa, se trovano spazio, ricercano subito una verticalizzazione aerea. In fase di non possesso rimangono compatti e stretti con i terzini. Se si trovano in inferiorità numerica, cercano di riconquistare palla attraverso un uno contro uno oppure temporeggiano in attesa del rientro di un compagno.
Caratteristiche tecnico-tattiche:
Tutti e tre i giocatori sono forti nei duelli uno contro uno, nei duelli aerei in fase di non possesso e hanno un buon controllo e qualità nel lancio lungo.
Caratteristiche fisiche:
Grande potenza e forza fisica in particolare Vitik, aggressivi e dominanti nei colpi di testa.
ESTERNI BASSI
N.20 Zortea (piede destro), N.22 Lykogiannis (piede sinistro), N.33 Miranda (piede sinistro)
Compiti tattici:
Nella partita contro il Como si è visto come i giocatori abbiano svolto compiti importanti sia in fase di possesso che di non possesso. Nella costruzione di gioco si alzano per lasciare spazio ai difensori centrali, che cercano l’ampiezza: in questo modo creano superiorità numerica nella fase di sviluppo. Quando il pallone arriva sulla trequarti, sono pronti a supportare l’azione offensiva.
In fase di non possesso formano una linea a quattro insieme ai difensori centrali, così da coprire bene la zona centrale ed evitare verticalizzazioni avversarie. Inoltre, risultano efficaci nei duelli individuali per il recupero del pallone.
Caratteristiche tecnico-tattiche:
Esperti nel saper leggere i tempi di attaccare la profondità, soprattutto in caso di un attacco veloce con uno scambio insieme ai loro compagni di catena. Aggressivi e dominanti nel uno contro uno, veloci nei contropiedi con verticalizzazioni rapide.
Caratteristiche fisiche:
Buone qualità fisiche, inteliggenti nel leggere le giocate per eventuali inserimenti, ottima velocità nel tornare in zona nei contropiedi difensivi. Aggressivi nei contrasti.
CENTROCAMPISTI
N.8 Freuler (piede destro),N.6 Moro (piede destro),N.80 Fabbian (piede destro),N.21 Odgaaard (piede sinistro),N.4 Pobega (piede destro)
Compiti tattici:
I centrocampisti di Italiano hanno come compito principale quello di smarcarsi costantemente per offrire linee di passaggio ai compagni, sia in fase di costruzione sia nello sviluppo dell’azione. Quando ricevono palla, cercano di verticalizzare il più rapidamente possibile verso la zona centrale o, in alternativa, effettuano un cambio di gioco per sfruttare gli esterni alti.
Partecipano con continuità agli inserimenti offensivi, contribuendo alla superiorità numerica. In particolare Fabbian si distingue per la qualità nel palleggio offensivo e per la capacità di riempire l’area di rigore.
In fase di non possesso coprono la propria zona di competenza e vanno in pressing immediato sull’avversario in caso di palla chiusa. Sono attenti nelle scivolate difensive: aiutano i terzini nelle diagonali lunghe e si stringono centralmente in supporto ai difensori per facilitare il recupero del pallone.
Caratteristiche tecnico-tattiche:
Giocatori dinamici che hanno buone doti di palleggio e sanno giocare in tutti i ruoli di un centrocampo a due o a tre in particolare Freuler e Moro. Decisi nei contrasti, sempre pronti nel realizzare verticalizzazioni rapide durante le transizioni offensive.
Caratteristiche fisiche:
Sono giocatori che garantiscono di grandi capacità aerobiche e di progressione. Veloci e dinamici e prestanti fisicamente.
ESTERNI ALTI
N.7 Orsolini (piede sinistro), N.28 Cambiaghi (piede destro)
Compiti tattici:
Il loro ruolo è fondamentale, perché da loro dipende gran parte della fase offensiva: il gioco del Bologna si sviluppa infatti soprattutto sulle corsie laterali. Entrambi giocano a piede invertito, così da poter rientrare verso il centro e concludere anche contro difese schierate.
In fase di sviluppo garantiscono ampiezza e profondità, ricercando verticalizzazioni aeree, mentre quando il pallone si trova sulla corsia opposta tagliano in diagonale verso il secondo palo.
In fase di non possesso coprono la propria zona e intervengono sull’avversario diretto solo se questo è il portatore di palla. Aiutano spesso i loro compagni esterni bassi creando situazioni di due contro uno per facilitare la riconquista del possesso.
Caratteristiche tecnico-tattiche:
Potenti qualità tecniche specificamente nel controllo e nei tiri. Abili nel possesso stretto, usano entrambi i piedi e sono molto pericolosi quando si spostano palla sul piede preferito in particolare Orsolini. Cambiaghi si differenzia per i suoi dribbling.
Caratteristiche fisiche:
Buone qualità aerobiche sia in fase di possesso per aggredire la zona di attacco sia in fase di non possesso nei raddoppi. Molto dinamici e combattivi.
ATTACCANTI
N.9 Castro (piede destro), N.24 Dallinga (piede destro)
Compiti tattici:
In fase di possesso gli attaccanti devono essere pronti a ricevere qualsiasi tipo di verticalizzazione e saper mantenere il possesso anche in inferiorità numerica. Devono attaccare lo spazio, sia centrale che laterale, e finalizzare le azioni in modo intelligente. In fase di non possesso proteggono la palla del portatore avversario indirizzandolo verso le corsie laterali e pressano l’avversario quando la palla è chiusa.
Caratteristiche tecnico-tattiche:
Hanno buone capacità di controllo sia per ricevere verticalizzazioni aeree sia per gestire passaggi filtranti. Sono abili nel proteggere palla e nei duelli con i difensori avversari. Castro si distingue per il gioco in uno contro uno e la capacità di rifinire in zona offensiva, pur non essendo un grande giocatore aereo. Dallinga, invece, eccelle nel gioco aereo.
Caratteristiche fisiche:
Giocatori che fanno la differenza nel pressing ultra offensivo, quindi buone doti fisiche di velocità. Dinamici e offrono il raddoppio ai compagni in particolare Dallinga.
FASE DI POSSESSO:
L’obiettivo del Bologna in fase di possesso è superare le linee avversarie per sfruttare al meglio le opportunità di finalizzazione. La squadra ha studiato attentamente il Como e ha messo in atto diverse strategie offensive, utilizzando scaglionamenti, verticalizzazioni e scambi tra giocatori dinamici, aggressivi e intelligenti nelle giocate.
COSTRUZIONE
La costruzione di gioco realizzata dai giocatori del Mister Vincenzo si basa principalmente sull’inizio di una giocata corta a uno dei due difensori centrali: in questo caso Vitik, Heggem e Lukumí, entrato nel secondo tempo. I difensori centrali, prima di ricevere, iniziano il movimento aprendosi tra di loro e cercando di occupare la zona dei terzini, in modo che questi ultimi si spostino alzando linea.
Al momento in cui uno dei difensori centrali riceve palla come appoggio avrebbe di nuovo il portiere, il suo collega difensore centrale e un play che scende per chiedere palla o creare lo spazio.
I due centrali si passano la palla cercando di attrarre gli avversari; nel momento in cui si trovano con gli avversari addosso, si crea una palla aperta per iniziare la costruzione diretta attraverso una verticalizzazione aerea per gli esterni alti o la punta centrale.
Se i difensori centrali non vengono pressati dagli attaccanti del Como e ricevono palla già aperta, sia Vitik che Heggem o Lukumí possono condurre palla guadagnando terreno, per poi realizzare una verticalizzazione più vicina alla porta avversaria.
Se i centrali non trovano compagni liberi per verticalizzare, cercano l’esterno alto che si abbassa a ricevere (Orsolini o Cambiaghi) oppure il play (Freuler o Moro), che, a seconda dell’atteggiamento dell’avversario, può effettuare un cambio gioco o aprire direttamente verso l’esterno.
Ciò significa che il Bologna impone all’avversario il proprio inizio gioco per costruire l’attacco, indipendentemente dal pressing alto, dal numero di giocatori avversari o dalla posizione sul campo. L’obiettivo è sempre creare la palla aperta per verticalizzare rapidamente con un lancio aereo.
Quando la squadra inizia l’azione di gioco, il Bologna si dispone in 1-2-3-2-3, oppure, se la giocata lo permette, in 1-2-2-3-3 o 1-2-1-4-3. Questo perché, durante le verticalizzazioni aeree, non è necessario solo il vertice per mantenere il possesso, ma anche le seconde palle per continuare l’attacco. La superiorità numerica è quindi imprescindibile e fondamentale per la strategia richiesta.
Il tipo di schema varia a seconda della posizione della palla: ad esempio, se Vitik ha la palla e può verticalizzare, Zortea (terzino destro) alza una o due linee per creare superiorità numerica in zona offensiva, mentre il terzino opposto, Lykogiannis, valuta se attaccare lo spazio esterno sinistro o mantenere equilibrio difensivo con i compagni.

SVILUPPO
La strategia principale è verticalizzare direttamente tra difesa e attaccanti o esterni. I centrocampisti del Bologna (Freuler, Moro, Fabbian, e i giocatori entrati nel secondo tempo Odgaard e Pobega) si muovono continuamente per creare spazi, finché arriva la giocata per ricevere palla e, con un solo tocco, effettuare un cambio di direzione tramite lancio aereo o verticalizzazione verso esterni alti o punta. Se chiusi, continuano a palleggiare, scaricando palla e cambiando posizione tra di loro, con gli esterni o i difensori.
Quindi, anche se con la palla il loro gioco è semplice e rápido ossia a 1 o 2 tocchi e mi muovo, a livello fisico devono mantenere questo movimento continuo per attrarre l’avversario e creare spazi, ciò significa che non si vedranno mai piatti e nemmeno statici, sempre scaglionati senza una zona fissa dove poter lasciare le loro impronte.
La palla passa più spesso sulle fasce esterne, sia per sfruttare le qualità del Bologna sia perché il Como è più aggressivo nella zona centrale.
RIFINITURA
Il Bologna ha mostrato che i suoi attaccanti non solo sono aggressivi sia per attaccare lo spazio che per mantenere il possesso dopo una vertizalizzazione difficile ma hanno pure pazienza e tranquillità nel riprovare a continuazione l’attacco strategico per cercare il gol tanto voluto.
Infatti l’occupazione posizionale è aggressiva e si cerca sempre una parità o una superiorità numérica nel singolo difensore da poter superare.
Al momento in cui i giocatori si trovano nel terzo finale del campo dove si trovano con una libera scelta di soluzioni per finalizzare il loro scopo con difesa schierata è di poter fare un cambio movimento rientrando dalla zona esterna alla zona interna per poi fare un tiro sul secondo palo oppure attazzare lo spazio per poi rientrare scaricare palla o passarla sul lato debole a un compagno per concludere la finalizzazione. I protagonisti della rifinitura di questa partita giocata sono stati Orsolini e Castro.
Il Gol della vittoria del Bologna si crea grazie ad una verticalizzazione aerea in cui l’attaccante Castro contro tre difensori riesce a coprir palla e a scaricarla sul lato destro per Orsolini che con difesa schierata di prima la mette sul primo palo.

FINALIZZAZIONE
I modi di finalizzazione del Bologna non sono stati molteplici, anzi si è vista molta difficoltà nel superare la difesa di Fabregas molto compatta nella zona centrale. Il Bologna per poter superare la difesa cercava creare inserimenti tra l’esterno e la punta centrale, nel momento in cui la palla continuava ad essere in possesso del Bologna dopo l’eventuale taglio o inserimento, si cercava il secondo palo, ma la giocata spesso veniva neutralizzata dal portiere.
Nel secondo tempo si ha continuato a ricreare costantemente questo tipo di strategia ma i giocatori non sono stati in grado di poter sfruttare lo spazio da aggredire per la scarsa lucidità.
Di positivo, c’è sempre stata una parità numérica e un equilibrio tra le zone, gli uno contro uno vinti e i continui tagli dei giocatori.
LATERALITA’ OFFENSIVA
La lateralita’del Bologna è il punto forte. L’ampiezza del Bologna è occupata da Zorta Orsolini a destra e da Lykogiannis e Cambiaghi a sinistra. Questi esterni, soprattutto gli esterni alti, oltre ad essere dinamici sono molto intelligenti in fase di attacco e hanno una alta qualita’ tecnica, questo favorisce il Bologna un attacco più effettivo e sicuro.
Gli esterni per creare un attacco fluido creano scambi continui tra esterno alto-basso, esterno-interno e attaccante-esterno, senza regole fisse, tutto in base all’atteggiamento dell’avversario. In più creano sovrapposizioni attraverso l’uno-due per poi fare un cambio di gioco o superano l’avversario con un uno contro uno o attaccano lo spazio conquistando palla in velocità per poi crossare di prima.
FASE DI NON POSSESSO:
PRIMO PRESSING
L’atteggiamento dei giocatori verso i trequarti di campo viene realizzato in modo organizzato e aggressivo in qui i giocatori si muovono in base all’atteggiamento degli avversari e nella zona in qui si trova la palla. Quindi, il giocatore del Bologna fa un primo pressing su uomo cercando di isolare il portatore di palla, si avvicina con atteggiamento aggressivo e frena a distanza di un metro, invece i suoi compagni fanno una prima pressione chiudendo gli spazi e cosi poter bloccare possibili vertizalizzazioni o diagonali in avanti verso la zona cerntrale del campo, obbligandoli a prendere decisioni affrettate come un lancio aereo o di continuare a palleggiare senza poter avanzare linea.
Una volta che l’avversario riesce a imbucare la palla, centralmente o esternamente superando la prima linea difensiva, gli esterni e i centrocampisti rossoblu usano lo stesso atteggiamento difensivo, ossia il più vicino al portatore palla sarà colui che creerà un primo pressing aggressivo cercando di isolarlo il più veloce possibile e i suoi colleghi schermano chiudendo spazi. In questa fase i protagonisti sono: Castro, gli esterni alti Orsolini e Cambiaghi e i centrocampi Freuler, Fabbian e Moro.

LINEA DIFENSIVA
In questa fase di non possesso l’atteggiamento dei giocatori dipende dal come arriva la palla in zona, da quanti giocatori avversari attaccano la linea di difesa e dipende pure se si trovano alti o bassi e se sono organizzati o meno. Premettendo che la linea difensiva si troverà con almeno due difensori centrali aprescindere della situazione, l’atteggiamento sarà:
- Se la palla si trova nella zona esterna destra tra i piedi dell’avversario, sarà il terzino Zortea a creare una diagonale lunga, allo stesso modo se capita nella zona opposta, a sinistra, sarà il terzino Lykogiannis o chi si troverà in quel momento come terzino sx a creare la diagonale lunga, mentre i difensori centrali scappano per coprire la zona centrale.
- Se la palla arriva attraverso una verticalizzazione aérea centrale, saranno i difensori centrali Vikit o Heggem ad aggredire fortemente la palla cercando di vincere il duello 1 vs 1 o con l’aiuto di un compagno di reparto o di centrocampo si cerca di vincere il duello 2 vs 1.
- Se la palla entra in zona centrale la linea difensiva si compatterà creando una linea difensiva stretta che lavorerà su uomo nella zona in modo aggressivo.
ATTEGGIAMENTO CENTROCAMPO
Il centrocampo del Bologna è scaglionato, organizzato e combattente.
L’obiettivo principale dei centrocampisti è riconquistare palla attraverso un due contro uno sul portatore della palla. Quindi, i più vicini saranno aggressivi mentre i compagni più distanti schermano per eventuali riconquiste o scivolamenti difensivi.
Nel momento in qui l’avversario riesce a superare la linea attraverso un passaggio in diagonale o filtrante, i centrocampisti del Bologna saranno i primi a scivolare veloce e arrivare in aiuto per la linea difensiva, questo succede perché nel momento in qui la palla avversaria passa la linea del centrocampo il terzino sinistro o destro andrà in pressing e il centrocampista scivolerà per coprire la zona del terzino stesso.
LATERALITA’ DIFENSIVA
I difensori che si troveranno nella zona laterale del campo, Zortea e Lykogiannis ma anche qualsiasi giocatore che si troverà in un determinato momento del gioco in quella zona come per esempio Orsolini o Vitik o Heggem, eserciteranno un primo pressing aggressivo cercando di conquistare palla attraverso un uno contro uno o con l’aiuto di un compagno con un due contro uno. Questo tipo di atteggiamento ha avuto molti successi perché anche se si creava la profondità a favore dell’avversario esterno (portatore di palla) si riconquistava palla e si creava subito un contropiede con verticalizzazioni.
TRANSIZIONI:
TRANSIZIONE DIFENSIVA
Se il Como riesce a sviluppare il suo gioco verso i loro trequarti di campo, la linea difensiva scivolerà compatta rompendo linea sul singolo. Quindi al momento in cui un difensore centrale esce a zona su uomo in automatico un terzino o un centrocampista scivola aggregandosi nella linea difensiva.
Se il Como riesce a sviluppare il suo gioco sulla zona esterna del campo (sempre verso i trequerti di campo) il play del Bologna scivolerà andando ad occupare la zona del terzino andanto in pressing.
TRANSIZIONE OFFENSIVA
Il primo obiettivo da sfruttare è il contropiede facendo subito una verticalizzazione per l’attaccante o per gli esterni alti, mentre i difensori stanno in preventiva. Questo tipo di transizione ormai è un atteggiamento del Bologna perché si nota che i giocatori lo fanno con molta sicurezza e i in tempi giusti. Tuttavia, se non si riesce a fare questa verticalizzazione, si riconsolida il possesso della palla e ricostruire l’azione di gioco.
ANALISI SWOT:
PUNTI DI FORZA
- Scambi e rotazioni durante l’attacco nelle zone esterne
- Verticalizzazioni superando più linee di pressione
- Dinamicità e aggressivita del centrocampo
- Occupazione efficace della zona di rifiniura
- Ampiezza difensiva che favorisce superiorità numerica in attacco
PUNTI DI DEBOLEZZA
- Poca lucidità nel finalizzare sul secondo palo
- Scarsità nel sviluppare l’azione in zona centrale
- I terzini creano profondità sui lati esterni in FDNP
- Coperture del centrocampo non sempre precise








