Analisi Tattica: l’Udinese di Gabriele Cioffi 2023-24

Analisi realizzata da Roberto Corcione, Match Analyst associato AIAPC, abilitato presso il Corso Football Match Analyst LongoMatch Certification

Credits Ipa / IPA-AGENCY.NET

L’Udinese è riconosciuta come una delle squadre più virtuose del panorama italiano, capace di abbinare ad un progetto la cui punta di diamante è uno dei migliori reparti scouting d’Europa ad una gestione economica esemplare continua negli anni.

La stagione non è iniziata nei migliori dei modi, con una serie di risultati deludenti, culminati con l’esonero dell’allenatore che li aveva guidati per tutta la scorsa stagione, Andrea Sottil. Dopo l’esperienza del 2021/22 è stato richiamato in corsa per sostituirlo Gabriele Cioffi, il quale è chiamato ad una missione non facile, ovvero salvare una squadra che rispetto alla scorsa stagione ha perso giocatori fondamentali quali Beto, Becao, Udogie e Makengo.

In pieno stile Udinese, sono stati presi giocatori semi sconosciuti per sopperire alle partenze del mercato estivo; alcuni tra i nomi più interessanti sono il giovane esterno Festy Ebosele e l’attaccante Lorenzo Lucca, tornato dal prestito all’Ajax.

 

 

SDG: 1-3-5-2;

SDG DIF.: 1-5-3-2/1-4-4-2;

SDG OFF.: 1-3-2-4-1;

FASE DI POSSESSO

Costruzione

L’Udinese predilige una costruzione diretta dell’azione a cercare i continui movimenti degli attaccanti (generalmente sugli esterni).

Le soluzioni più utilizzate sono il rinvio diretto con il portiere a cercare la sponda della punta centrale più strutturata e il lancio lungo dei braccetti a cercare le due prime punte che si allargano sugli esterni.

Di rado viene cercato il giro palla dei difensori centrali, con uno dei centrocampisti che a turno si abbassa per offrire una soluzione sicura in avanti.

Sviluppo

Lo sviluppo centrale dell’azione è basato sulla rotazione dei centrocampisti che spesso si interscambiano per dare meno punti di riferimento agli avversari. La linea dei centrocampisti è generalmente spezzata, con un riferimento centrale più abbassato (con compiti di impostazione ma soprattutto difensivi) e le due mezzali più avanzate.

L’Udinese non punta a tenere un possesso palla prolungato ma, al contrario, cerca la soluzione più rapida al fine di trovare la squadra avversaria meno preparata possibile all’attacco; spesso si cerca il passaggio filtrante (dai piedi del giocatore di maggior talento, Lazar Samardžić) alle spalle dei difensori a premiare il movimento a smarcarsi degli attaccanti.

Lateralità

Lo Sviluppo prevalente dell’Udinese è quello Laterale, perché riesce a sfruttare al meglio le caratteristiche dei giocatori più interessanti della squadra friulana. 

Il gioco si sviluppa principalmente con una continua ricerca dell’1vs1 degli esterni di centrocampo al fine di superare il diretto avversario. Questa qualità è portata all’estremo, infatti il dribbling è tentato anche quando il rischio di una palla persa e di una conseguente transizione negativa sarebbe particolarmente pericolosa. La strategia è sensata pensando al fatto che l’Udinese di Cioffi si presenta come una squadra ordinata ma poco fantasiosa nel complesso, insomma il vantaggio che crea superare il diretto avversario grazie ai dribbling di forza di Zemura, e soprattutto del talentuoso Ebosele, è maggiore del rischio corso nel perdere svariati palloni in zone sanguinose di campo.

Un’altra soluzione particolarmente utilizzata dall’Udinese di Cioffi è la conduzione palla al piede dei suoi esterni e dei suoi centrocampisti. Questo permette di utilizzare lo spiccato atletismo e l’abilità di attaccare lo spazio palla al piede di molti dei giocatori bianconeri per arrivare in zone di campo pericolose senza una complessa rete di passaggi.  

Rifinitura

La zona di rifinitura non è particolarmente percorsa dall’Udinese. Le uniche iniziative sporadiche sono dei giocatori con la maggiore capacità di inventare, Samardžić e Thauvin; in questi casi si lascia la responsabilità di creare qualcosa dal nulla a queste individualità, grazie alle loro doti balistiche (per esempio, un cross dalla parte esterna della trequarti preciso a cercare un inserimento di un giocatore in area di rigore).

Finalizzazione

La finalizzazione è spesso limitata ad approfittarsi della superiorità numerica creata sulle catene laterali attraverso dribbling o sovrapposizioni delle mezzali (o addirittura dei braccetti) con dei cross o dei traversoni.

L’area viene occupata di frequente non solo dai due attaccanti ma anche dall’esterno opposto, pronto a chiudere l’azione sul secondo palo.

Un’altra soluzione, utilizzata più di rado, è quella del tiro dalla distanza.  

FASE DI NON POSSESSO

Primo Pressing

Il primo pressing dell’Udinese è sicuramente una delle cose più interessanti messe in pratica dalla squadra di Cioffi: la zona centrale del campo viene svuotata dalle due prime punte, che si allargano partecipando in maniera più che attiva alla prima pressione; il baricentro della squadra si alza e il pressing viene direzionato verso le zone esterne del campo (dove un’eventuale riconquista è più vantaggiosa a sfruttare le migliori caratteristiche della squadra). Si generano dei triangoli di pressione ad alta densità (formati dalla prima punta, dalla mezzala e dall’esterno di riferimento) sulla catena laterale su cui sviluppa l’avversario, con il resto della squadra che accompagna il movimento scivolando orizzontalmente. Questa strategia è piuttosto coraggiosa, anche perché esplicita la debolezza dell’Udinese ai cambi gioco, ma rende evidente che i friulani puntano ad una efficiente riconquista della palla per giocare aggressivamente quante più transizioni positive possibili.

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Centrocampo e Lateralità

Il centrocampo interpreta la fase difensiva in maniera piuttosto aggressiva. Uno dei due esterni retrocede a terzino (con conseguente scivolamento della linea difensiva a tre che diventa a quattro) mentre l’altro resta alto a fare il quarto in un centrocampo che si presenta con una linea piatta; questo atteggiamento difensivo genera un 1-4-4-2 con due blocchi abbastanza sconnessi (la squadra generalmente rimane piuttosto lunga), in cui tutti i centrocampisti puntano costantemente al recupero della palla tramite una pressione individuale parecchio dinamica. 

I due blocchi sono compatti e coordinati in ampiezza, con continui movimenti a creare densità sulla fascia in cui sviluppa il gioco l’avversario.  

Linea Difensiva

La linea difensiva cambia spesso forma e composizione; passa da una linea a tre ad una linea a quattro con discreta fluidità e coordinazione negli scivolamenti. Sia a tre che a quattro si presenta come una linea piatta in cui si predilige una marcatura a uomo non sempre perfetta perché si lascia tanto spazio agli attaccanti avversari anche in soluzioni pericolose. Nelle fasi difensive più concitate l’Udinese non disdegna difendere con una linea a cinque, formata dai tre difensori centrali e dagli esterni che si abbassano. 

I difetti della difesa possono essere spiegati dal fatto che è sicuramente il reparto meno tutelato dall’atteggiamento aggressivo della squadra. Spesso i difensori centrali sono costretti a diagonali molto lunghe atte a coprire il lato opposto e a interventi determinanti resi necessari da transizioni negative assorbite non correttamente dagli altri reparti.

In sintesi, si può dire che l’Udinese è una squadra che alterna buone fasi di difesa posizionale (con una o più linee di copertura) a marcature non proprio perfette e che eccelle nel difendere in avanti mentre fa fatica quando è costretta a rincorrere gli avversari.

TRANSIZIONE POSITIVA

L’Udinese è una squadra che cede volentieri il possesso del pallone agli avversari. La continua ricerca della riconquista del possesso serve a giocare il contropiede più velocemente possibile, usando al meglio la velocità in campo aperto dei suoi giocatori e la bravura dei propri attaccanti di liberarsi dalla marcatura con i tempi giusti.

TRANSIZIONE NEGATIVA

L’attitudine principale dell’Udinese durante una transizione negativa è una quanto più rapida riaggressione sul portatore palla avversaria, al fine di riconquistare palla o quanto meno di rallentare lo sviluppo dell’azione.

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Spesso l’atteggiamento nel gegenpressing è piuttosto estremo, rischiando di scoprire pericolosamente il fianco agli avversari nel caso la strategia fallisca.

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PUNTI DI FORZA

    • Gegenpressing efficacie
    • Attaccanti organicamente coinvolti in entrambe le fasi
    • Fase difensiva corale e organizzata

PUNTI DI DEBOLEZZA

    • Errori individuali ricorrenti
    • Difficoltà ad assorbire le transizioni negative
    • Scarsa variabilità offensiva

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